
Il nuovo manto ultra aderente aveva trasformato il circuito di Silverstone nella pista più veloce della Formula 1: le velocità misurate durante le prove rilevarono oltre 300 km/h sul rettilineo e ben 260 km/h nell’Abbey-Corner. Jabouille, in prima fila accanto ad Alan Jones su Williams in pole position, giocò d’azzardo, optando per la mescola morbida della Michelin per tentare di staccare il pilota australiano nei primi giri. Inutilmente: alla partenza Jones andò subito al comando davanti a Jabouille, e anche nel secondo duello tra Renault e Williams, il team francese ebbe la peggio, con Renè Arnoux costretto ad accodarsi a Clay Regazzoni. Al secondo giro Nelson Piquet su Brabham-Alfa si ritirò dopo un testacoda nelal chicane Woodcote mentre il compagno del pilota brasiliano, Niki Lauda, si fermò al 13° passaggio con problemi ai freni.
Al pit-stop, Jabouille perse preziosi secondi per un pasticcio dei meccanici della Renault; poco dopo la rottura del turbocompressore costrinse il pilota francese al ritiro. A 30 giri dalla fine Arnoux dovette abbassare il ritmo per il malfunzionamento dei freni. Quando sulla Williams del leader solitario Jones si ruppe il motore Cosworth, la pista era libera per Clay Regazzoni, che tagliò il traguardo davanti ad Arnoux e Jean-Pierre Jarier (Tyrrell-Ford), regalando la prima vittoria a Frank Williams e conquistando l’ultima delle cinque vittorie della sua carriera.
