Il secondo posto di Charles Leclerc e il quarto di Lewis Hamilton confermano i progressi della Ferrari nel Gran Premio degli Stati Uniti. Fred Vasseur, però, non nasconde il rammarico per una pole position sfumata dopo tre sessioni di prove libere dominate. Secondo il team principal, la SF-26 aveva il potenziale per ottenere un risultato migliore, ma la squadra non è riuscita a sfruttarlo nel momento decisivo.
La Ferrari lascia Austin con un podio e diversi segnali incoraggianti, ma anche con la consapevolezza di aver sprecato un’occasione importante. Il secondo posto di Charles Leclerc e la quarta posizione di Lewis Hamilton rappresentano un bilancio positivo, soprattutto alla luce della competitività mostrata dalla SF-26 durante l’intero fine settimana.
A pesare sul risultato finale sono state però le qualifiche del sabato, quando la Scuderia di Maranello non è riuscita a confermare la velocità espressa nelle prove libere.
Fred Vasseur ha individuato proprio nel Q3 il momento in cui la Ferrari ha compromesso parte delle proprie possibilità di successo, sottolineando come il problema non fosse legato alla mancanza di prestazioni della monoposto.
Ferrari, tre sessioni di libere al comando ma nessuna prima fila
Il fine settimana americano era iniziato nel migliore dei modi per la squadra italiana.
Charles Leclerc aveva ottenuto il miglior tempo nelle prime due sessioni di prove libere, mentre Lewis Hamilton aveva completato il dominio Ferrari nelle FP3.
Risultati che avevano alimentato le aspettative in vista delle qualifiche, con entrambe le SF-26 considerate tra le principali candidate alla pole position.
Nel Q3, tuttavia, lo scenario è cambiato. Leclerc non è andato oltre il quarto tempo, mentre Hamilton ha concluso quinto, lasciando la pole position alla Mercedes di Kimi Antonelli.
Un risultato difficile da accettare considerando i distacchi contenuti e il potenziale espresso dalla vettura nelle sessioni precedenti.
Vasseur individua il problema: «Dobbiamo essere perfetti nel Q3»
Il team principal Ferrari ha evidenziato quanto sia diventato complicato sfruttare completamente il potenziale delle monoposto attuali.
La finestra di funzionamento degli pneumatici è particolarmente ristretta e anche piccole variazioni nelle condizioni della pista possono incidere in maniera significativa sui tempi sul giro.
Una temperatura non ottimale delle gomme, una raffica di vento o un leggero errore durante la preparazione del tentativo possono costare diversi decimi.
In una Formula 1 caratterizzata da distacchi estremamente ridotti, una differenza di pochi centesimi può significare perdere numerose posizioni sulla griglia.
Per Vasseur, la Ferrari deve quindi migliorare soprattutto nella capacità di mettere insieme tutti gli elementi necessari per ottenere il massimo nel momento decisivo delle qualifiche.
Non basta avere una monoposto competitiva: occorre riuscire a sfruttarla quando la pista offre le condizioni migliori.
Leclerc secondo, ma la Ferrari poteva lottare per vincere
La gara della domenica ha confermato il buon potenziale della SF-26.
Partito dalla quarta posizione, Charles Leclerc ha recuperato terreno fino a conquistare il secondo posto, riuscendo a precedere la Red Bull di Max Verstappen.
Il monegasco ha mostrato un passo competitivo e una buona gestione degli pneumatici, confermando che la Ferrari disponeva della velocità necessaria per giocarsi le posizioni di vertice.
Anche Hamilton ha disputato una gara solida, concludendo quarto dopo aver recuperato terreno su Verstappen nelle fasi finali.
Due prestazioni che hanno inevitabilmente alimentato il rammarico per le qualifiche.
Una partenza dalla prima fila avrebbe infatti consentito ai piloti Ferrari di affrontare la corsa con maggiori possibilità strategiche, senza dover recuperare posizioni nei confronti degli avversari.
Resta impossibile stabilire se una migliore posizione in griglia sarebbe bastata per battere Antonelli, ma il rendimento mostrato in gara conferma che la Scuderia aveva le caratteristiche per provare a contendergli il successo.
Ferrari, il potenziale della SF-26 non è in discussione
Nonostante la delusione, Vasseur ha espresso fiducia nei progressi compiuti dalla squadra.
Il comportamento della SF-26 ad Austin ha dimostrato che la Ferrari può competere con Mercedes e Red Bull, sia sul giro singolo sia sulla distanza di gara.
Il problema principale rimane la continuità di rendimento, soprattutto quando si tratta di trasformare una buona preparazione del fine settimana in una posizione favorevole sulla griglia.
La squadra dovrà quindi concentrarsi sull’ottimizzazione degli pneumatici e sulla gestione degli ultimi tentativi in qualifica, evitando che piccoli errori possano compromettere il lavoro svolto nelle sessioni precedenti.
Obiettivo Messico: trasformare la velocità in risultati
Con il Gran Premio del Messico alle porte, la Ferrari avrà subito l’occasione di verificare i progressi compiuti.
Il secondo posto di Leclerc e il quarto di Hamilton rappresentano una base incoraggiante, ma a Maranello l’obiettivo rimane tornare a vincere.
Per riuscirci sarà fondamentale partire più avanti, sfruttando la competitività della monoposto già dal sabato.
Austin ha confermato che la Ferrari dispone di una vettura capace di lottare nelle prime posizioni, ma ha anche evidenziato quanto possano costare gli errori nelle qualifiche. Vasseur chiede maggiore precisione alla squadra: la velocità della SF-26 c’è, ora bisogna trasformarla in vittorie.

