Il presidente e CEO della Formula 1, Stefano Domenicali, ha fatto chiarezza sul finale della stagione 2026, confermando che il campionato si concluderà in Europa qualora la situazione geopolitica in Medio Oriente impedisse lo svolgimento dei Gran Premi del Qatar e di Abu Dhabi.
Il conflitto che da mesi interessa l’area mediorientale ha già avuto pesanti ripercussioni sul calendario del motorsport internazionale. La Formula 1 è stata costretta ad annullare i Gran Premi del Bahrain e dell’Arabia Saudita, mentre anche MotoGP e FIA World Endurance Championship hanno dovuto rivedere i propri programmi.
Nonostante il clima di tensione nella regione, il Gran Premio dell’Azerbaigian, in programma a Baku, resta regolarmente confermato. Più incerta, invece, la situazione delle ultime due gare della stagione, previste in Qatar e ad Abu Dhabi.
«Al momento le gare in Qatar e ad Abu Dhabi sono confermate e sono già sold out. È un segnale incredibile della forza della Formula 1 e dell’interesse che continua a generare nonostante il difficile contesto internazionale», ha dichiarato Domenicali.
Il numero uno della Formula 1 ha però fissato una scadenza entro la quale verrà presa una decisione definitiva.
«Se la situazione non migliorerà come speriamo, entro la metà di settembre dovremo decidere. Se non sarà possibile correre in quei Paesi, il campionato terminerà in Europa, perché non possiamo spostarci in altre aree del mondo», ha spiegato.
Il Bahrain torna… in Malesia
Nel frattempo è stata trovata una soluzione per recuperare il Gran Premio del Bahrain, inizialmente cancellato. Dopo aver valutato senza successo un reinserimento nel calendario originale, la Formula 1 ha raggiunto un accordo con il circuito di Sepang.
Il tracciato malese tornerà così ad ospitare una gara del Mondiale per la prima volta dal 2017, accogliendo il “Gran Premio del Bahrain disputato in Malesia”. Grazie a questa soluzione, anche nell’eventualità della cancellazione di Qatar e Abu Dhabi, il calendario 2026 garantirà comunque almeno 21 appuntamenti.
Esclusa una doppia gara a Las Vegas
Tra le possibili soluzioni per completare il calendario era stata presa in considerazione anche l’ipotesi di organizzare due Gran Premi consecutivi a Las Vegas. Un’opzione che Domenicali ha però escluso.
«Non vogliamo svalutare un evento che sta crescendo enormemente. Las Vegas è un gioiello del nostro calendario e deve rimanere un appuntamento speciale», ha affermato.
Il CEO della Formula 1 ha inoltre sottolineato come, nel periodo di novembre, il campionato debba fare i conti con la forte concorrenza della NFL negli Stati Uniti.
«In quel periodo milioni di appassionati seguono il football americano. Dobbiamo evitare qualsiasi sovrapposizione che possa penalizzare la Formula 1 in un mercato strategico come quello statunitense.»
Già allo studio il calendario 2027
Lo sguardo è già rivolto anche alla stagione 2027. Domenicali ha confermato che il calendario verrà presentato in autunno seguendo la pianificazione originaria, ma ha ammesso che la Formula 1 ha già predisposto piani alternativi nel caso in cui la crisi in Medio Oriente dovesse protrarsi.
«Presenteremo un calendario normale, ma abbiamo già elaborato diverse soluzioni di riserva. Se la situazione non dovesse risolversi, saremo pronti ad intervenire senza compromettere il campionato», ha concluso.

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