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MotoGP Aragón, Bagnaia sempre più in difficoltà: “Non riesco a immaginare cosa succederà”

Il Gran Premio d’Aragona ha confermato il momento estremamente complicato di Francesco Bagnaia. Il pilota Ducati è stato costretto al ritiro dopo appena sei giri dei 23 previsti, al termine di una gara nella quale aveva accusato ancora una volta gravissimi problemi di aderenza al posteriore della GP26.

Bagnaia era settimo quando è incappato nella caduta che ha messo fine alla sua gara. Il problema, secondo quanto spiegato dallo stesso pilota, è stato ancora una volta legato alla mancanza di grip al posteriore, una difficoltà che lo accompagna ormai da diverse gare e che, dopo la pausa estiva, sembra essere ulteriormente peggiorata.

Bagnaia: “Il grip al posteriore è completamente sparito”

Al termine della gara, Bagnaia ha descritto senza mezzi termini le sensazioni avute in sella alla Ducati.

“Ho perso il posteriore, poi ho perso l’anteriore. Per me la mancanza di grip al posteriore è troppa. La realtà è che non ho completamente grip”, ha spiegato il due volte campione del mondo.

La situazione è diventata critica già dopo pochi giri. Bagnaia ha raccontato di aver dovuto modificare la gestione elettronica della moto per cercare di limitare il problema, senza però riuscire a trovare una soluzione.

“Dopo cinque giri ho messo una mappa con meno potenza perché il posteriore era completamente finito. E questo senza spingere, senza fare nulla. Stavo iniziando ad avere molto movimento già al quinto giro”.

La conseguenza è stata la perdita del posteriore. Quando la gomma ha improvvisamente recuperato aderenza, la Ducati ha reagito in maniera imprevedibile, provocando anche la perdita dell’anteriore che ha fatto finire Bagnaia a terra.

Un problema che è peggiorato dopo Silverstone

Il dato più preoccupante per Bagnaia è che il problema non sembra essere circoscritto al MotorLand Aragón.

A metà stagione il pilota Ducati sembrava essere riuscito almeno parzialmente a gestire le difficoltà. Tra Barcellona e Brno aveva infatti conquistato quattro podi consecutivi, dando l’impressione di aver trovato una direzione tecnica più efficace.

Secondo Bagnaia, però, qualcosa è cambiato dopo il Sachsenring e soprattutto dopo Silverstone.

“Fino al Sachsenring la situazione non era così negativa. Il feeling non era perfetto, ma tutto funzionava in maniera più consistente e i risultati erano più ottimistici”, ha spiegato.

Poi la situazione è precipitata: “Da Silverstone è successo qualcosa, perché adesso ho completamente zero grip”.

Ed è proprio il futuro a preoccupare maggiormente il pilota Ducati.

“Non so cosa succederà quando arriveremo su circuiti dove il livello di grip è più basso. Non riesco a immaginarlo”.

Nessuna soluzione dal set-up

Bagnaia ha inoltre escluso che il problema sia legato a una modifica radicale del set-up della sua GP26.

“Il set-up è simile”, ha spiegato. Il team aveva provato a spostare maggiormente il peso verso il retrotreno, ma la soluzione non aveva prodotto i risultati sperati.

Durante il warm-up la situazione era apparsa particolarmente difficile, tanto che Bagnaia ha definito il turno “un disastro per molte ragioni”. Per la gara la squadra è quindi tornata a una configurazione più vicina a quella utilizzata nel resto della stagione.

La scelta, tuttavia, non ha risolto il problema: la gomma posteriore media è durata appena cinque giri prima di perdere gran parte della sua efficacia.

Un campanello d’allarme per il prosieguo della stagione

Il doppio ritiro consecutivo tra Gran Bretagna e Aragón rappresenta un pesante campanello d’allarme per Bagnaia e per Ducati. Il pilota italiano, che nel corso della stagione aveva mostrato segnali di ripresa, si ritrova ora nuovamente alle prese con un problema tecnico che rischia di diventare ancora più penalizzante sui circuiti caratterizzati da un livello di aderenza inferiore.

Il MotorLand Aragón, nonostante una superficie che può offrire un buon livello di grip, ha quindi evidenziato ancora una volta una delle principali debolezze della GP26.

Per Bagnaia la priorità sarà ora comprendere cosa sia cambiato dopo Silverstone e, soprattutto, trovare una soluzione prima di affrontare piste nelle quali la mancanza di aderenza potrebbe rendere il problema ancora più difficile da gestire.

Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori

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