La FIA sta pensando di modificare i colori della luce che lampeggia quando la parte ibrida sta ricaricando le batterie in frenata o quando ci si trova in condizioni di bagnato. Queste modifiche non sono puramente estetiche e non ci troveremo in pista 22 macchine con luci diverse una dall’altra, ma mirano alla sicurezza in pista.
L’idea della Federazione arriva al termine di una sua ricerca su 28 incidenti in pista e ha proposto una serie di migliorie per migliorare la sicurezza in pista e ridurre in maniera significativa il numero di incidenti gravi. Una di queste idee è quella di avere la luce posteriore dello stesso colore delle bandiere esposte in quel preciso istante e in quel preciso settore della pista.
Ad esempio, se i commissari stanno sventolando la bandiera gialla, anche la luce posteriore diventerebbe gialla che andrebbe ad evidenziare a chi sta dietro una zona di pericolo dove bisogna rallentare. In effetti, questa soluzione non sarebbe del tutto sbagliata, poichè non sempre le bandiere sono visibili anche se negli ultimi anni sono state affiancate da dei pannelli luminosi a bordo pista, oltre che a delle luci sul volante del pilota.
Ma per implementare questa modifica, la FIA ha bisogno di ulteriori test e ricerche e questa novità ridurrebbe i tempi di notifica di un pericolo al pilota per consentirgli di fare una reazione appropriata e proporzionata in quel frangente di gara.
Inoltre la FIA sta conducendo altri studi per evitare che grossi detriti possano staccarsi dall’auto in caso di incidente. In caso di impatto violento, la parte posteriore della vettura può staccarsi completamente dalla parte anteriore, creando due pezzi potenzialmente pericolosi di detriti di grosse dimensioni e l’aggiunta di un sistema di ritenuta, simile a quello degli pneumatici, eviterebbe questa situazione.
La FIA sta anche portando avanti una indagine sulle strutture di impatto frontale e laterale con l’obiettivo di migliorare la quantità di energia dissipata in caso di incidente e quindi aumentando la sicurezza del pilota.
Sia la Formula 1 che la Formula E stanno già definendo queste nuove strutture di impatto mentre per vederle nelle categorie minori (F2 e F3) bisognerà aspettare la nuova generazione di telai. Infine si sta studiando un sistema TPMS simile a quello delle auto stradali, per segnalare al pilota una foratura o perdita di pressione degli pneumatici.
