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MotoGP Aragón, Márquez e Bezzecchi a oltre 300 km/h: duello da brividi sul rettilineo

Il Gran Premio d’Aragona ha regalato uno dei duelli più spettacolari della stagione MotoGP. Marc Márquez e Marco Bezzecchi si sono affrontati ruota a ruota sul lungo rettilineo posteriore del MotorLand, arrivando a viaggiare a oltre 300 km/h con le due moto praticamente incollate l’una all’altra.

Il momento decisivo è arrivato al sesto giro, quando Márquez ha attaccato Bezzecchi alla chicane per conquistare la leadership. Il pilota Aprilia è riuscito a replicare immediatamente, sfruttando una migliore uscita e affiancando la Ducati sul rettilineo.

La situazione, però, è diventata particolarmente delicata quando le due moto sono entrate nella scia e nella turbolenza aerodinamica l’una dell’altra.

“È stato un momento incredibile, un momento spaventoso”, ha raccontato Márquez al termine della gara. “Con tutta l’aerodinamica, a 300 km/h le nostre moto venivano attirate l’una verso l’altra. Ho provato a spostarmi verso destra, ma eravamo praticamente attaccati”.

Il pilota Ducati ha spiegato quanto fosse difficile allontanarsi dalla Aprilia di Bezzecchi anche in piena accelerazione: “Se guardate il replay, c’è stato persino un piccolo impennamento in sesta marcia. Era impossibile allontanarsi dalla sua moto”.

Un episodio spettacolare per il pubblico, ma tutt’altro che semplice da gestire per i due piloti. Márquez è comunque riuscito a mantenere la posizione in frenata, mentre Bezzecchi ha dovuto arrendersi anche all’attacco di Pedro Acosta, che ha approfittato della lotta per inserirsi al secondo posto.

“Marco ha mollato un po’ perché era sulla parte sporca della pista”, ha spiegato Márquez, che da quel momento ha potuto costruire la propria fuga. Il campione del mondo ha poi aumentato il ritmo negli ultimi dieci giri, creando il margine necessario per controllare la gara fino alla bandiera a scacchi.

Bezzecchi: “Volevo rendere la vita più difficile a Marc”

La lettura di Bezzecchi è stata molto simile. Il pilota Aprilia, autore della pole position e capace di comandare le prime fasi della gara, ha ammesso di aver capito presto che il ritmo di Márquez era superiore, ma ha comunque deciso di lottare.

“Anche quando ero davanti, vedevo che il mio ritmo non era il migliore. Ho provato ad aprire un gap, ma sapevo che Marc sarebbe tornato”, ha spiegato Bezzecchi.

L’obiettivo era comunque chiaro: provare a mettere pressione al campione Ducati e rallentarne la corsa verso la vittoria.

“Onestamente volevo rendere la sua vita un po’ più difficile, anche per Pedro, ma ho perso entrambe le posizioni in un paio di secondi”.

Anche Bezzecchi ha confermato quanto fosse particolare il comportamento delle moto durante il duello sul rettilineo: “Quando ci siamo avvicinati sul rettilineo, l’aria faceva qualcosa di strano. Volevo allontanarmi da lui, ma a volte mi avvicinavo ancora di più”.

Il duello si è quindi concluso a favore di Márquez, mentre Acosta è riuscito a sfruttare perfettamente la situazione per conquistare il secondo posto. Bezzecchi ha chiuso terzo, completando comunque un weekend molto positivo dopo la pole position e il doppio podio tra Sprint e gara.

Márquez torna prepotentemente in corsa per il titolo

La vittoria di Aragón ha avuto un peso importante anche nella classifica iridata. Márquez ha conquistato il successo davanti ad Acosta e Bezzecchi, mentre Jorge Martín ha concluso soltanto quinto.

Il pilota Ducati ha così superato Bezzecchi in campionato, portandosi al secondo posto con 237 punti, appena 19 lunghezze dalla vetta occupata da Martín a quota 256. Bezzecchi è terzo con 232 punti.

Per Márquez si tratta inoltre della sesta vittoria consecutiva in MotoGP ad Aragón con Ducati, a conferma di un rapporto particolarmente favorevole con il circuito spagnolo. Il weekend perfetto, con il successo anche nella Sprint, gli ha permesso di recuperare ben 21 punti su Martín nell’arco dei due giorni di gara.

Il duello con Bezzecchi, però, rimane l’immagine più spettacolare della domenica: due MotoGP lanciate a oltre 300 km/h, praticamente incollate dalla turbolenza aerodinamica, in una sfida che ha messo in evidenza non soltanto il talento dei due piloti, ma anche quanto sia diventata estrema la gestione aerodinamica delle moderne MotoGP.

Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori

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