Domenica scorsa, al Gran Premio di Russia, Lewis Hamilton si è beccato una penalità di 10 secondi per aver effettuato delle prove di partenza con la sua Mercedes in un punto del tracciato diverso da quello designato dalla FIA e dai Commissari.
Facciamo una piccola premessa, prima di analizzare quando successo domenica a Sochi: esiste un punto del tracciato, solitamente in uscita della pit-lane, dove i piloti si possono fermare per effettuare una prova di partenza. Questo punto è citato in un documento ufficiale che viene rilasciato dal Direttore di Corsa, di cui piloti e team ne sono a conoscenza. Oltretutto queste procedure vengono illustrate ai team con un briefing dove, appunto, è presente il Direttore di Corsa che fa presente cosa si può e non può fare in pista.
Il documento della FIA di Sochi, che potete trovare in questo LINK, dice che “Practice starts may only be carried out on the right-hand side after the pit exit lights and, for the avoidance of doubt, this includes any time the pit exit is open for the race. Drivers must leave adequate room on their left for another driver to pass”.
Praticamente, chi vuole fare la prova di partenza, la può fare DOPO il semaforo di uscita della Pit-Lane, cosa che Hamilton e la Mercedes non hanno fatto, beccandosi giustamente una punizione, anche perchè il luogo scelto da Hamilton e dalla Mercedes era si dopo il semaforo, ma alla fine della corsia dei box, creando una situazione di notevole pericolo per chi arrivava lanciato da dietro (non per nulla le prove di partenza si fanno appena dopo l’uscita della pit-lane e non centinaia di metri più avanti).
Ma evidentemente per la Mercedes è troppo umiliante chinare la testa e ammettere l’errore. D’altronde è dal 2013, dal test illegale di Barcellona, che per la Casa di Stoccarda sembra non esistere alcune regolamento. Molte volte ci siamo trovati davanti a due pesi e due misure e la medesima manovra se effettuata da un qualsiasi pilota, veniva sanzionata mentre se fatta da un alfiere Mercedes, meglio ancora se col numero 44 stampato sul musetto, passava inosservata.
La Mercedes e Lewis Hamilton hanno perso un’occasione per uscirne da signori, potevano ammettere le colpe di questa svista e assumersi tutte le responsabilità, e invece è da domenica che si cerca di colpevolizzare chi non centra un tubo con questa faccenda. Hamilton, durante la gara, si lamentava che cercavano di fermarlo, oggi Mercedes punta il dito contro i team rivali, rei di aver fatto la spia a mamma FIA che prontamente ha tirato un ceffone al figlio maleducato.
Peccato che davanti al punto dove si è messo Luigino a fare le prove di partenza c’erano non una ma ben due postazioni dei commissari (la 1.3 e la 1.4) che sicuramente avranno riferito alla Direzione Gara di quanto accaduto. Senza considerare che in Direzione Gara hanno gli occhi su tutto il tracciato e possono monitorare ogni singola azione grazie a diversi monitor che inquadrano ogni singola parte del tracciato.
“Se c’è stata un’infrazione, non importa se è stato Lewis Hamilton o uno degli altri 19 piloti a commetterla. Se si è verificata una violazione del regolamento, viene considerata tale” questo è il pensiero giusto e sacrosanto di Masi ed era ora che la Mercedes e i suoi piloti venissero fatti scendere dal piedistallo con cui sono stati messi di prepotenza dalla F1 qualche anno fa.
