
Era il 6 aprile quanto Kato, nella gara di apertura di Suzuka, andò a sbattere contro un muretto troppo vicino alla pista. Stava uscendo dalla curva 130R, un veloce curvone a sinistra che precede l’ultima variante prima del traguardo. La sua Honda RC211V fece una traiettoria strana, che lo portò a sbattere.
Kato veniva da una stagione da esordiente nella top class di altissimo livello: nel 2002, dopo il titolo della 250 stravinto l’anno precedente, Daijiro sale sulla Honda NSR 500 e si butta nella mischia con le neonate MotoGP.
Andava velocissimo, così la Honda decise di affidare anche a lui una nuovissima RC-V, uno di quei mostri a 4 tempi che avevano in un attimo rese obsolete le 2 tempi. Nella stagione d’esordio arriva a podio due volte e si permette anche di fare una pole position vincendo il titolo del miglior Rookie.
Nel 2003 pare tutto pronto per il grande salto: moto ufficiale e una casa dietro che non vede l’ora di farti avere il massimo per portarti al vertice. Ma il destino, quel 6 aprile, decise di portarsi via quel talento.
Dopo due settimane in coma, Daijiro se ne va. Da quel fatidico giorno, Suzuka è uscita dal calendario MotoGP.
Era forte Kato, in 250 aveva dominato la stagione 2001 vincendo il titolo col Team Gresini (che lo ha seguito praticamente sempre). Andava talmente forte che nel team lo avevano soprannominato “Dagliungiro Kato”….
Mi hanno raccontato che era così esuberante che, se ricordo bene, nel campionato giapponese per festeggiare una vittoria si ribaltò impennando!
Ciao Daijiro, ti immagino a fare sportellate col Sic….


Grande Kato. Chissà come sarebbe stato in questi anni con lui in pista…
sarebbero stati 10 anni bellissimi,con un fenomeno in più.andava forte ed era simpatico.spero che venga ricordato degnamente questo fine settimana nelle telecronache delle gare.