Il Gran Premio di Malesia potrebbe aver scritto la parola fine, o quasi, sulla volata iridata della MotoGP. A Sepang, Marc Marquez ha firmato la sua settima vittoria stagionale, la settima nelle ultime undici gare, centrando l’ottantesimo successo in carriera nella classe regina (il numero 106 in totale). Con questo trionfo, il fuoriclasse di Cervera ipoteca non solo la gara, ma soprattutto il campionato: si tratta del turning point dell’intera stagione, con il decimo titolo in carriera (l’ottavo in MotoGP, eguagliando il record di Giacomo Agostini in 500) che adesso dista appena una manciata di punti.
Grazie a questo capolavoro malese, Marquez vola a quota 44 punti di vantaggio su Jorge Martin e 67 su Marco Bezzecchi. Un margine pesante, reso ancor più solido dalle sfortunate contingenze dei rivali: Martin ha dovuto rinunciare al weekend di Sepang a causa della frattura al polso rimediata la scorsa settimana, e resta l’incognita sulle sue condizioni (e sulla sua effettiva presenza) per il prossimo appuntamento.
Il match ball iridato è già servito per domenica prossima a Losail, in Qatar. Per chiudere i conti con due gare d’anticipo, a Marquez basterà accumulare un margine di 74 punti su Martin e Bezzecchi al termine del GP: allo spagnolo basterà vincere Sprint e gara lunga, a patto che Martin non raccolga più di 7 punti e Bezzecchi non superi quota 30.
La corsa di Sepang ha confermato ancora una volta l’idiosincrasia dell’Aprilia per il tracciato malese costretta a rinunciare al podio, sfiorato da Ai Ogura quarto e ha regalato l’ennesimo podio tutto spagnolo, completato da un eccellente Pedro Acosta (secondo) e da Alex Marquez (terzo). Un risultato che permette alla Ducati di superare ufficialmente la casa di Noale nella Classifica dei Costruttori (537 punti a 529).
Il sigillo di Marc è arrivato grazie alla sua mossa-simbolo: il fulmineo tuffo dalla piazzola alla corda della prima curva, staccando al limite e beffando tutti. Nemmeno il fratellino Alex, partito forte, è riuscito a contenerlo per più di una curva, finendo largo e spalancando la porta al leader. Dietro è andata in scena la bagarre, con Enea Bastianini brillante in avvio ma poi risucchiato dal gruppo, e un Marco Bezzecchi in difficoltà, penalizzato da un lungo nel finale che lo ha relegato al sesto posto.
Al decimo giro si è deciso il podio, quando Pedro Acosta vincitore della Sprint del sabato ha infilato Alex Marquez con una staccata da cuor di leone, consolidando la seconda piazza. Alle sue spalle la rassegnazione è il sentimento comune della griglia. “La mia gara perfetta arriva dalla FP1, dove ho rischiato per capire i limiti“, ha dichiarato a fine gara il dominatore di giornata. La testa è già a Losail: il decimo sigillo è a un passo.

