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Debriefing 2016 Texas – Austin

In assenza di immagini specifiche sulle gomme del dopogara o sulle teste di forcella, ormai introvabili a causa di una pessima regia e di una riservatezza sempre maggiore dei team, quest’anno sembra che ci dobbiamo impegnare quasi esclusivamente sulla gara e sull’incrocio dei dati ufficiali della gara. Il giorno che decideranno di non pubblicarli più, il mio lavoro sarebbe praticamente impossibile.

Dati incrociati, dicevamo, e iniziamo con il mistero di Rossi. Sotto accusa la frizione che molti giornalisti hanno definito “gonfiata” dimenticandosi che la M1 ha la frizione a secco. Possiamo stabilire se la sua moto aveva davvero qualche problema? Sì, basta guardare le velocità massime nei due giri completati: 23 km/h e 12 km/h in meno rispettivamente nel primo e nel secondo giro, sempre rispetto alla moto di Lorenzo. Visto e considerato che la frizione dopo la partenza non viene più toccata dal pilota – ovvero, resta sempre attaccata – possiamo ipotizzare che si sia deformato qualche disco metallico in partenza e la superficie di contatto imperfetta abbia generato uno slittamento avvertibile solo a gas pieno con marcia alta, mentre a moto piegata in seconda o terza, laddove si scarica poca potenza e il rapporto è corto, la il problema non era significativo.

2016-04-15_171913A conforto di ciò vediamo i tempi, da tre a cinque decimi più lenti del suo compagno di team Lorenzo ma comunque in linea con tanti altri piloti. Questo però ci racconta di un Rossi costretto a forzare in curva per recuperare ciò che inevitabilmente perdeva nei rettilinei. La caduta nei primi giri con gomme ancora fredde ci può stare.

Marquez dichiara che adesso ha adottato delle linee di ingresso in curva in stile Yamaha, più rotonde e meno spezzate, per essere più veloce in percorrenza a fronte di un’impossibilita della moto di aprire subito il gas come negli anni precedenti. Attenzione, parla di linee “in ingresso”. Visto che mi fischiavano le orecchie, sono andato a rileggermi il debriefing dello scorso anno, al capitolo Ducati:

“Passiamo alla Ducati. Non volava nelle esse. Migliorata, per carità, sono il primo a fare i complimenti a tutti. Ma come lo stesso Dall’Igna ben sa, siamo ancora lontani da una moto perfetta. Anzitutto sconta un peso totale ancora elevato, con molta inerzia nelle curve, ma in Ducati son già al lavoro per alleggerire dove si può. Poi il setting anteriore è perfettibile, soprattutto per quanto riguarda la frenata. Capiamoci subito, la D16 non avrà mai la potenza frenante a moto dritta delle vecchie versioni per una semplice questione di centraggio: ma c’è una grande differenza tra la Ducati che scappa davanti e quella che poi è costretta a inseguire, e i problemi di frenata – o meglio, di assetto in frenata – diventano evidenti. Vediamo meglio.

Finchè la Ducati scappa, la traiettoria in ingresso è più rotonda: la moto si guida meglio in percorrenza, la frenata meno efficace è compensata dalla possibilità di tenere i freni anche in inserimento per molti metri. Il punto di staccata, in sostanza, non cambia rispetto allo scorso anno: la GP14 e la GP15 staccano nello stesso momento ma con diversa potenza frenante. La vecchia frenava in 50 metri dove la nuova frena in 60, ma quei dieci metri di differenza sono DENTRO la curva, quindi l’inizio della frenata resta lo stesso. In queste condizioni però non sempre è possibile proteggere la traiettoria interna, e Marquez si infila come un coltello nella ricotta. A questo punto la Ducati insegue, Dovizioso tenta la traiettoria stretta con la frenata a moto dritta ma la GP15 a quel punto non ha la potenza frenante. Anzi, ad essere precisi, non ha l’assetto corretto per mettere a terra la potenza frenante.”

