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Austria 2002, il discusso ordine Ferrari a Barrichello

Il Gran Premio d’Austria del 2002, disputato esattamente 24 anni fa, resta uno degli episodi più controversi nella storia della Formula 1. Quella che avrebbe dovuto essere una tranquilla doppietta Ferrari si trasformò invece in un clamoroso caso mediatico, destinato a segnare profondamente il rapporto tra sport e ordini di squadra.

Sul circuito dell’A1-Ring, fu Rubens Barrichello a conquistare la pole position, rifilando circa tre decimi a Ralf Schumacher, con Michael Schumacher terzo in griglia. In gara, il pilota brasiliano mantenne saldamente il comando, controllando il ritmo e costruendo un vantaggio superiore ai quattro secondi dopo la sequenza dei pit stop.

Ma nel finale arrivò la decisione destinata a scatenare la polemica: Ferrari ordinò a Barrichello di cedere la vittoria a Michael Schumacher.

Una scelta che apparve subito difficile da comprendere. Schumacher aveva infatti già dominato l’inizio della stagione, vincendo quattro delle prime cinque gare e accumulando 21 punti di vantaggio su Juan Pablo Montoya nella classifica mondiale. Nonostante ciò, il team di Maranello fece valere un accordo interno stabilito prima della corsa: il pilota Ferrari in testa prima dell’ultima sosta avrebbe dovuto lasciare il successo al tedesco.

Barrichello, pur riluttante, eseguì l’ordine.

L’episodio avvenne all’ultimo giro, in modo tanto evidente quanto imbarazzante: il brasiliano rallentò vistosamente all’uscita dell’ultima curva, permettendo a Michael Schumacher di superarlo sul traguardo per appena 182 millesimi di secondo.

La reazione del pubblico fu immediata. Dagli spalti piovvero fischi assordanti contro la Ferrari, mentre sul podio si consumò un’altra scena surreale: Schumacher, consapevole del malcontento generale, rifiutò il gradino più alto e invitò Barrichello a salire al centro, consegnandogli anche il trofeo del vincitore.

La FIA intervenne poco dopo con una multa complessiva da un milione di euro inflitta a Ferrari, Schumacher e Barrichello. Curiosamente, però, la sanzione non riguardò l’ordine di squadra in sé, ma la violazione del protocollo del podio.

Le polemiche continuarono per mesi e portarono infine a una decisione storica: il 28 ottobre 2002 la FIA vietò ufficialmente gli ordini di squadra in grado di influenzare il risultato delle gare. Una norma rimasta in vigore fino al 2011.

Col senno di poi, quella strategia si rivelò del tutto inutile. Michael Schumacher dominò infatti il mondiale 2002, conquistando il suo quinto titolo iridato con un bottino finale di punti addirittura doppio rispetto a quello di Barrichello.

Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori

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