La Cadillac Hertz Team JOTA chiude il Mondiale Endurance 2026 con una prestigiosa vittoria alla 6 Ore di Monza, ultimo appuntamento stagionale del FIA World Endurance Championship. Sul circuito brianzolo, la Cadillac V-Series.R numero 38 di Jack Aitken, Sébastien Bourdais ed Earl Bamber si impone al termine di una gara combattuta, precedendo l’Alpine numero 36 e l’Aston Martin Valkyrie numero 007. La festa per il titolo mondiale piloti è però tutta della Toyota, con Sébastien Buemi, Brendon Hartley e Ryo Hirakawa che conquistano il campionato nonostante una domenica particolarmente complicata.
La corsa si accende fin dalle prime battute, con la Genesis numero 19 di Dani Juncadella capace di sorprendere la Ferrari 499P numero 50 di Miguel Molina, partita dalla pole position. Lo spagnolo deve però fare i conti con una penalità di cinque secondi per aver tagliato la prima variante, mentre alle sue spalle Jack Aitken inizia una rimonta destinata a cambiare gli equilibri della gara.

Il pilota britannico della Cadillac numero 38 supera prima la Ferrari e successivamente la Genesis, conquistando il comando nel corso del settimo giro con una manovra alla Parabolica. Da quel momento la vettura americana diventa il riferimento della corsa, riuscendo a mantenere la leadership nonostante le neutralizzazioni e le differenti strategie adottate dagli avversari.
La Genesis sembra inizialmente avere il passo per contendere il successo alla Cadillac, ma un problema elettrico costringe Paul-Loup Chatin al ritiro durante la terza ora, cancellando le ambizioni del costruttore coreano. A raccogliere la sfida è così l’Alpine A424 numero 36, che con Victor Martins e Jules Gounon riesce a mantenersi nelle posizioni di vertice.
Nella seconda metà della gara Sébastien Bourdais deve difendersi dalla pressione dell’Alpine e della BMW numero 20, prima di lasciare il volante a Earl Bamber per l’ultima parte della corsa. Il neozelandese gestisce il vantaggio con attenzione, anche quando Martins inizia a recuperare terreno negli ultimi minuti.
La Cadillac deve inoltre prestare particolare attenzione ai consumi di carburante, una situazione che permette all’Alpine di avvicinarsi progressivamente. Bamber riesce comunque a conservare il comando fino alla bandiera a scacchi, conquistando il successo con un margine di 5,607 secondi.

Per Cadillac si tratta della prima vittoria stagionale nel WEC, un risultato che permette alla squadra JOTA di confermare la propria competitività e concludere il campionato nel migliore dei modi.
Alle spalle dei primi due equipaggi arriva un risultato storico per Aston Martin. La Valkyrie numero 007 di Harry Tincknell e Tom Gamble conquista infatti il terzo posto, regalando alla Hypercar britannica il primo podio nel Mondiale Endurance. Determinante la prestazione di Gamble nelle fasi conclusive, quando riesce a recuperare posizioni fino a inserirsi tra i protagonisti della lotta per il podio.
La Ferrari deve invece accontentarsi del quarto posto della 499P numero 51 di Antonio Giovinazzi, James Calado e Alessandro Pier Guidi. Una gara lontana dalle aspettative per il Cavallino Rampante, che davanti al pubblico di casa non riesce a trasformare il potenziale mostrato nelle qualifiche in una vittoria.
Ancora più complicata la giornata della Ferrari numero 50 di Antonio Fuoco, Miguel Molina e Nicklas Nielsen. Dopo essere scattata dalla pole position, la vettura di Maranello perde terreno a causa di problemi legati alla pressione degli pneumatici, soste supplementari e penalità, concludendo soltanto settima. Ottava posizione per la Ferrari numero 83 di AF Corse, affidata a Robert Kubica, Yifei Ye e Phil Hanson.
La Peugeot numero 94 chiude quinta, davanti alla BMW numero 15, completando una classifica Hypercar caratterizzata da numerosi colpi di scena.
Se la vittoria di giornata premia Cadillac, il verdetto più importante riguarda il titolo mondiale piloti, conquistato dalla Toyota numero 8 di Sébastien Buemi, Brendon Hartley e Ryo Hirakawa.
L’equipaggio giapponese vive una gara difficile e conclude soltanto undicesimo, fuori dalla zona punti, ma il vantaggio accumulato durante la stagione si rivela sufficiente per respingere definitivamente l’assalto della Toyota gemella numero 7 di Mike Conway, Kamui Kobayashi e Nyck de Vries, dodicesima al traguardo.
Per Buemi arriva il quinto titolo mondiale endurance, mentre Hartley conquista il quarto e Hirakawa il terzo. Toyota completa così una stagione di grande successo, aggiungendo il titolo piloti a quello costruttori già assicurato nel precedente appuntamento di Barcellona.
Anche la categoria LMGT3 regala emozioni fino agli ultimi metri. A conquistare la vittoria è la Porsche 911 GT3 R Evo numero 92 di Manthey Racing, portata in pista da Yasser Shahin, Riccardo Pera e Richard Lietz. Il successo arriva al termine di un finale serratissimo, con Lietz capace di difendere il comando dall’Aston Martin Vantage GT3 numero 23 di Eduardo Barrichello, Gray Newell e Jonny Adam.
Il distacco sotto la bandiera a scacchi è di appena 270 millesimi, a conferma di una battaglia rimasta aperta fino all’ultimo giro. Per Lietz, impegnato nella sua centesima partecipazione nel WEC, si tratta di una vittoria dal significato particolare.
Il terzo posto della Chevrolet Corvette Z06 GT3.R numero 33 di TF Sport, affidata a Jonny Edgar, Ben Keating e Nicky Catsburg, consegna invece il titolo mondiale LMGT3 a Edgar. Il britannico riesce a coronare una stagione estremamente positiva, nonostante una gara resa complicata da una penalità nelle prime ore.
La 6 Ore di Monza mette così il punto finale al FIA World Endurance Championship 2026, con Cadillac protagonista dell’ultima gara, Toyota regina della classifica mondiale Hypercar e Jonny Edgar campione della LMGT3. Un finale ricco di battaglie e risultati significativi che chiude la stagione sul circuito italiano, confermando ancora una volta l’elevato livello di competitività del Mondiale Endurance.


