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AMARCORD: GP Australia 1991: Una gara durata 16 giri

Ad Adelaide, sedicesima prova in calendario, il circus arrivò con il titolo costruttori ancora da decidere, al contrario di quello piloti deciso nel GP precedente in Giappone, con la vittoria iridata del brasiliano Senna ai danni del “leone” Mansell. L’inglese si giocò la speranza iridata commettendo un errore appunto nel GP del Giappone, dopo che lo stesso inglese si era reso reduce di una sensazionale rimonta durante il campionato. Il GP di Adelaide portò anche alcune importanti novità: Alain Prost fu licenziato per aver rilasciato dichiarazioni lesive nei confronti dell’immagine della Scuderia Ferrari e fu rimpiazzato con Gianni Morbidelli, allora test driver del Cavallino Rampante e pilota Minardi. Il posto dell’italiano alla Minardi fu preso dal brasiliano Roberto Moreno, reduce da vari cambi di sedile nel corso del campionato. Il mancato rinnovo del contratto da parte del team Benetton con Piquet, segnò l’ultima corsa del brasiliano ex pluri campione del mondo in Formula 1.

Nelle qualifiche la prima fila fu tutta McLaren con Senna in Pole seguito da Berger a tre decimi. Le Williams di Mansell e Patrese occuparono la seconda fila, mentre le Benetton di Piquet e Schumacher, la terza. Da ricordare il terribile incidente di Aguri Suzuki al volante della Larrousse che impedì al nipponico di qualificarsi al Gran Premio.

Contrariamente a quanto accaduto nelle qualifiche, la gara partì con condizioni metereologiche piuttosto difficili. Un violento nubifragio avvolse il circuito e la gara iniziò in condizioni che al giorno d’oggi, si potrebbero definire proibitive. Incredibilmente non si registrarono incidenti nelle fasi iniziali di gara, ma ben presto la corsa iniziò a configurarsi sempre di più in uno scenario surreale. Il duello tra Senna e Mansell (il quale aveva sopravanzato Berger autore di un’escursione fuori dal tracciato al terzo giro) per la prima posizione, si svolse in condizioni incredibili. Dopo una manciata di tornate vi erano già delle vetture incidentate e le monoposto dovevano effettuare un’ autentica gincana per proseguire la gara. Memorabile ad esempio l’episodio del difficoltoso doppiaggio su Caffi da parte di Senna e Mansell sul rettilineo Brabham, con le tre vetture costrette a veri e propri slalom in mezzo alla pioggia torrenziale e alle vetture incidentate di Larini e Alesi ancora non rimosse dai commissari di percorso.
Il brutto incidente di Martini con la Minardi accaduto per aquaplaning al decimo passaggio, iniziò a destare più di una perplessità e la corsa venne sospesa quattro giri dopo.

Al sedicesimo giro Mansell finì contro le barriere e la tornata successiva la gara venne interrotta. I commissari presero la decisione di stilare la classifica registrata al quattordicesimo giro. Si pensò di far ripartire la corsa dopo una pausa di dieci minuti, ma le proteste dei piloti di testa (tra cui Senna, il quale aveva lanciato più di un segnale dall’abitacolo sbracciandosi ripetutamente durante le fasi di gara) contribuirono a decretare la fine della gara, la più corta di sempre in F1, con la seguente classifica: 1° Senna, 2° Mansell, 3° Berger, 4° Piquet, 5° Patrese e 6° Morbidelli su Ferrari.

Sei piloti ritirati e sette staccati di almeno un giro…nell’arco di nemmeno venti tornate.
Come da regolamento, i punti vennero assegnati dimezzati e la McLaren Honda vinse il campionato costruttori.

Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori

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