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F1: I meccanici RedBull, le difficoltà tecniche di un intervento miracoloso

Ci sono momenti in cui un campione si rende conto che anche il destino è dalla sua parte. Max Verstappen è maturo. Non solo nella guida, o nella saggezza tattica, ma anche nella fortuna.

max verstappen red bull racing 1

A Montecarlo nell’anno della sua prima stagione a tempo pieno, un incidente stupido all’uscita delle piscine pregiudicò non solo le qualifiche di quel sabato, ma anche gran parte della stagione. In Ungheria, un evento che poteva diventare la cappellata del secolo, si è trasformato in una opportunità per far comprendere ai nemici che non possono abbassare la guardia.

L’uscita rovinosa di pista alla curva 10 del tracciato dell’Hungaroring aveva messo di buon umore tutto il team Mercedes, soprattutto Hamilton che si toglieva un cliente scomodo dalla gara. Invece non avevano fatto i conti con i meccanici RedBull. Tutto inizia dall’Ingegnere di pista l’italiano Lambiase che dirige la macchina sulla griglia. Anche se rischioso, è l’unica opzione possibile. Fare un intervento sulla sospensione anteriore sinistra che implicava la sostituzione di un puntone della sospensione ed il braccetto dello sterzo.

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Un’operazione che avevano già compiuto nei box della RedBull, il problema erano i 15 minuti che restavano alla partenza senza subire penalizzazioni. Un intervento del genere in tale tempo non era mai stato tentato. Ma tanto valeva rischiare, l’alternativa era comunque non partire.

Grazie ai disegni di Giorgio Piola possiamo far capire agli appassionati la difficoltà tecnica che hanno avuto i meccanici RedBull in questo tipo di intervento. Innanzitutto il puntone della sospensione che comanda l’ammortizzatore. Come si vede dal disegno freccia rossa in alto, anche un appassionato senza esperienza si rende conto che per quanto è difficile non è impossibile sostituirlo avendo a vista l’attacco.

Una volta tolto il muso viene scoperto l’aggancio del puntone. Inoltre grazie alla protuberanza che da un po di tempo non senza polemiche si usa per l’attacco al porta mozzo dello stesso puntone si può sostituire senza troppe difficoltà.

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Il vero problema stava nel cambiare il tirante dello sterzo. La RedBull infatti ha arretrato la scatola dello sterzo nel muso della monoposto per questioni di progettazione della geometria della sospensione e per motivi aerodinamici. Non basta quindi togliere il musetto, ma si deve smontare anche la parte inferiore del muso ed intervenire sull’attacco del braccio alla scatola dello sterzo. Cosa ancora più complessa è l’attacco al porta mozzo dello stesso.

Per arrivare in quella zona si deve smontate tutta la presa aria anteriore dei freni. Un lavoro complesso, perché questo elemento è composto da vari componenti. Nonostante queste difficoltà i meccanici RedBull hanno dimostrato di avere una capacità di organizzazione del lavoro che può far fronte alle avversità con una flessibilità mentale tipica dei meccanici da gara delle categorie inferiori. Quei meccanici dove un problema non è mai disastro ma un opportunità per imparare a fare cose che non si dovrebbero fare nella normalità.

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Una capacità di improvvisazione che grandi apparati come Mercedes e spesso anche Ferrari hanno perso. Troppo intenti ad analizzare il problema invece che rimboccarsi le maniche per risolverlo. Il tributo che Verstappen a fin gara ha voluto attribuire agli autori del miracolo è sacrosanto. Una ribalta che merita di essere considerata come uno degli eventi positivi in questa strana F1 2020. Un evento che ha portato di nuovo questa categoria alla sua vera natura. Un attività motoristica sviluppata su prototipi, progettati da uomini fantasiosi, arditi nelle idee, supportati da gente che pensa “è finita solo quando è finita!”

Daniele Amore

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