Sembra di leggere la Honda attuale, non è vero? Marquez ha una moto con basso carico statico anteriore e con bassi trasferimenti. Sceglie una morbida anteriore sapendo che dovrà trattarla bene e cerca di entrare in curva più rotondo per non perdere troppa velocità alla corda. D’altra parte abbiamo già visto come un ingresso con frenata di traverso significa una velocità alla corda inferiore. Ovviamente paga le sue gomme morbide a fine gara, con tempi più lenti a partire dal quindicesimo giro, a posizioni ormai consolidate. Tanto che tutti, compreso Lorenzo, hanno pensato che fosse una normale “gestione del vantaggio” e hanno rinunciato ad attaccarlo. Ho il ragionevole sospetto che Lorenzo su hard avesse le gomme ancora in condizioni perfette, ma mancano le foto. Peccato, la scelta sui 21 giri di gara era quella giusta.

Pedrosa sceglie un maggiore trasferimento con moto più alta, ripercorrendo un po’ lo stesso errore del Rossi su Ducati. Usa un telaio diverso, simile a quello dello scorso anno che con le gomme francesi non si adatta benissimo, ma nonostante tutto i tempi sono buoni. La gomma dura all’avantreno va d’accordo col maggior carico dinamico ma sconta un problema: a inizio frenata, al momento di attaccare i dischi, il carico iniziale è solo quello statico. Nel caso di un classico Panic-Stop – tipo vecchietta che sbuca tra le auto in sosta e si butta in strada fuori dalle strisce pedonali – il bloccaggio dell’anteriore diventa una certezza. Pedrosa è tutto impegnato a stare appresso alla Ducati in rettilineo e perde il riferimento proprio quando Dovizioso arriva un po’ lungo. Frena troppo brusco e la frittata è fatta, rendendo inutile anche il tentativo di alleggerire e strizzare nuovamente la leva. La forcella “imbizzarrita” rilevata da tanti cronisti è un comportamento assolutamente normale in quelle condizioni, fidatevi della mia personale esperienza in fatto di vecchiette…

2016-04-15_1708002016-04-15_170644 Ducati ben settate e giustamente gommate. Non avremo mai la prova che Dovizioso potesse fare pressione sui primi nella seconda parte della gara, ma il sospetto c’è. Ben equilibrate anche le due Suzuki, forse le sole a non soffrire un eccessivo degrado sulle gomme medie, con tempi molto costanti anche dopo il quindicesimo giro.

26 Commenti

  1. @ Federico
    ma non è che la honda di marquez 2016 ricordi la D16 2015 nonostante la honda 2016 abbia un centraggio secondo me più arretrato rispetto alla D16 2015 a causa del profilo michelin?

  2. Probabilmente la Honda 2016 non è più arretrata in assoluto rispetto alla 2015, ma con queste gomme è come se lo fosse. In diverse parole, con le Michelin l’equilibrio corretto impone un avanzamento del baricentro che sulla Honda non c’è stato, e anche usando il vecchio telaio 2015 non cambia molto.

  3. @Federico
    vediamo se ho capito bene
    le michelin impongono un equilibrio più avanzato a causa del loro maggiore grip al posteriore, giusto? non a causa del profilo diverso, giusto?

  4. Giusto. Ma avanzare il centraggio significa anche sollevarlo, e questo diventa poco compatibile con un profilo troppo agile. A tutto questo si aggiunge una carcassa che ancora non offre la rigidità voluta. C’è da lavorarci.

  5. il debriefing non deve e non dovra’ mai mancare anche se dovessero girare a porte chiuse! 😛

    Detto questo mi sembra che ci siano anche veramente molte variabili in questo momento e molto casuali a complicare l’analisi basata purtroppo su pochi dati , pure!

    la scelta delle gomme, le gomme , la durata delle stesse.
    lo stile di guida e l’adattamento dei piloti
    la metodica ai box
    il numero di piloti che arriva al traguardo

    niente e’ standardizzato…..l’unica certezza e’ il bersaglio mobile DOVIZIOSO!! 😛

    a me sembra che ora come ora abbia piu’ probabilita’ di vittoria chi ha uno stile di guida capace di adattarsi … marquez il funambolo e rossi che si allena al ranch!. Lorenzo deve trovare la gomma / asfalto giusta e affidarsi alla sua immensa precisione .

    in tutto questo complimenti Federico che riesci sempre in qualche modo a centrare il punto della situazione!

