La Formula 1 potrebbe iniziare a risentire delle conseguenze di un calendario particolarmente intenso e di una gestione tecnica sempre più complessa. A sollevare la questione è Martin Brundle, ex pilota e attuale commentatore di Sky Sports F1, intervenuto dopo una serie di problemi che hanno condizionato gli ultimi due weekend del Mondiale 2026.
Gli episodi verificatisi in Malesia e Singapore hanno evidenziato alcune criticità nei sistemi elettronici e nelle procedure operative della categoria, costringendo la FIA a intervenire per garantire il regolare svolgimento delle sessioni.
Secondo Brundle, questi inconvenienti potrebbero essere il segnale di un sistema sottoposto a uno stress crescente, anche a causa dei numerosi appuntamenti concentrati in poche settimane.
In Malesia necessario un aggiornamento software d’emergenza
Uno degli episodi più significativi si è verificato durante il Gran Premio del Bahrain, disputato sul circuito di Sepang, in Malesia.
Un’anomalia nella gestione elettronica delle power unit in condizioni di pioggia rischiava di provocare una perdita irreversibile di potenza durante il giro di formazione.
Il problema era legato alla limitazione obbligatoria a 250 kW prevista in determinate condizioni, che interferiva con il corretto funzionamento dei sistemi di propulsione.
Per evitare conseguenze sulla sicurezza e consentire la partenza della gara, la FIA ha distribuito alle squadre una correzione software d’emergenza, aggirando temporaneamente i limiti energetici responsabili del malfunzionamento.
La Federazione ha successivamente confermato che una modifica definitiva ai parametri della centralina elettronica standard per la gestione della pioggia sarà introdotta in occasione del Gran Premio degli Stati Uniti ad Austin.
Singapore, problemi al cronometraggio e un errore della direzione gara
Ulteriori difficoltà sono emerse durante il weekend di Singapore.
Nella prima fase delle qualifiche Sprint, il sistema di cronometraggio non ha registrato correttamente i tempi di diversi piloti, costringendo la direzione gara a verificare manualmente la classifica.
L’inconveniente ha provocato un ritardo di quasi venti minuti prima dell’inizio della SQ2.
A questo episodio si è aggiunto un errore operativo durante la gestione di un incidente che ha coinvolto Sergio Perez, al volante della Cadillac.
La direzione gara ha attivato involontariamente la modalità di sorpasso per circa 27 secondi, prima di disattivarla. Il malfunzionamento ha permesso soltanto a una parte dei piloti di beneficiare temporaneamente di un incremento della potenza elettrica disponibile.
La FIA ha successivamente riconosciuto che l’episodio era stato provocato da un errore umano.
Brundle: «Stiamo mettendo troppo sotto pressione il sistema»
Analizzando quanto accaduto, Brundle ha evidenziato come la Formula 1 stia affrontando un periodo particolarmente impegnativo, con sei gare concentrate in sette fine settimana e nove appuntamenti nell’arco di undici settimane.
L’ex pilota ritiene che il continuo trasferimento di personale, attrezzature e infrastrutture tra circuiti molto diversi possa contribuire ad aumentare il rischio di inconvenienti.
A suo giudizio, la crescente complessità tecnologica richiede un livello di attenzione e coordinamento sempre maggiore, soprattutto quando il calendario concede pochissimo tempo per preparare gli eventi successivi.
Brundle ha riconosciuto che la FIA è riuscita a individuare e correggere rapidamente il problema emerso in Malesia, ma ha sottolineato come situazioni di questo genere non dovrebbero verificarsi nella massima categoria automobilistica.
La sfida tra innovazione e affidabilità
Nonostante le critiche, Brundle ha ribadito il proprio apprezzamento per l’evoluzione tecnologica della Formula 1, riconoscendo il ruolo fondamentale dell’innovazione nello sviluppo della categoria.
Il problema, secondo l’ex pilota, non riguarda quindi la presenza di sistemi avanzati, ma la necessità di garantirne il funzionamento anche nelle condizioni operative più complesse.
Con il Mondiale 2026 ormai entrato nella fase conclusiva, la FIA sarà chiamata a verificare l’efficacia degli interventi previsti per Austin e a prevenire ulteriori inconvenienti.
La questione sollevata da Brundle riporta inoltre l’attenzione sulla sostenibilità del calendario e sulla capacità della Formula 1 di mantenere elevati standard di affidabilità e sicurezza in una stagione caratterizzata da un numero crescente di impegni.

