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Ferrari, Vasseur individua il limite: “Manca velocità sul dritto, dobbiamo reagire”

La Ferrari esce dalle prime tre gare della stagione 2026 con una certezza e un problema da risolvere. La certezza è una posizione solida nel Mondiale costruttori: secondo posto alle spalle della Mercedes, con un margine rassicurante sulla McLaren. Il problema, invece, è più tecnico e riguarda una debolezza strutturale della monoposto.

A evidenziarlo è stato il team principal Fred Vasseur, che ha indicato nella velocità di punta il principale limite della Rossa. Un aspetto che rischia di pesare nella rincorsa alla Mercedes, fin qui dominante ma insidiata dai progressi recenti della McLaren.

Nonostante una notevole costanza di rendimento — con podi conquistati in ogni Gran Premio e piazzamenti regolari anche con la seconda vettura — Ferrari paga qualcosa nei rettilinei. Un deficit che, secondo le prime analisi, potrebbe essere legato a una scelta tecnica precisa: un turbocompressore più piccolo rispetto ai rivali, capace di garantire ottime partenze ma meno efficace nell’allungo.

“Abbiamo molto lavoro da fare, come tutti,” ha spiegato Vasseur. “Siamo all’inizio del ciclo di omologazione e ora abbiamo dati importanti per capire dove migliorare. La prestazione arriva da tanti fattori: dobbiamo fare un passo avanti in ogni area, ma soprattutto farlo meglio degli altri.”

Il tema è stato confermato anche dai piloti. Lewis Hamilton e Charles Leclerc hanno sottolineato come la vettura sia particolarmente efficace in curva, ma soffra quando si tratta di difendersi o attaccare nei lunghi rettilinei.

Un limite emerso chiaramente nel Gran Premio del Giappone, dove Hamilton, pur favorito da una sosta ai box in regime di safety car, non è riuscito a recuperare terreno. “Quando perdi il secondo dalla macchina davanti, diventa tutto più difficile,” ha ammesso Vasseur. “E senza modalità sorpasso, il rischio è restare intrappolati nei trenini.”

La pausa primaverile di cinque settimane diventa così un passaggio cruciale. A Maranello servirà un lavoro mirato per colmare il gap e trasformare la costanza in vera competitività per la vittoria.

La diagnosi è fatta. Ora, per la Ferrari, è il momento delle risposte.

Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori

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