  6. Ottimo debrifing.
    Come vede, invece, l’Aprilia? I distacchi sono decisamente diminuiti, ma una moto con queste caratteristiche (come il motore a v stretta) può competere con le big?
    Infine, perché Márquez e le Honda vanno così veloci in America? Sono avvantaggiate da un grip minore della pista rispetto a quelle europee?

  7. Salve, visto che ti interessava vedere le teste di forcella, ti comunico che sia dalle foto in parco chiuso dopo la gara, sia da foto dinamiche, si nota che le due Honda avevano entrambe la forcella praticamente a filo piastra. Se può essere utile potrei comunicarti il link delle foto che ho visto… 😉
    Ciao. Nico

  8. Grazie. Questo mi consente di elaborare alcuni dati e ricavare le strategie utilizzate dai due piloti 🙂 Il tempo di mettere insieme i pezzi del puzzle

  9. Bravissimo, Avvonico.
    Qui si intravede quella di Ianonne al parco chiuso, a fine gara: http://www.motoblog.it/galleria/motogp-austin-2016-ducati-team-gallery-gara/10
    Scorrendo le immagini, a un certo punto si vedono anche quelle di Dovizioso (sembr regolata in maniera non dissimile), ma dubito che fosse una foto di gara, perciò non la inserisco.
    Di Rossi è il massimo che sono riuscito a trovare: http://www.gpone.com/sites/default/files/images/2016/article/foto/04-April/MotoGP/03_Austin/bbc_rossi_crash.jpg; le teste si vedono, ma dall’alto, perciò…

  10. Boh Paolo, sono anni che leggo i debriefing di Ferderico, mai, ma proprio mai, mi è capitato di non leggere le sostanziali differenze di setting e guida tra Rossi e Lorenzo evidenziate sempre da Federico…. dunque le conclusioni possono essere solo 2…. o Federico non ci capisce nulla e ci prende in giro da anni oppure Lorenzo ha detto una gigantesca balla…. Diciamo serenamente che non è difficile capire quale delle 2 conclusioni sia quella giusta….
    Evidentemente i rapporti sono così deteriorati che ci si inventano la balle per screditare l’altro… Ora che Lorenzo e Rossi si tirino frecciate ci sta, ognuno giudicherà a modo suo, ma mettendomi nei panni di Galbusera mi girerebbero non poco… ma ti pare che stò poveraccio che passa tutti gli eventi a spaccarsi il cervello dal venerdì mattina alla domenica pomeriggio per riuscire a settare sui trasferimenti di carico la M1 di Rossi mentre Forcada ha un setting base che con 2 regolazioni stà già al 100% alla fine delle FP2, gli tocca pure sentirsi dire che è un incapace che non conta nulla e che si fa fare il lavoro dall’altro… 2 paroline in privato a Lorenzo mi sa che gliele direbbe volentieri….

  11. @Paolo @Davide
    Bè a me sembra ovvio che JL si riferisce al fatto che prendono spunto dai dati raccolti sulla sua moto e dal lavoro della sua squadra, ovvio che non copiano pari-pari la configurazione.
    Una cosa è mettere a posto il setting della moto partendo da 0, un’altra ben diversa è partire da una buona base e poi aggiustarlo in base alla guida del pilota.
    è vero che le 2 moto hanno setting diversi, ma avere comunque a disposizione dei dati sulla moto credo sia un grande aiuto.

    e cmq non mi sembra il caso di screditare il lavoro di Forcada dicendo che ha solo bisogno di fare un “setting base che con 2 regolazioni stà già al 100% alla fine delle FP2”, credo che Forcada si uno dei migliori in assoluto.

  12. Goodkat, premetto che non ho visto il video e ho preso per buone il riassunto di Paolo. Se Paolo ha riassunto bene c’è poco da interpretare…. me lo guarderò stasera con calma e verificherò. (Paolo, se ci dici più o meno a che punto si trovano le affermazioni magari risparmiamo tempo). Che Forcada sia uno dei migliori tecnici non lo metto in dubbio ne lo ho fatto nel commento a cui hai risposto. Che Lorenzo abbia un setting base molto poco mutevole da pista a pista e che abbia bisogno solo di piccoli aggiustamenti è una cosa su cui si è già discusso e do per appurata. Non è ne merito ne colpa di Forcada se lavora per un pilota più facile e veloce da accontentare, mi pare proprio non ci sia nessun reato di lesa maestà…

