Ultimi articoli

F1: Gp Toscana, Pagelle “Ma che c’è scritto nell’accordo segreto?” di GM

Non vogliamo passare per complottisti, ma si sono ormai troppe cose che non quadrano nel disastro Ferrari. Troppi silenzi, troppe dichiarazioni contraddittorie, troppa calma davanti allo Tsunami di merda che arriva giorno dopo giorno.

Che cosa è stato stabilito nel fantomatico accordo nefasto sulla power unit ad inizio stagione? Proviamo a togliere dalla vicenda le cose certe per vedere se quello che resta, per quanto impossibile, si possa ritenere la verità. A Maranello ci sono tecnici validi, appassionati e laboriosi, un budget migliore di team come Alfa Romeo e c’era il tempo e la modalità per intervenire visto che anche team inferiori portano continui aggiornamenti.

Allora la causa dell’immobilismo di Maranello va ricercato altrove. Per pura ipotesi, se nell’accordo sull’eliminazione del vantaggio della power unit, si fosse usata come merce di scambio una impunibilità non mettendo mano alla monoposto per il 2020, allora tutto avrebbe senso. Sempre per ipotesi, magari nell’accordo c’e una sorta di punizione che la Ferrari ha accettato come risarcimento per gli avversari per come sono andate le cose nel 2019 senza incappare in una pesante squalifica del team nel mondiale 2019.  Ammesso e non concesso che possa essere vero, sarebbe tutto più logico e tutto più giustificato, compreso la permanenza nonostante i risultati di Binotto al muretto, ma soprattutto le dichiarazioni incomprensibili del team principal alla fine di ogni gara.

Non è possibile che una monoposto sia talmente messa male che non si possa intervenire in nessun modo. Non crediamo all’affermazione che un aletta in più  o meno non porta cambiamenti. Anche la Williams ha fato progressi senza soldi ne forze umane. L’Alfa Romee è l’emblema evidente che anche si può sempre intervenire o tentare. Da Barcellona c’era tempo per progettare una monoposto “B”, la Renault lo ha fatto. Quindi a Maranello ci deve essere per forza una volontà esterna che lo impedisce e che scade la sua azione nel 2022. Cose che potrebbero essere state inserite nell’accordo “segreto”

Le dichiarazioni di Camilleri e non ultime quelle di Elkan non si possono sentire. Non si tratta di saper soffrire, di saper affrontare un momento negativo, si tratta di offendere l’intelligenza delle persone, non solo degli addetti ai lavori ed alla loro esperienza sul campo. Senza contare una certa allergia alle stronzate!

Lewis Hamilton 10: Ha smontato il compagno come se fosse un omino della lego. Gli ha concesso una sola opportunità poi non c’è stata storia. Appena si avvicinava lo staccava di un secondo in  mezzo giro. La Barichellizzazione di Bottas è ormai completa.

Kimi Raikkonen 9: Parte bene. Una spallata a Gasly, una tamponata a Verstappen, scansa Sainz, evita Vettel e senza grossi danni capisce che è la sua giornata. Sornione aspetta che i galletti si sfracellano alla ripartenza e quando lo fanno incazzare come una bestia per la penalità riempie di schiaffi sonanti la Ferrari. Due punti che valgono un contratto per l’anno prossimo.

Daniel Ricciardo 8: Gran bella partenza per ben due volte. Si trova quasi sul podio. Lo molla la prestazione della sua Renault a cui manca ancora poco per essere al livello della RedBull ma è un appuntamento solo rimandato.

 Danijl Kvyat 8: Sta volta tocca a lui difendere i colori della Alpha Tauri. Non è una vittoria, non è un podio, ma considerando la pista, ciò che è successo in gara e dove partiva va più che bene come prestazione.

Alexander Albon 7 : Marko lo aveva minacciato. Devi stare a tre decimi da Vertappen e più o meno ci è riuscito. Devi andare forte in gara in modo da sostituire al meglio la prima guida. Compito eseguito. Il sedile è salvo almeno fino alla Russia.

Sergio Perez 7 : Messo alla porta, corre con il materiale di scarto del team. Alla fine porta a casa i punti al posto del pupillo di casa. Un buon biglietto da visita in termini di concretezza che conta in ottica campionato 2021.

Charles Leclerc 7: Commovente. Veramente non c’è nulla da dire. Poveretto mancava poco che mettesse le mani fuori dalla macchina per fermare gli avversari. Con il talento che ha doveva finire in questa Ferrari per essere più lento della sua vecchia Alfa Romeo.

 Max Verstappen 7: Non bastano proclami di vittoria e volontà ferrea di vincere. Le gare si finiscono per puntare al titolo. Ormai con due zeri in classifica rende facile anche la vita a Bottas.

 Lance Stroll 7: Ormai il pupillo di casa si è preso il galloni di capitano. La botta fortissima all’esterno della Arrabbiata due forse gli faranno capire che correre non è uno scherzo. In ogni caso la prestazione c’era e il podio era alla portata.

Valtteri Bottas 6: In tutta onestà non può fare di meglio che arrivare secondo. Ha troppi limiti, sia di guida che caratteriali. Non ha speranze contro Hamilton. Non c’è storia!

Lando Norris 6: La prestazione non è al top su una pista difficile come il Mugello. Mostra qualche limite di adattamento che non ti aspetti da un talento come il suo. In gara resta lontano dai guai più di una volta e porta a casa punti pesanti.

 Sebastian Vettel 6: Possiamo criticarlo come si vuole, ma chi al posto suo sarebbe in grado di fare di meglio. Alla fine è arrivato alle spalle del compagno. Non è che si sia preso un giro di distacco da Leclerc.

 Esteban Ocon 6: Anche lui fa fatica a prendere confidenza con il Mugello. In gara dopo l’uscita del sabato in qualifica prova a portare il suo passo prima che la macchina lo mollasse alla prima bandiera rossa.

Carlos Sainz Jr 5: Si poggia in partenza sulla macchina di Perez e compie la classica della manovra Vettel. Che stia facendo allenamento per la prossima stagione?

 Mugello 10: Una grande pista, grandi curve per grandi piloti. Ma temiamo possa rimanere una meteora!

 La Banda Binotto senza voto: Non possiamo dare un voto perché non c’è voto negativo che possa essere espresso. Si diceva che Mugello non era Monza…infatti è stato peggio. Usare il rosso storico per una prestazione simile è un offesa a chi la Ferrari l’ha fatta grande. Una festa per pochi intimi. Non potevano fare altro, perché la Ferrari, #essereferrari i tifosi danno bene che significa e non è quello che si vede in pista.

Daniele Amore

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.