Il motore diesel è sotto attacco, additato come il colpevole di tutti i mali che affliggono le grandi città europee. L’alternativa elettrica è ancora alle prese con problemi di gioventù, allora l’unica soluzione sembra essere la propulsione ibrida. I giapponesi hanno un vantaggio tecnico da questo punto di vista. La Mitsubishi Outlander 2.0 Mivec 4WD PHEV Instyle, ci ha consentito di provare su strada il livello tecnico dove è arrivata oggi la tecnologia ibrida. Uno schema propulsivo completamente diverso da quello già provato con la Volvo XC60 T8 Hybrid. Dal punto di vista stilistico l’Outlander è più simile ad una station wagon di grosse dimensioni a ruote alte più che un veicolo dedicato all’off road, in sostanza è più una crossover. Le linee del frontale donano una certa personalità al frontale con il muso che ispirato le linee guida per lo stile anche di altri modello come il recente Eclipse Cross. Gli interni sono un manifesto dedicato alla funzionalità, non ci sono particolari concessioni all’estetica, ma tutti i comandi sono perfettamente distribuiti facilmente raggiungibili con pochi gesti. I materiali sono di buona qualità, ben assemblati.
Al centro della plancia, c’è il sistema multimediale. Un impianto multifunzione, dotato di navigatore, app per il collegamento e lo sfruttamento dello smartphone, ma soprattutto un vero e proprio sistema di controllo completo della propulsione ibrida. Magari non avrebbe guastato avere una ridondanza delle schermate di controllo anche al centro del cruscotto tra il contagiri ed il contachilometri. Il design della Outlander trova la sua completa giustificazione nello sfruttamento dello spazio, con la possibilità di ospitare comodamente fino a 7 persone e l’ultima fila che rimane comoda con un buon accesso. Il posto guida è quasi perfetto, ampio, adattabile a tutte le corporature e stili di guida. Il bagagliaio nonostante l’ingombro della meccanica posteriore con il motore aggiuntivo, riesce a conservare 550 litri in configurazione 5 posti. Sfruttando la possibilità di abbattere lo schienale posteriore si possono arrivare ad avere a disposizione fino a 1750 litri.
Su strada colpisce il confort, le sospensioni sono tarate ottimamente per limitare al massimo le sollecitazioni che arrivano agli occupanti, anche viaggiando su fondi veramente molto sconnessi, e poi c’è il silenzio. Fin dalla prima messa in moto e fin quando non si raggiungono i 60Km/h si marcia in assenza di rumore. Anche quando il motore endotermico entra in azione ci vuole un orecchio attento per percepire il suo intervento tale è la sua discrezione. Una volta espletate le cronache circa la funzionalità dell’Outlander PHEV, è il momento di parlare di tecnica. Per la prima volta ci troviamo ad usare il termine Power Unit senza riferirci ad una monoposto di F1. L’Outlander PHEV è un ibrido Plug-In con due prese per la ricarica esterna, che può viaggiare anche fino al 100% elettrico per una percorrenza dichiarata di 50 km. In ogni caso si può ricaricare la batteria mentre si viaggia attraverso un modalità manuale che può essere selezionata con un pulsante sul tunnel centrale che attiva il motore endotermico come generatore per recuperare energia in qualsiasi momento.

Il motore endotermico 2.0 litri tecnologia Mivec, la stessa della famosa gamma EVO ma aspirato, con la potenza di 150cv e 190Nm di coppia massima a 4500 giri minuto, abbinato ad un motore elettrico ed un sistema generatore, arrivando alla potenza di 203cv. I due motori vengono collegati alle ruote attraverso un sistema cinematico. Sull’asse posteriore c’è un secondo motore elettrico collegato meccanicamente al differenziale che funge da trazione integrale, con la possibilità di blocco meccanico del differenziale per superare ostacoli difficili in off road. Al centro sotto il pianale è posto il pacco batterie. Le modalità di guida selezionabili sono tre, la prima è la EV Mode: I motori elettrici anteriore e posteriore funzionano da soli, sfruttando al massimo la carica della batteria. Una modalità di guida particolarmente adatta all’uso cittadino.
