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F1, Max Verstappen boccia il calendario da 24 gare: «Vorrei meno Gran Premi»

Il calendario della Formula 1 continua a far discutere e Max Verstappen non nasconde il proprio malcontento per una stagione che prevede fino a 24 Gran Premi. Alla vigilia del weekend di San Paolo, il pilota della Red Bull ha ribadito la necessità di ridurre il numero degli appuntamenti, evidenziando le difficoltà legate ai continui spostamenti e al poco tempo da dedicare alla vita privata.

L’espansione del campionato, sostenuta dalle esigenze commerciali della Formula 1, ha progressivamente aumentato gli impegni di piloti, tecnici e personale delle squadre. Una situazione che diventa particolarmente impegnativa nella parte conclusiva della stagione, caratterizzata da numerose gare ravvicinate e trasferte intercontinentali.

Verstappen ha ricordato come, al momento del suo debutto nella categoria regina, il calendario fosse decisamente più contenuto, con circa 17 o 18 appuntamenti. Oggi il numero delle gare è cresciuto sensibilmente, modificando anche il modo in cui i protagonisti del paddock affrontano la stagione.

L’olandese ha ammesso di comprendere le ragioni economiche alla base dell’espansione del campionato, ma ha ribadito che, dal punto di vista personale, preferirebbe disputare meno Gran Premi.

A pesare sulla sua valutazione è soprattutto il cambiamento delle priorità personali. Diventato padre nel 2025, Verstappen ha spiegato che il desiderio di trascorrere più tempo con la famiglia è oggi molto più importante rispetto a quando aveva iniziato a correre in Formula 1.

All’età di 18 anni, infatti, avrebbe voluto gareggiare praticamente ogni fine settimana. Con il passare degli anni, però, la prospettiva è cambiata. La passione per le corse rimane intatta, ma le lunghe assenze da casa rappresentano un sacrificio sempre più significativo.

Anche la possibilità di portare la famiglia durante i weekend di gara non risolve completamente il problema, considerando gli impegni che accompagnano ogni appuntamento del Mondiale.

Alonso condivide le preoccupazioni: calendario al limite

Le dichiarazioni di Verstappen trovano il sostegno di Fernando Alonso. Il pilota dell’Aston Martin ritiene che la Formula 1 abbia ormai raggiunto un limite nella gestione del calendario, soprattutto per quanto riguarda la distribuzione geografica degli appuntamenti.

Secondo il due volte campione del mondo, non è soltanto il numero delle gare a rappresentare un problema, ma anche la necessità di affrontare lunghi trasferimenti tra continenti nel giro di pochi giorni.

Alonso ha evidenziato, in particolare, la complessità del finale di stagione, con il Gran Premio del Brasile seguito dal ritorno in Europa e dalla successiva trasferta verso Las Vegas. Un’organizzazione che impone ritmi particolarmente intensi a tutto il personale coinvolto nel campionato.

La questione riguarda quindi non soltanto il benessere dei piloti, ma anche quello dei meccanici, degli ingegneri e di tutti i professionisti che seguono il Mondiale durante l’anno.

Lindblad in controtendenza: «Amo correre»

Di opinione differente Arvid Lindblad, giovane pilota della Racing Bulls, che affronta il calendario della Formula 1 con l’entusiasmo di chi si trova all’inizio della propria carriera nella massima categoria.

Il britannico ha riconosciuto che il numero degli appuntamenti è decisamente superiore rispetto a quello affrontato in Formula 2, dove aveva disputato una stagione composta da 14 eventi.

Nonostante questo, Lindblad non considera il calendario un problema particolarmente significativo. Pur ammettendo che affrontare nove Gran Premi in undici settimane richieda uno sforzo considerevole, il giovane pilota ha sottolineato come la passione per la guida renda più semplice accettare un programma così intenso.

Una posizione che riflette anche la differenza di esperienza e di priorità tra un esordiente e piloti che hanno già trascorso numerose stagioni nel Circus.

Formula 1, il difficile equilibrio tra spettacolo e sostenibilità

Il dibattito sul calendario rimane uno dei temi centrali per il futuro della Formula 1. L’aumento degli appuntamenti ha permesso al campionato di rafforzare la propria presenza internazionale e ampliare le opportunità commerciali, ma ha inevitabilmente incrementato la pressione sulle squadre.

La distribuzione delle gare, i lunghi viaggi e la successione di weekend consecutivi rappresentano aspetti sempre più delicati nella gestione di una stagione.

Per Verstappen, la soluzione ideale sarebbe tornare a un calendario più contenuto, capace di garantire un migliore equilibrio tra attività sportiva e vita personale.

Una richiesta che, almeno per il momento, appare difficile da conciliare con la strategia di espansione della Formula 1, ma che riporta al centro dell’attenzione una questione destinata ad accompagnare il campionato anche nei prossimi anni.

Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori

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