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F1, Red Bull ammette i problemi: Max Verstappen dovrà aspettare il 2027

La Red Bull ha ritrovato competitività nel corso del Mondiale 2026, ma non è ancora riuscita a eliminare uno dei problemi che accompagnano la squadra dall’inizio della stagione. Le partenze continuano a rappresentare un punto debole per Max Verstappen e Isack Hadjar, costretti troppo spesso a recuperare terreno dopo lo spegnimento dei semafori.

Le difficoltà sono emerse nuovamente nel Gran Premio degli Stati Uniti, dove la squadra austriaca ha faticato a sfruttare il potenziale della propria monoposto nelle fasi iniziali della corsa. Una situazione particolarmente frustrante per un team che, dopo mesi di sviluppo, è tornato a competere con Mercedes e Ferrari nelle posizioni di vertice.

A fare chiarezza è stato Laurent Mekies. Il team principal ha riconosciuto che il problema è più complesso di quanto possa sembrare e che gli interventi necessari per risolverlo completamente non potranno essere introdotti prima della prossima stagione.

Partenze difficili, Red Bull ancora in ritardo rispetto agli avversari

Il fine settimana di Austin ha confermato le difficoltà della Red Bull nelle procedure di partenza.

Isack Hadjar ha perso terreno nei primi metri, ritrovandosi costretto a inseguire le Ferrari di Charles Leclerc e Lewis Hamilton. Una situazione che ha compromesso parte delle sue possibilità di ottenere un risultato migliore.

Il francese non ha nascosto la propria insoddisfazione, evidenziando come la squadra sia riuscita a migliorare aspetti molto complessi della monoposto senza trovare ancora una soluzione efficace per la gestione della frizione.

Anche Verstappen ha dovuto convivere con alcune delle limitazioni che continuano a caratterizzare la vettura, pur riuscendo a conquistare il terzo posto alle spalle di Kimi Antonelli e Leclerc.

Il problema assume un peso ancora maggiore ora che la Red Bull è tornata competitiva. Quando le differenze tra le monoposto sono ridotte, perdere una posizione in partenza può condizionare l’intera gara, costringendo i piloti a modificare la strategia e a consumare maggiormente gli pneumatici nei tentativi di rimonta.

Mekies spiega le difficoltà: coinvolti motore, cambio e frizione

Secondo Laurent Mekies, il comportamento della Red Bull in partenza non dipende da un singolo componente. Il problema coinvolge infatti diversi sistemi della monoposto, dalla power unit al cambio, fino alla frizione e alla gestione della trasmissione della coppia alle ruote.

Il responsabile della squadra ha chiarito che praticamente tutti i reparti tecnici sono coinvolti nella ricerca di una soluzione, con la sola eccezione dell’aerodinamica.

La Red Bull ha già compiuto progressi rispetto alle prime gare del campionato, quando le difficoltà allo spegnimento dei semafori erano ancora più evidenti. Il divario rispetto ai migliori, tuttavia, non è stato completamente eliminato.

Mekies ritiene che la squadra possa continuare a migliorare attraverso piccoli interventi e una maggiore conoscenza dei sistemi attuali. Per raggiungere il livello dei principali avversari, però, saranno necessarie modifiche più profonde.

La soluzione definitiva arriverà soltanto nel 2027

La Red Bull dovrà quindi convivere con questo limite almeno fino alla conclusione della stagione.

Mekies ha spiegato che gli interventi necessari riguardano anche la progettazione di alcuni componenti meccanici, rendendo impossibile una soluzione completa attraverso semplici modifiche alle procedure di partenza.

La squadra continuerà comunque a lavorare per ridurre il problema nelle gare rimanenti, cercando di sfruttare ogni opportunità di miglioramento.

Il vero salto di qualità è però atteso con la monoposto del 2027, quando potranno essere introdotte modifiche strutturali al sistema.

Una prospettiva che obbligherà Verstappen e Hadjar a gestire ancora per qualche gara una delle principali debolezze della Red Bull.

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Anche le comunicazioni radio preoccupano la Red Bull

Alle difficoltà nelle partenze si aggiungono i problemi alle comunicazioni radio, emersi nuovamente durante il Gran Premio degli Stati Uniti.

Entrambi i piloti hanno incontrato difficoltà nei collegamenti con il muretto, complicando la gestione della corsa e lo scambio di informazioni con gli ingegneri.

Una situazione che ha provocato ulteriore frustrazione all’interno della squadra, soprattutto perché non si tratta del primo episodio della stagione.

Mekies ha riconosciuto che la Red Bull non ha ancora individuato con certezza l’origine dei malfunzionamenti, pur considerando questo problema più semplice da risolvere rispetto alle difficoltà nelle partenze.

L’obiettivo è intervenire rapidamente, evitando che ulteriori inconvenienti possano compromettere il lavoro dei piloti nelle ultime gare del campionato.

Austin conferma i progressi, ma restano occasioni mancate

Il Gran Premio degli Stati Uniti ha offerto una fotografia piuttosto chiara della situazione attuale della Red Bull.

Verstappen ha conquistato il terzo posto alle spalle di Kimi Antonelli e Charles Leclerc, mentre Hadjar ha concluso quinto dopo una gara condizionata dalle difficoltà iniziali.

Un risultato che conferma la crescita della monoposto rispetto alla prima parte della stagione, ma che evidenzia anche quanto sia ancora difficile sfruttarne completamente il potenziale.

La squadra ha recuperato terreno sul piano delle prestazioni, tornando a competere nelle posizioni di vertice. Adesso, però, sono soprattutto i dettagli operativi a fare la differenza.

Una partenza poco efficace, una comunicazione radio interrotta o una scelta strategica non ottimale possono compromettere risultati che, fino a pochi mesi fa, sarebbero sembrati difficili da raggiungere.

Red Bull, il lavoro continua in vista del Messico

Con il Gran Premio del Messico ormai alle porte, la Red Bull cercherà di confermare i progressi mostrati nelle ultime settimane, riducendo al tempo stesso le difficoltà che continuano a condizionare Verstappen e Hadjar.

La priorità immediata sarà migliorare l’affidabilità delle comunicazioni radio e ottimizzare le procedure di partenza, mentre gli interventi tecnici più importanti saranno sviluppati in vista della prossima stagione.

Per Mekies, il recupero della squadra rappresenta un segnale incoraggiante, ma non ancora sufficiente per considerare concluso il lavoro.

La Red Bull è tornata competitiva, ma deve ancora eliminare alcune debolezze che pesano soprattutto nelle gare più combattute. Verstappen dovrà attendere il 2027 per beneficiare di una soluzione strutturale ai problemi di partenza, mentre la squadra continuerà a cercare miglioramenti nelle ultime prove del Mondiale.

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Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori

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