Ferrari e Renault hanno scelto di presentare un’appello ufficiale contro il verdetto raggiunto dagli steward della FIA in merito all’impianto frenante della Racing Point. Per gli stewart, la Racing Point non aveva progettato di sana pianta l’intero impianto frenante, ma acquistò la componente direttamente dalla Mercedes, violando il regolamento tecnico e sportivo.
La FIA ha deciso di penalizzare la Racing Point togliendo 15 punti dalla classifica costruttori ma al team è stato concesso di utilizzare ancora il particolare incriminato. Questa controversia decisione ha fatto storcere il naso a molte squadre, tra cui Ferrari, McLaren e Renault che avevano notificato alla FIA la loro intenzione di fare appello a questa decisione. Successivamente si unì a loro anche la Williams mentre la Racing Point aveva fatto sapere che qualsiasi decisione presa dalla Federazione contro la loro scuderia sarebbe stata impugnata.
I 4 team ribelli hanno avuto 96 ore di tempo per decidere se volevano portare avanti o meno l’appello e, martedì sera, la Ferrari è stata la prima squadra a farlo: “Facciamo presente che abbiamo appena confermato la nostra intenzione di impugnare la decisione degli Stewards Documento 4 (emesso il 7 agosto alle 9:30) e documento 41 (emesso il 9 agosto alle 16:44),” ha dichiarato la Ferrari, mentre nella serata di martedì è arrivato anche il comunicato della Renault: “Abbiamo confermato la nostra intenzione di presentare ricorso contro la decisione degli Stewards nei confronti dei condotti dei freni di Racing Point. Nel frattempo, continueremo a lavorare intensamente con la FIA e tutte le parti interessate per sviluppare e implementare un quadro normativo chiaro e applicabile che assicurerà che tutti i team che partecipano alla stagione 2021 sviluppino da soli il loro concetto aerodinamico originale.”, che conferma la volontà del team di Enstone di proseguire col ricorso ed ora il caso andrà ora alla Corte internazionale d’appello della FIA.
Nel frattempo sia la McLaren che la Williams hanno rinunciato a proseguire col ricorso. D’altronde c’era da aspettarselo, la McLaren la prossima stagione monterà la Power Unit della Mercedes mentre la Williams è ormai partner storico del team anglo-tedesco e mettersi contro un team dove uno dei soci, dal prossimo anno, non è altro che Toto Wolff, sarebbe stato scavarsi la fossa da soli.
“McLaren Racing ha deciso di non impugnare le decisioni degli Stewards della FIA in relazione alle proteste della Renault contro la Racing Point”, ha detto il team di Woking in un comunicato “Il team accoglie con favore le decisioni e i risultati degli Stewards in questo caso e, cosa importante, che la FIA ha dimostrato che le trasgressioni delle regole saranno indagate e punite. Inoltre, McLaren Racing è lieta che la FIA chiarisca ulteriormente le normative sportive e tecniche per proteggere la Formula 1 come sport in cui le squadre sono chiaramente definite come Costruttori, e rimuove il potenziale che il Campionato del Mondo di Formula 1 include auto che sono, in effetti, copie di altri concorrenti. Tenendo conto di quanto sopra e di un’ampia visione di tutti i fattori, McLaren Racing non continuerà con un appello in questo caso. Inoltre, McLaren Racing rispetta le decisioni di Ferrari e Renault di portare avanti i loro appelli e seguirà i procedimenti con interesse. Non ci sarà alcun ulteriore commento in questo momento.”
In tutto questo caos, Lawrence Stroll ha ammesso di essere inorridito dalla scarsa sportività dei suoi avversari. Caro Lawrence, di poco sportivo in tutta questa faccenda, c’è il fatto che hai spudoratamente copiato la Mercedes della passata stagione, in comune accordo col team anglo tedesco, mancando di rispetto ai tuoi avversari che invece si sono rimboccati le maniche per cercare di migliorare la vettura della passata stagione.
E ancora una volta la FIA e la Formula 1 perdono l’occasione per risollevare l’immagine di questa categoria e di fronte ad una palese violazione regolamentare, permette al team di continuare ad utilizzare una componente fuori norma. Una sanzione andava data anche alla Mercedes, colpevole di aver passato disegni e progetti alla Racing Point, violando lo spirito regolamentare. Ma sperare in una penalità ad un team che dal 2013 gode di una immunità sportiva è pura utopia.
