Dopo una lunga attesa durata mesi, l’azione in pista è finalmente ripresa e il Campionato di F1 ha visto disputare le prime tre gare della stagione in tre settimane. Questo weekend è stato di riposo, per permettere ai team e ai piloti di ricaricare le batterie per i prossimi round. Nonostante le poche gare fin’ora disputate, sono tanti i punti emersi in questi Gran Premi, scopriamoli assieme.
1-Mercedes è più avanti di quanto si pensasse
Tre gare, tre pole position, tre vittorie, cinque piazzamenti a podio che potevano essere sei senza la penalità ad Hamilton in Austria dopo il contatto con Albon. Questo è l’ennesimo straordinario inizio di stagione per la Mercedes che insegue il record di vincere per la settima volta consecutiva entrambi i Campionati.
Quello che sorprende non è tanto la fame di vittoria della Mercedes, assoluta dominatrice dell’era ibrida, ma quanto le Frecce d’Argento siano avanti rispetto agli avversari. Nelle qualifiche del Gran Premio di Ungheria, Hamilton ha rifilato quasi 1 secondo a Stroll che era in terza posizione, mentre in gara è arrivato a doppiare il quinto classificato, ovvero Albon.
Quest’anno le Mercedes W11 non sono solo veloci, ma dannatamente veloci, soprattutto rispetto ai rivali di sempre quali Ferrari e Red Bull.
2-Una Ferrari deludente
A Maranello non si aspettavano un 2020 cosi disastroso. Il Cavallino Rampante avrebbe dovuto battagliare con la Mercedes per il Campionato e invece si sono ritrovati a battagliare a centro gruppo per agguantare un posto in Q3.
La Ferrari ha sbagliato, ancora una volta, il progetto della macchina e nonostante degli aggiornamenti introdotti in Austria, i passi avanti sperati non ci sono stati. Quello che è chiaro e che invece il motore Ferrari non è più il migliore dello schieramento e le velocità di punta da record che si registravano lo scorso anno, oggi sono solo un ricordo.
Mattia Binotto in questi giorni ha annunciato un rimpasto nei vertici della squadra e ha richiamato in forza Rory Byrne, il papà delle monoposto dell’era Schumacher, anche se c’è da considerare che sia questa stagione che la prossima, lo sviluppo delle macchine è fortemente limitato.
3-Red Bull, l’unica minaccia per Mercedes?
Con la Ferrari fuori dai giochi e con la Racing Point non ancora matura, l’unica squadra in grado di mettere il bastone fra le ruote alla Mercedes è la Red Bull, spinta dal motore Honda. Eppure le prestazioni viste in queste prime gare non sono del tutto convincenti. La monoposto ha del potenziale per fare bene, ma deve essere sfruttato a dovere e, soprattutto, essere sviluppata correttamente nelle aree dove la Red Bull è carente.
Max Verstappen aveva pronosticato 3 vittorie per questa stagione, ma al momento la strada da fare per arrivare al successo è ancora tanta. Arrivano a Silverstone con solamente due podi e 66 punti di distacco dalla Mercedes.
4-Il ritorno della Williams
Rispetto alla stagione 2019, la Williams è la squadra che ha fatto il balzo in avanti più grande di tutti. La monoposto di quest’anno è molto più competitiva rispetto a quella della passata stagione, tanto da permettere al team di Grove di passare agevolmente in Q2.
La Williams in Ungheria ha portato uno step evolutivo importante ed è stato testato da Russell. I risultati ottenuti sono stati buoni e la squadra lo porterà su entrambe le vetture a Silverstone. La strada da percorrere per ritornare competitivi è ancora tanta, ma almeno sono in grado di lottare ad armi pari con altre scuderie e possono approfittare di qualche disavventura per arrivare a punti.
5-La Racing Point può finire a podio ogni gara
Nei test pre-stagionali di febbraio, le Racing Point erano state oggetto di discussione, soprattutto per quanto riguarda la netta somiglianza con la Mercedes della passata stagione. Le prestazioni fatte vedere a Barcellona avevano fatto intuire il potenziale della monoposto, tanto da essere considerata la quarta forza del Mondiale dietro alla Ferrari.
Ma per la Ferrari sfortunatamente non è andata così e le vetture rosa si sono dimostrare la terza forza del Campionato davanti alla Rossa di Maranello e questa posizione è confermata dalla classifica costruttori, dove la Racin Point è, appunto, davanti alla Ferrari.