  13. ci sono le parole i video e le interviste!

    poi c’e’ il fatto che la freddezza ed il modo con cui Yamaha ha tratto Lorenzo & company , freschi e ufficialmente vincitori del mondiale, fa pensare o sospettare o venire il dubbio che non sia tutto oro quel che luccica….

    alla fine e’ un bene per tutti (a parte uno dei due piloti ducati) questo divorzio

  14. “Valentino questa mattina aveva grandi difficoltà e bisogna dire che lo scambio di dati ha avuto un grande effetto per lui – ha detto alla stampa spagnola – è già capitato tante volte l’anno scorso. Non è solo una questione di setting, ma anche delle marce che utilizzo per affrontare le curve” (JL)

  15. @Davide @ Paolo
    si, avevo visto l’intervista e sono a conoscenza di altre dichiarazioni simili di JL. Credo di non essermi spiegato bene, non sto cercando di difendere JL, anche perché credo che tutti i piloti quando vengono intervistati (fatta eccezzione per pochissimi piloti schietti e sinceri, leggasi Dovizioso) non ci pensano 2 volte ad esagerare i fatti per poter screditare gli altri piloti, ancor con più ragione se si parla dell’avversario con cui ci si sta giocando il mondiale. Inoltre se davvero gli desse tanto fastidio gli basterebbe alzare un bel muro fra i box, quindi è inutile lamentarsi solo per lamentarsi.

    Volevo solo dire che quello che dice JL non è solo una balla che si è inventato, i dati del suo setting evidentemente vengono presi in considerazione dal team di Rossi per migliorare il setting. Mi sembra anche di ricordare un’intervista dove Rossi ammetteva che venivano studiati i dati di Lorenzo per aiutarli nella messa a punto iniziale (Rossi diceva anche che in alcune piste avveniva l’esatto contrario).
    Per quanto riguarda la regolazione del cambio, ho il dubbio che in quel caso si possa effettivamente copiare pari pari il rapporto delle marce, magari qualcuno più esperto di me può confermare o smentire

    Insomma, dai vostri commenti mi sembrava che liquidavate il tutto con:”è solo una balla” mentre non credo che sia così.

  16. Ciao Goodkat, chiaramente la condivisione dei dati all’interno del team non la metto in dubbio. E’ ovvio che, anche usando setting diversi, i dati dell’altro siano una preziosa fonte di informazioni a saperli interpretare. E che sia normale prassi è noto…. quando parlo di balle mi riferisco a Lorenzo che dice che Rossi gli scopiazza pari pari il setting, perchè sostiene esattamente questo nel video postato da Paolo. Ad esempio la seconda dichiarazione postata da Paolo questa mattina mi sembra perfettamente credibile, visto che parla di condivisione dati, non di scopiazzature

  17. Capiamoci: un pilota privato corre con la sua moto, pagata da lui, poi si trova qualche sponsor e un team che lo supporti, dopodichè può fare il cavolo che vuole. Ma se decidi di diventare un pilota ufficiale significa che TU sei al servizio della Casa, non il rovescio. Sei profumatamente pagato dalla Casa per portare quella moto. L’intento della Casa è far vincere la sua moto TRAMITE uno strumento ben pagato che si chiama pilota. ERGO, le telemetrie sono della Casa, gli ingegneri pure e via tutto il resto. La Casa raccoglie i dati dei piloti e li utilizza come meglio crede se questo aumenta le possibilità che anche l’altra moto possa vincere. Massimo rispetto per i piloti, ma rimettiamo le cose in fila per piacere.

  18. Stefano, penso che il sito sia stato preso di mira da qualche bot. Commenti a caso ad articoli a caso in inglese senza senso compiuto. Non ho idea di cosa implichi ma consiglio a GM almeno di valutare cosa stia succedendo

  19. Si ogni tanto capita….abbiamo tutte le protezioni del caso, ma a volte capita che sfugga qualche commento. Mah..misteri del webbe!

  20. Davide ho appena ripulito i commenti che sono stati intercettati dal sistema definendoli una classica SPAM , ebbene erano 632 … ha ha ha ha ha

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