La Formula 1 si prepara a un nuovo cambio di filosofia per i propri propulsori. Dal 2030 dovrebbe infatti tornare un motore V8, ma le prime indiscrezioni indicano che il nuovo propulsore potrebbe essere molto diverso da quello che molti appassionati immaginano.
La FIA e i costruttori di power unit starebbero lavorando a un regolamento che prevede un V8 da 3,0 litri ancora sovralimentato mediante un turbocompressore di dimensioni più contenute. L’obiettivo sarebbe quindi quello di abbandonare l’attuale architettura V6 turbo, mantenendo però una componente di sovralimentazione.
La prospettiva del ritorno al V8 aveva alimentato le aspettative per un ritorno ai motori aspirati che hanno caratterizzato la Formula 1 tra il 2006 e il 2013. Quei propulsori erano particolarmente apprezzati per il regime di rotazione elevato e per il sound caratteristico. Le indiscrezioni sul regolamento 2030, tuttavia, suggeriscono che questa configurazione non sarebbe praticabile.
Un V8 turbo per rispettare i limiti di rumore
Uno dei principali motivi alla base della scelta sarebbe rappresentato dalle restrizioni acustiche imposte sui circuiti cittadini. Un V8 aspirato potrebbe infatti superare i limiti previsti in alcune delle gare disputate su tracciati cittadini.
Il progetto per il 2030 prevede quindi un V8 da 3,0 litri abbinato a un turbocompressore più piccolo. Il nuovo propulsore dovrebbe inoltre mantenere una componente elettrica, anche se con una potenza significativamente inferiore rispetto alle attuali unità ibride.
La parte elettrica dovrebbe sviluppare circa 100 kW, contro i 350 kW previsti dalle attuali power unit. I nuovi motori saranno inoltre più leggeri rispetto alle unità utilizzate nella generazione attuale.
Confermata la componente ibrida
Il passaggio al V8 non coinciderà quindi con un ritorno completo alla Formula 1 del passato. L’elettrificazione resterà parte integrante del progetto, anche se con un peso inferiore rispetto all’attuale generazione.
Parallelamente, la Formula 1 starebbe valutando anche un nuovo sistema per favorire i sorpassi, concettualmente simile al push-to-pass utilizzato in IndyCar. Il sistema potrebbe ricordare per alcuni aspetti il boost previsto sulle monoposto della generazione 2026.
Il regolamento non è comunque ancora definitivo. Qualsiasi modifica alle power unit dovrà completare il normale processo di approvazione e, di conseguenza, diversi dettagli tecnici potrebbero ancora cambiare prima dell’introduzione ufficiale.
Power unit attuali verso una maggiore componente termica
Nel frattempo, anche le attuali power unit saranno oggetto di evoluzione. La Formula 1 sta infatti valutando modifiche alla ripartizione tra potenza termica ed elettrica per ridurre i problemi legati alla gestione dell’energia e al recupero durante i giri veloci.
L’attuale rapporto 50:50 tra componente endotermica ed elettrica dovrebbe evolvere ulteriormente. Dal 2028 è prevista una configurazione con una ripartizione 60:40, con l’obiettivo di limitare la necessità di risparmiare energia durante i giri di qualifica.
Il ritorno al V8 nel 2030 sembra quindi destinato a rappresentare una nuova fase per la Formula 1, ma non necessariamente un ritorno al passato. Il progetto mantiene infatti turbo ed elettrificazione, con l’obiettivo di combinare la nuova architettura a otto cilindri con le esigenze tecnologiche e regolamentari della Formula 1 moderna.

