Dopo la Mokka e la Crossland, la famiglia delle Suv e crossover della Opel, contraddistinte dalla lettera X, si allarga con la Grandland. La Opel, dopo essere stata ristrutturata dal gruppo PSA, ha deciso di ampliare la gamma con il nuovo Suv derivato, come per il suo predecessore, dalla 3008. In Italia la richiesta di Suv che siano capaci di sostituire le berline tradizionali è così forte che bisogna ragionare per dare al cliente qualcosa di unico, di nuovo. Proprio questo ha fatto Opel ripensando del tutto gli spazi e design della vettura. La Grandland X è lunga 447 cm, larga 186 e alta 161, taglia identica alla cugine francese, ma della 3008 resta soltanto il taglio a gomito del montante posteriore, perché per il resto la rivisitazione è stata profondissima. Il frontale è tutto Opel, con una calandra di grandi dimensioni ed il logo del fulmine con due baffi laterali che vanno a congiungersi con la porzione superiore dei fari a led. Il cofano è piuttosto semplice ma non banale, con una nervatura centrale che richiama quelle più profonde che attraversano la fiancata fino all’incavo che ospita i gruppi ottici posteriori.
L’allestimento Ultimate porta al debutto sulla Grandland X di un nuovo propulsore 2.0 Diesel capace di erogare 177 CV a 3.750 giri/min e 400 Nm di coppia massima a partire dai 2.000 giri/min. Attualmente questa unità é la più potente disponibile per la Suv tedesca e permette prestazioni di livello (0-100 km/h in 9,1 secondi e 214 km/h di velocità massima) abbinate a consumi ridotti: nei dati dichiarati dalla casa nel ciclo misto si viaggia tra i 4,8 e i 4,9 l/100 km con emissioni di Co2 tra i 126 e i 128 g/km. Il mercato italiano, però, preferisce Grandland X a gasolio da 1.560 cc e 120 Cv adatta più alle andature autostradali che agli strappi al semaforo. Anche la scelta dei rapporti al cambio manuale sei marce punta alla riduzione dei consumi, che dichiarati permettono di fare 20km/l. Il passaggio al motore Peugeot, inoltre, ha permesso alla casa del fulmine di fare un grande passo in avanti guadagnando in consumi: i 16 km/l effettivi non sono un miraggio e per i piedi più raffinati si riesce ad arrivare ai 18 km/l lontani, quindi, da quanto dichiarato dalla casa madre.
Per la prova ci è stato consegnato il 1.6 Turbo Diesel con cambio manuale a sei rapporti, il più apprezzato dagli italiani. Quello che la Grandland mostra con il nuovo motore a gasolio è la facilità di gestione e la comodità di guida. Il motore ha carattere, l’unico neo è la pesantezza che non consente di avere tempi in accelerazione migliori rispetto alla concorrenza. La percezione, però, è quella di avere tra le mani un buon motore e questo lo si può notare in ripresa grazie alla buona erogazione di coppia che limita l’uso del cambio. Essendo una vettura a trazione anteriore di grandi dimensioni è stato necessario dotare la Grandland con il sistema Intel grip, sempre derivato dalla casa francese.
