Dopo un avvio di carriera in MotoGP su tre circuiti inediti, Toprak Razgatlioglu arriva finalmente su una pista che conosce alla perfezione: quella del Gran Premio di Spagna, a Jerez. Un tracciato speciale per il pilota turco, dove ha conquistato i titoli del mondiale Superbike nel 2024 e 2025.
Razgatlioglu torna quindi su un circuito che gli ha regalato grandi soddisfazioni, anche se questa volta la sfida è diversa. Dopo un test privato con Yamaha a inizio anno, il pilota affronterà per la prima volta a Jerez l’intero schieramento MotoGP.
«Mi piace molto Jerez – ha dichiarato – non solo per il layout e le sensazioni che offre, ma anche perché negli ultimi due anni qui sono diventato campione del mondo. Ho ricordi fantastici».
Nonostante il feeling con la pista, il turco mantiene i piedi per terra: «Abbiamo un progetto nuovo con la Yamaha, quindi dobbiamo capire se le buone sensazioni che ho su questo circuito possono tradursi anche sulla moto».
Razgatlioglu ha già mosso i primi passi nella classe regina, conquistando i suoi primi punti con un 15° posto al COTA, risultando anche il miglior pilota Yamaha in quell’occasione.
Accanto a lui, il compagno di squadra Jack Miller è ancora alla ricerca dei primi punti con la nuova moto V4, dopo aver ottenuto come miglior risultato un 14° posto nella Sprint di Austin.
«Non vedo l’ora di iniziare la fase europea della stagione – ha spiegato l’australiano –. Spero che in Giappone abbiano trovato soluzioni utili analizzando i dati delle prime gare, così da continuare lo sviluppo della nuova moto».
Il weekend di Jerez sarà particolarmente importante anche per Yamaha, che porterà in pista aggiornamenti grazie alla wild-card del collaudatore Augusto Fernandez e al test post-gara del lunedì.
Secondo il team director Gino Borsoi, le caratteristiche del circuito spagnolo – più tecnico e tortuoso rispetto ai precedenti – potrebbero adattarsi meglio al nuovo progetto V4: «Jerez è molto diverso dalle piste affrontate finora e potrebbe esaltare maggiormente la nostra moto. Ma dobbiamo dimostrare di essere competitivi ovunque».
Con un tracciato meno dipendente dalla potenza pura e più focalizzato sulla guida, Jerez rappresenta dunque un banco di prova cruciale per Yamaha e per Razgatlioglu, chiamati a confermare i progressi e trasformare il potenziale in risultati concreti.
