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MotoGP, multe da 5.000 euro per gli eventi promozionali: Marc Márquez critica le nuove regole

A partire dal Gran Premio d’Indonesia, i concorrenti che non rispettano gli obblighi di presenza alle attività organizzate dal campionato rischiano una multa iniziale di 5.000 euro, destinata ad aumentare in caso di ulteriori violazioni.

Una decisione che non ha convinto il pilota Ducati, secondo il quale il calendario degli impegni esterni alla pista sta diventando sempre più impegnativo, con possibili conseguenze sulla preparazione e sul recupero fisico degli atleti.

La nuova disposizione è stata comunicata ai team durante il fine settimana di Mandalika attraverso una circolare inviata dagli organizzatori del campionato.

Il primo evento interessato è la Hero Walk, l’iniziativa che permette ai tifosi di incontrare i piloti, scattare fotografie e ottenere autografi nelle domeniche di gara.

Secondo le nuove indicazioni, ciascun pilota deve garantire una presenza minima di dieci minuti nell’area dedicata. Chi non rispetta questo obbligo rischia una sanzione economica di 5.000 euro alla prima infrazione.

Le multe aumenteranno in caso di recidiva e, qualora le violazioni dovessero continuare, potrebbero essere introdotte anche penalità sportive, la cui natura non è stata ancora definita.

L’obiettivo degli organizzatori è assicurare una maggiore partecipazione dei protagonisti del Mondiale alle iniziative rivolte al pubblico, considerate importanti per la promozione della MotoGP e per il rapporto con gli appassionati.

La decisione arriva dopo alcune settimane nelle quali sarebbe stata riscontrata una partecipazione non sempre adeguata da parte dei piloti.

Márquez: «Siamo atleti, gli impegni stanno diventando troppi»

Interrogato sull’argomento dopo il Gran Premio d’Indonesia, concluso in sesta posizione, Márquez ha espresso le proprie perplessità sulla scelta degli organizzatori.

Il nove volte campione del mondo ha precisato di condividere l’obiettivo di rendere la MotoGP sempre più popolare, ma ritiene necessario individuare un equilibrio tra le attività promozionali e le esigenze sportive.

«Noi piloti siamo i primi a volere che la MotoGP cresca e diventi sempre più grande, ma credo che esistano altri modi per farlo senza mettere così tanta pressione sui piloti», ha spiegato lo spagnolo.

Márquez ha quindi descritto la quantità di attività che i concorrenti devono affrontare durante un normale fine settimana di gara, tra riunioni tecniche, appuntamenti con gli sponsor, sessioni in pista e iniziative con il pubblico.

Particolarmente impegnativa è la domenica, quando i piloti devono alternare il warm-up, gli incontri con i tecnici, la parata e la Hero Walk, spesso con tempi molto ridotti tra un’attività e l’altra.

Secondo il portacolori Ducati, questa organizzazione rischia di sottrarre tempo alla preparazione della gara, che dovrebbe rimanere la priorità.

Il precedente del Giappone e la controfigura di Márquez

La questione delle attività promozionali aveva già coinvolto direttamente Márquez durante il precedente Gran Premio del Giappone, disputato a Motegi.

In quell’occasione, lo spagnolo aveva deciso di non partecipare a una gara di kart organizzata prima dell’appuntamento domenicale, inviando al proprio posto una controfigura.

La scelta aveva suscitato discussioni nel paddock, anche perché l’iniziativa era stata organizzata per coinvolgere i protagonisti della MotoGP in un evento destinato al pubblico.

Márquez aveva successivamente spiegato di aver preferito riposare la spalla, sottolineando la necessità di preservare le proprie condizioni fisiche in una fase decisiva della stagione.

Sebbene la nuova regolamentazione sia arrivata poco dopo quell’episodio, gli organizzatori stavano già valutando da diverse settimane come aumentare la partecipazione dei piloti alle attività promozionali.

Dal 2027 aumenteranno ulteriormente gli impegni

Le preoccupazioni di Márquez riguardano anche la prossima stagione, quando il format dei fine settimana della MotoGP subirà ulteriori modifiche.

Dal 2027 è prevista l’introduzione di una sessione di qualificazione dedicata alla Sprint, che renderà ancora più intenso il programma delle attività sportive.

Per il pilota Ducati, il rischio è che l’aumento degli impegni in pista si aggiunga a un calendario promozionale già particolarmente fitto, lasciando meno tempo al recupero fisico e alla preparazione.

Márquez ritiene che la crescita commerciale del campionato non debba tradursi automaticamente in maggiori obblighi per i concorrenti, soprattutto considerando le esigenze atletiche richieste dalla MotoGP moderna.

«Alla fine siamo atleti. Il prossimo anno il programma sarà ancora più intenso e trascorreremo più tempo con la tuta addosso», ha osservato lo spagnolo.

«Lo spettacolo è in pista, non fuori»

La posizione di Márquez non rappresenta un rifiuto delle attività promozionali, ma una richiesta di rivedere il modo in cui vengono organizzate.

Il pilota riconosce l’importanza del contatto diretto con gli appassionati e della visibilità garantita dagli eventi collaterali, ma ritiene che il valore principale del campionato rimanga quello sportivo.

«Siamo i primi a voler aiutare il campionato a crescere, ma ci sono altri modi per farlo. Lo spettacolo è in pista, non fuori», ha concluso Márquez.

Le nuove sanzioni evidenziano una questione destinata a diventare sempre più rilevante nel Motomondiale, soprattutto con l’evoluzione del calendario e delle attività commerciali legate alla categoria.

Da una parte gli organizzatori puntano a rafforzare il coinvolgimento dei tifosi e la visibilità internazionale della MotoGP; dall’altra i piloti chiedono che le iniziative esterne non compromettano la preparazione atletica e gli impegni agonistici.

Resta da vedere se le osservazioni di Márquez porteranno a un confronto tra i rappresentanti dei piloti e gli organizzatori per individuare una gestione più equilibrata degli appuntamenti promozionali.

Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori

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