A bordo lo spazio non manca, neanche dietro, ma la visibilità non è delle migliori: lo specchietto retrovisore ingombra leggermente la visuale, ma questa “carenza” è ben rimpiazzata con le camere posteriori e gli specchietti laterali. I sedili certificati AGR (con la quale era equipaggiata la vettura dataci in prova) sostengono bene il corpo garantendo una posizione di guida piuttosto alta e, anche dopo molti chilometri di guida, non affaticano il guidatore. Appena sali in auto trovi, quindi, un sedile comodo e facile da regolare: per la regolazione si ha a disposizione quella manuale oppure, ad un costo irrisorio, quella automatica sia per il lato guidatore che passeggero. I sedili sono, come già detto, facilmente regolabili lungo 12 direzioni e si adattano con facilità alla vostra schiena. Di serie sono previsti sedili in tessuto in diverse colorazioni, ma si può aumentare il comfort con i sedili ergonomici certificati AGR (che consigliamo) oppure con l’aggiunta di inserti in pelle. Questo sedile è paragonabile a uno dei migliori sedili che abbiamo provato, ovvero quello della Volvo XC60 in termini di confort e alla guida ci si trova davvero a proprio agio. Non così buono, invece, l’isolamento acustico. Oltre al rotolamento degli pneumatici e ai fruscii aerodinamici, all’interno dell’abitacolo è udibile distintamente anche il suono del motore che, pur non essendo eccessivamente fastidioso, è presente su ogni tipo di strada, comprese le percorrenze extraurbane. Questo sappiamo essere un “problema” di tutti i motori diesel, ma su questa vettura è decisamente ridotto e sparisce completamente con l’accensione della radio anche al minimo, permettendoti di goderti la guida. Un punto a favore, invece, è la stabilità della vettura in curva, sia in lunghe percorrenze con velocità medie (100km/h), che in curve strette in città a bassa velocità. Su strade di città, con buche e dossi, il set up della vettura si presenta decisamente più morbido, alla francese, rispetto alla solita rigidità a cui siamo abituati delle tedesche. Le sospensioni, più morbide del previsto, rispondono molto bene alle sconnessioni permettendoti di non pensare a rallentare a sufficienza per non sentire gli scossoni.
Un aiuto che la vettura ci offre durante la guida, più precisamente dagli specchietti, sono delle luci che lampeggiano nel momento in cui si vuole cambiare corsia per eliminare i punti cechi della vettura e segnalare l’arrivo di un’altra vettura alle tue spalle. In caso di emergenza i freni, molto sensibili, rispondono immediatamente alla pressione esercitata sul pedale ed arrestano la macchina in pochi secondi. In tuo aiuto, poi, c’è anche la possibilità di avere la frenata automatica di emergenza che riconosce situazioni di pericolo e ti avvisa tramite un segnale acustico ed un avviso luminoso sul cruscotto optional caldamente consigliato per il tipo di vettura che si guida. Se ci si avvicina troppo a un altro veicolo o ad un pedone il sistema rallenta la vettura e può addirittura fermarla se si viaggia fino a 30 km/h (forse una velocità troppo bassa). Non solo, la guida è resa più sicura grazie all’Automatic Cruise Control che vede cosa accade davanti a te e, con velocità comprese tra i 30 e i 180 km/h, mantiene la distanza di sicurezza dal veicolo che ti precede (anche questo optional, secondo noi, non può mancare in termini di sicurezza stradale). Tutto questo ti sarà particolarmente d’aiuto nei viaggi di lunga durata.
La plancia è arricchita da uno schermo di 7’’ (8’’ per la versione Innovation) con una strumentazione analogica. Il sistema multimediale comprende già nella versione base le interfacce Apple CarPlay e Android Auto per collegare gli smartphone più diffusi e utilizzare in vettura utili app come Google Maps e gestire le chiamate e i messaggi con efficaci comandi vocali, grazie a Siri o a Google Now. Non mancano poi l’hotspot wi-fi 4G e il servizio OnStar, servizio gratuito per il primo anno di vita della vettura e poi in abbonamento (99€ all’anno). Lo spazio a bordo non manca, si viaggia comodamente in 5, grazie a un tunnel centrale basso e non sporgente. Il bagagliaio varia da 514 a 1.652 litri (con sedili posteriori abbassati). Vuoi più spazio? La Grandland ti offre la possibilità di ottenere altri 60 litri abbassando il pannello del baule. Essendo classificata nella categoria SUV, la Grandland non è poi così semplice da parcheggiare, ma, nessun problema, grazie allo schermo, ai sensori anteriori e posteriori di parcheggio e alle telecamere si ha una netta facilità nelle manovre con la possibilità di avere diverse visioni sullo schermo: la posteriore, la 180° e la panoramica.
Il listino parte dai 26.000 euro della 1.200 turbo a benzina in versione Advance fino ai 36.000 euro per la versione diesel. Una conclusione che possiamo trarre da questo test drive è senza ombra di dubbio che il rapporto qualità prezzo è ottimo. Anche comprando la versione “base” ci si ritrova per le mani una vettura sufficientemente fornita e, da non sottovalutate, è inoltre il consumo ridotto vista la categoria a cui appartiene. Se siete in cerca di un SUV che abbia queste caratteristiche non dimenticatevi perciò di tenere in considerazione la nuova Opel Grandland X.