La modalità Hybrid in Serie : In questa modalità funzionano prevalentemente i motori elettrici alimentati dalla batteria, il generatore si attiva chiamando a lavorare il motore endotermico quando la carica residua nella batteria è bassa oppure nelle fasi di accelerazione, o in generale quando è necessaria una maggiore potenza da parte del conducente. La modalità Hyrid Parallelo: All’azione dei motori elettrici si aggiunge la potenza del motore endotermico, la gestione delle due modalità di propulsione avviene attraverso le due unità di controllo che gestiscono l’azione delle due motorizzazioni sempre con un ottica di massima efficienza mettendo a disposizione fin da subito i 203cv sommatoria dei tre motori. La ricarica delle batterie avviene sfruttando la doppia presa di corrente, una tradizionale una per la ricarica rapida, molto utile per sfruttare ogni tipo di colonnina di corrente ed adattabile facilmente all’impianto di un eventuale Box, con il cavo posto nel bagagliaio.
Le prestazioni risentono della massa di quasi 1900kg dell’Outlander. Nella funzionalità in parallelo, spingendo con forza sull’acceleratore, la spinta immediata del motore elettrico si fa subito sentire, una volta superata la velocità iniziale, il motore endotermico viene a dare una mano ma la sua azione non cambia carattere restando regolare e progressiva. La ripresa deve fare i conti oltre che con il peso della vettura anche con un certo ritardo di risposta della trasmissione CVT dell’Outlander. In tutta onestà avendo provato il 1.5 Turbo Mivec della Eclispe Corss, pensiamo che quel motore con i suoi 185cv e la sua coppia dovuta alla sovralimentazione si sposi perfettamente alle dimensioni dell’Outlander PHEV. La tenuta di strada invece ci ha regalato delle piacevoli sorprese. Pur non essendo una vettura dalle velleità sportive, i tecnici Mitsubishi hanno dimostrato di saperci fare.
La meccanica, ed il set up della Outlander consentono alla grossa SUV giapponese di affrontare ogni tipo di curva con estrema sicurezza, si percepisce chiaramente quando la coppia del motore benzina interviene sull’avantreno, e quest’ultimo oppone una eccellente resistenza al fenomeno di sottosterzo, inoltre quando ci sono perdite di stabilità dovute a manovre improvvise si percepisce chiaramente il lavoro fatto dal motore posteriore elettrico nella gestione del differenziale autobloccante parte della trazione integrale, soprattutto quando si adotta la funzione di gestione Auto. Infine nelle condizioni di off road, anche se non abbiamo fatto passaggi impegnativi, azionando il block del differenziale posteriore, la sua azione è chiaramente percepibile anche su sconnessioni evidenti, o piccoli tornanti di montagna dove si tende a sollevare la ruota posteriore in velocità.
Infine il capitolo cruciale dei consumi. Durante la nostra prova su strada, abbiamo selezionato un percorso misto composto da un tracciato cittadino tra i più difficili in assoluto di 50km dove l’Outlander con batteria carica, e modalità EV inserita, ha fatto registrare, documentato dalla strumentazione di bordo, un uso della modalità elettrica del 87% del percorso fatto, con il motore endotermico chiamato a lavorare solo in condizioni veramente gravose e verso la fine dalla carica delle batterie. Con questa modalità di guida abbiamo fatto registrare esattamente il consumo dichiarato di 1,8 Litri/100km con 42km fatti in elettrico prima che la batteria andasse in riserva. Nella condizioni di uso misto, che comporta anche l’uso extra urbano, usando la modalità Ibrido Seriale, l’intervento maggiore del motore Benzina e l’uso dello stesso manualmente come generatore, soprattutto sfruttando percorsi tipo tangenziali, strade a scorrimento periferiche , abbiamo fatto registrare un consumo medio di 18km/litro.
Diverso il discorso autostradale dove il motore endotermico è costantemente in funzione e l’unico aiuto viene dalla spinta dell’elettrico nelle fasi di eventuale ripresa con un miglioramento dei consumi che si attestano su 14,5 Km/litro. Facendo una media, si può dire che l’Outlander PHEV fa registrare consumi realistici pari ad un diesel con la particolarità di consentire l’accesso a tutte le zone a traffico limitato delle grandi città italiane. Il difetto vero è che il prezzo di tale tecnologia purtroppo è ancora alto. Per sua stessa natura essendo un SUV che guarda alla parte premium del mercato, l’Outlander ha un prezzo in linea con la concorrenza, e si attesta sui 50.000 euro, con il vantaggio di non dover attingere alla lista degli optional visto che la dotazione di base è veramente completa di tutto ciò che serve. Basterebbe solo che la politica, piuttosto che imporre veti e divieti, utilizzi una strategia di incentivi veri aiutando la diffusione di questo tipo di vetture. Del resto se l’Outlander ha fatto registrare dati di vendita in tutta Europa di 100.000 pezzi, è proprio per le sue doti tecniche ecologiche, che si adattano perfettamente alle politiche ambientali della grandi capitali europee.
Daniele Amore








