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Red Bull sotto esame: doppio cedimento dell’ala posteriore, Verstappen lancia l’allarme in vista di Spa

Per la seconda gara consecutiva, Max Verstappen è stato costretto a fare i conti con un problema legato all’ala posteriore della sua Red Bull. Due episodi distinti, ma con lo stesso risultato: un incidente che ha sollevato interrogativi sulla nuova soluzione aerodinamica introdotta dal team di Milton Keynes.

Dopo il ritiro nelle qualifiche del Gran Premio d’Austria, quando il quattro volte campione del mondo era finito fuori pista proprio nel finale della Q3, Red Bull aveva individuato la causa del cedimento. La situazione è diventata però più preoccupante quando, appena una settimana dopo, un secondo problema – differente dal precedente – si è manifestato durante il weekend di Silverstone.

«Un guasto diverso, diciamo, ma con lo stesso risultato», ha spiegato Verstappen, evidenziando la gravità della situazione.

A destare particolare attenzione è il nuovo concetto di ala posteriore attiva sviluppato dalla squadra anglo-austriaca. Il sistema, progettato per ridurre la resistenza aerodinamica e migliorare la velocità in rettilineo, consente un’apertura molto ampia rispetto alle soluzioni viste sulle altre vetture della griglia.

La configurazione Red Bull è stata introdotta a Miami, dando vita alla cosiddetta “Macarena wing”, un’ala che sfrutta un principio simile a quello adottato da Ferrari ma con caratteristiche tecniche differenti. La soluzione della squadra italiana permette una rotazione fino a 270 gradi in una direzione, mentre quella Red Bull arriva a circa 160 gradi nella direzione opposta.

Il progetto era nato già nel novembre 2025 e il debutto era inizialmente previsto per il Gran Premio d’Australia. Tuttavia, il team tecnico guidato dal direttore tecnico Pierre Waché non era rimasto soddisfatto del funzionamento iniziale, decidendo così di posticipare l’introduzione fino a Miami.

Red Bull: “Nessuna possibilità di ripetere il problema”

Nonostante i vantaggi prestazionali garantiti dalla nuova ala, la sicurezza resta la priorità assoluta. Non soltanto per la FIA, che ha seguito lo sviluppo del progetto fin dalle prime fasi, ma soprattutto per i piloti.

Verstappen ha definito gli ultimi cedimenti dell’ala posteriore «super pericolosi», una preoccupazione ancora maggiore considerando l’arrivo del Gran Premio del Belgio sul velocissimo circuito di Spa-Francorchamps.

Per questo motivo Red Bull utilizzerà nuovamente questa soluzione soltanto se sarà completamente certa di aver eliminato ogni possibile rischio. L’indagine interna è già iniziata.

«Analizzeremo tutta l’area per assicurarci di lasciare zero possibilità che possa succedere di nuovo», ha dichiarato il team principal Laurent Mekies dopo la gara di Silverstone.

Una frase che lascia intendere come tutte le opzioni siano ancora aperte, compresa quella di abbandonare temporaneamente l’ala rotante e tornare a una configurazione più tradizionale.

Red Bull continua a credere nel progetto, ma sa di non poter permettere un altro cedimento, soprattutto considerando il crescente malcontento di Verstappen.

«Faremo tutto il necessario per essere dalla parte della sicurezza», ha aggiunto Mekies. «Abbiamo corso diverse gare con questo concetto dal debutto di Miami. È ancora presto per stabilire se si tratti di un problema legato al progetto o ad altro, ma sicuramente non lasceremo nulla di intentato. Tutte le opzioni sono sul tavolo».

Spa mette Red Bull davanti a una scelta difficile

Tra le possibilità c’è anche il ritorno temporaneo a una vecchia specifica di ala posteriore, una soluzione più conservativa ma meno efficiente dal punto di vista aerodinamico.

Per il gruppo tecnico guidato da Waché sarebbe un passo indietro, soprattutto in vista di Spa-Francorchamps, pista dove la riduzione del drag rappresenta un elemento fondamentale per ottenere competitività sui lunghi rettilinei.

Il circuito belga, inoltre, mette nuovamente sotto pressione la gestione energetica delle monoposto, un’area nella quale Red Bull non è stata particolarmente brillante nella prima parte della stagione. Ogni piccolo vantaggio in termini di efficienza aerodinamica può quindi diventare determinante.

Se però dovessero rimanere dubbi sull’affidabilità della soluzione attuale, il team non avrebbe alternative: la sicurezza verrebbe prima della prestazione.

Un altro episodio simile a quelli verificatisi in Austria e Gran Bretagna sarebbe infatti un colpo pesante per Red Bull, soprattutto considerando la frustrazione mostrata da Verstappen al termine dell’ultimo weekend.

McLaren osserva con prudenza

Curiosamente, anche McLaren ha sviluppato una propria ala posteriore rotante, portandola per la prima volta in pista in Austria. Tuttavia, il team di Woking ha scelto di non utilizzarla, ritenendo il progetto ancora non sufficientemente maturo nemmeno per una sessione di prove libere.

La soluzione non è stata impiegata neppure a Silverstone, dove il format Sprint avrebbe lasciato poco margine per eventuali valutazioni.

Spa potrebbe quindi rappresentare il primo vero banco di prova per McLaren. Alla luce dei problemi incontrati da Red Bull, la scelta prudente della squadra papaya appare oggi ancora più comprensibile.

Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori

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