Al momento non hanno raccolto nessun piazzamento a podio, ma è solamente questione di tempo prima di vedere le tutine rosa sul podio. E questo non farà piacere alla Renault, dopo i veleni e le proteste del team francese nei Gran Premi di Austria e Ungheria.
6-La crescita di Norris
Lo scorso anno Norris ha debuttato in Formula 1 e oltre alla sua simpatia e alle sue risate, si è fatto vedere come un pilota molto valido, nonostante l’età e l’aspetto da ragazzino. Il prossimo anno Sainz andrà in Ferrari per rimpiazzare Vettel, e la McLaren ripone tutta la fiducia nei confronti di Lando per ricucire il gap dagli avversari.
E Lando sta ripagando il team nel migliore dei modi. Alla prima gara è arrivato a podio mentre la settimana dopo è stato protagonista di una rimonta nei giri finali che l’ha portato in quinta posizione.
In Ungheria le cose sono state più complicate e Norris ha commesso il primo errore del 2020, ma si è fatto perdonare dai suoi meccanici aiutandoli a smontare la macchina dopo la gara.
7-Vettel serve ancora alla Ferrari
Nonostante sia consapevole che lascerà Maranello a fine stagione, l’avvio del 2020 per Vettel è stato tutt’altro che facile. Il tedesco ha lottato con una monoposto non competitiva nella prima gara, mentre Leclerc conquistava il secondo posto e, una settimana dopo, ha dovuto fare i conti con la troppa irruenza del monegasco dopo poche curve.
In Ungheria, però, abbiamo visto come Vettel possa essere ancora utile alla Ferrari: non solo ha estromesso “il predestinato” dalla Q3, ma in gara si è opposto alla scelta del team di montare pneumatici morbidi.
Questo ha permesso a Vettel di terminare in sesta posizione mentre Leclerc, con gomma morbida, non è andato oltre alla 11° posizione. Se la Ferrari vuole risalire la china, ha assolutamente bisogno di un pilota esperto come Vettel.
8-Le qualità di Russell
La Williams sta dimostrando una lenta ripresa e con gli aggiornamenti giusti potrebbe lambire a posizioni più alte in classfica. E nonostante una monoposto ancora acerba, Russell sta dimostrando tutto il suo potenziale ed è segno che il giovane pilota del programma giovani della Mercedes è destinato ad essere un campione.
Nella prima gara in Austria ha patito un problema alla pressione del carburante ma una settimana dopo in qualifica aveva ottenuto il 12° posto sotto una pioggia battente. In gara ha commesso un’errore ed è terminato 16°, ma ha accettato il risultato con umiltà. In Ungheria ha strappato un posto in Q3 dimostrando di avere la maturità giusta per approdare in un team più vincente.
9-Stagione difficile per i team clienti Ferrari
La FIA non ha rivelato i dettagli dell’accordo siglato con la Ferrari, dopo una lunga indagine sulla Power Unit italiana del 2019. Ma quello che è chiaro è che i motori Ferrari non sono più i migliori della griglia e questo non incide solo sulle prestazioni della Ferrari, ma anche dei team clienti ossia Alfa Romeo ed Haas.
In Ungheria, nel 2019, la Ferrari era la più veloce nei rettilnei, l’Alfa Romeo la quarta e la Haas al sesto posto, a pari merito con la Racing Point. Quest’anno? La Ferrari era la decima squadra (praticamente l’ultima) più veloce, l’Alfa ottava e la Haas sesta.
Non è l’unico fattore, ma è uno dei motivi per cui Alfa e Haas hanno segnato solamente tre punti tra loro nelle prime tre gare. Con le modifiche alla Power Unit limitate, questo potrebbe essere un’anno difficile per i motorizzati Ferrari.
10. Lewis Hamilton è ancora il mago della pioggia
1.2s. Un punto due secondi. Questo è quanto Lewis Hamilton ha rifilato al secondo nelle qualifiche della Gran Premio della Stiria, con la pista che si stava bagnando sempre di più. I cinici diranno che quel vantaggio è frutto solamente dell’auto, ma quel giro è stato veramente una dimostrazione di forza del sei volte iridato, che ha dimostrato la sua padronanza del mezzo in condizioni da bagnato.
Chi guida una macchina poco veloce sperano nella pioggia per livellare le prestazioni, ma con Hamilton non c’è speranza.
Con le gare in Europa che si protrarranno fino in autunno, ci sono tutte le possibilità di vedere ancora gare bagnate e gli avversari di Hamilton se ne dovranno fare una ragione.
