La Formula 1 si prepara a una pre-stagione 2026 profondamente diversa dal passato, non solo in pista ma anche sul fronte mediatico. Sono infatti emersi nuovi dettagli sull’approccio alla copertura televisiva dei test: le immagini in diretta saranno fortemente limitate sia per lo shakedown di Barcellona sia per il primo test collettivo in Bahrain.
Il primo appuntamento dell’anno, previsto a Barcellona dal 26 al 30 gennaio, si svolgerà completamente a porte chiuse. Si tratta di un test collettivo privato consentito dal regolamento sportivo FIA (articolo B11.2.7), che permette ai team di prendere parte a tre giorni di attività all’interno di una finestra di cinque giorni consecutivi. Nessun accesso ai media, nessuna diretta TV e nessun live timing: solo pochi contenuti diffusi direttamente dalle squadre sui social e brevi highlights serali forniti ai broadcaster.
Nel Regno Unito, Sky Sports F1 ha già confermato che trasmetterà le immagini disponibili alle 21:00 sui propri canali TV e YouTube.
Bahrain: live timing sì, diretta solo nell’ultima ora
Dopo Barcellona, la Formula 1 si sposterà in Bahrain per due test collettivi nel mese di febbraio. A differenza del passato, però, anche qui la copertura non sarà subito completa.
Secondo quanto appreso da PlanetF1.com, il primo test in Bahrain avrà una visibilità limitata: sarà attivo il live timing, ma la diretta televisiva dovrebbe essere concentrata soltanto sull’ultima ora di ogni giornata. L’obiettivo sarebbe permettere alle emittenti di riassumere quanto accaduto, senza offrire una copertura integrale delle sessioni.
Solo il test finale, in programma dal 18 al 20 febbraio, beneficerà della tradizionale copertura completa.
Regole nuove, test diversi
Alla base di questa scelta c’è soprattutto la portata storica dei cambiamenti regolamentari in arrivo nel 2026. Le nuove power unit e i nuovi telai rappresentano una sfida tecnica enorme, che sta costringendo i team a un lavoro molto più intenso nei box rispetto al passato.
Le squadre prevedono lunghe fasi di inattività in pista, con le monoposto spesso ferme mentre ingegneri e meccanici lavorano su software, sistemi e affidabilità. Uno scenario poco spettacolare per il pubblico televisivo.
Secondo diverse fonti interne al paddock, l’aumento della copertura dei test negli ultimi anni ha generato aspettative irrealistiche tra i tifosi. Per questo motivo si è deciso di adottare un approccio graduale: prima copertura minima, poi sempre più ampia fino ad arrivare alla piena visibilità solo nell’ultima sessione pre-stagionale.
Una strategia che, a quanto risulta, sarebbe condivisa anche dai team.
