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F1: Gp Eifel, Pagelle “91, sei come Lui, ma non sei ancora Lui” di GM

Alla fine Lewis Hamilton riesce ad eguagliare il mito di Michael Schumacher. Considerando la superiorità della sua Mercedes e la pochezza di Bottas riuscirà a superare il record di vittorie del Kaiser ed eguagliare sicuramente anche il numero di campionati del mondo vinti sette.

I paragoni si sprecano, i tifosi si scatenano. “e’ meglio il Re Nero o il Kaiser!”  Chi afferma che Hamilton sia superiore lo fa per tifo ma non per onestà intellettuale.  Le monoposto erano diverse, l’era era diversa, il livello dei competitors era diversa. I numeri dicono che Hamilton è pari a Schumacher.  La capacità del tedesco di prendersi sulle spalle un team allo sbando e portarlo al campionato del mondo dopo 21 anni per poi restarci per altri 5, invece, non è ancora nelle corde dell’attuale campione del mondo.

A memoria non c’è mai stato un team radio di Schumacher dove chiedeva piagnucolando di intervenire per limitare un problema alla monoposto. E’ vero che le auto erano meno complesse, ma è anche vero che il muretto box Ferrari in quegli anni era enormemente avvantaggiato dalla visione di gara che aveva il tedesco.

Inoltre, sui sette titoli di Hamilton, ormai è solo una formalità, c’è ancora una piccola macchia che su quelli di Schumacher non c’è. Il campionato del mondo perso nei confronti di Rosberg. Uno spazio al compagno che il tedesco non ha mai concesso a prescindere dalla bravura o meno del rivale. Hamilton è il più grande di questa era, ma come ha sentenziato Jakie Stewart quando lo ha posto al di sotto di Fangio e Clark, gente che non aveva i record di Schumacher, noi aggiungiamo alla lista anche il campionissimo tedesco, ma si potrebbe andare oltre, con almeno un altro nome!

Lewis Hamilton  10 : Come un saggio volpone ha atteso il suo momento per tutto il week end. Poi Bottas gli cede l’opportunità su un piatto d’argento. A Lewis non resta altro che approfittare ringraziare ed entrare nella leggenda.

Daniel Ricciardo 9: Una gran bella gara quella dell’australiano. Parte bene, duella e vince abbastanza facilmente contro Leclerc. Poi deve solo amministrare ciò che Bottas gli serve su un piatto d’argento. Un podio che gli mancava dal 2017.

Nico Hulkenberg 9: Lascia l’amico all’aperitivo come se dovesse andare a correre una gara di Kart a noleggio gli amici del Mercoledi! Non si sono parole. La roccia, è sempre la roccia. Dove parte, come parte, e con qualsiasi macchina parte è sempre nei punti a ridosso dei primi. Una caratteristica che non cambierà mai anche come pilota part-time.

Sergio Perez 8: Il pilota messicano sta facendo di tutto per far capire a questa formula 1 che ha bisogno ancora di lui. Una bella prestazione. Una ottima partenza lo mette a ridosso dei primi. Un quarto posto che vale oro per la Racing Point. Un team che continua ad accumulare debiti nei confronti del messicano.

Carlos Sainz Jr 8: Quando il talento del velocissimo Norris viene meno per motivi di affidabilità il buon Carlos è una garanzia su cui il team può sempre contare. La dimostrazione che le due ultime uscite sono state solo parentesi sfortunate.

Pierre Gasly 8: Gara dopo gara sta sempre più legittimando il fatto che merita il sedile di Albon. Quando la monoposto è in forma, lui è presente. Senza commettere errori con un bel sorpasso su un cliente scomodo come Leclerc raccoglie punti fondamentali per il team.

Max Verstappen 7: Come sempre fa tutto quello che è in suo potere per stare al passo delle Mercedes. Ormai appare quasi scontato che riesca ad essere l’unico pilota a stare con i primi due. Un secondo posto frutto della fortuna ma nemmeno più di tanto. Ti devi trovare nel posto giusto per approfittare degli errori altrui.

Romain Grosjean 7: Finalmente una prestazione che porta punti importanti al team. Ogni tanto si ricorda che deve fare il pilota, dimostrando concretezza e pragmatismo.

Antonio Giovinazzi 7: Più che in ibrido un diesel. Lento nel carburare. Ci ha messo un bel po’ per capire come doveva fare per stare davanti al compagno blasonato. Alla fine ci riesce e si mette dietro anche una bella Ferrari. Un risultato che gli consente di sperare in un futuro ancora in Formula 1 la prossima stagione. Ora non resta che concretizzare la crescita con la costanza.

Charles Leclerc 6: Fa tenerezza, per non dire un’altra emozione più brutale. Poveretto, poverino, poveraccio, resta il fatto che per quando si impegni al sabato poi alla domenica finisce tutto nel WC. E il muretto Rosso tace….

Esteban Ocon  6: Mentre il suo compagno festeggia, la sua monoposto lo molla. Sarà per la prossima il futuro è suo…Alonso permettendo

Lando Norris 6: La macchina lo molla nel bel mezzo del duello. Poteva essere divertente vederlo alle prese con volponi come Ricciardo e Perez. Sarà per la prossima.

Valtteri Bottas 5: Un uomo psicologicamente a pezzi. Poteva approfittare del Gp dell’Eifel per rovinare la festa a Hamilton. Mettere un po’  di pressione per tentare di lottare fino alla fine. Ma poi si suicida con un errore che ricorderà per sempre alla frenata della prima curva. Da maggiordomo a maggiordomo depresso è un attimo.

Alexander Albon 4 : Una gara pessima. Non parte benissimo, si trova immischiato nel gruppone. Prende l’ala del rivale a sorpasso finito e viene punito. Roba da licenziamento in tronco considerando la prestazione del compagno secondo e del rivale per il sedile ancora davanti.

La Banda Binotto SV:  Senza voto perchè non ci sarebbero abbastanza negativi per metterne uno. Il vero problema è l’immobilismo non solo tecnico ma anche umano. Ormai il muretto della Ferrari si compone di uomini di gomma. Le figure di merda non si contano e non gli fanno specie. Gli scivolano addosso come se nulla stesse accadendo.  La nebbia del Venerdi di prove era la fotografia dello stato mentale del Team Principal.

Honda 5: Chi si è sorpreso dalla decisione Honda non conosce bene il mondo dell’automotive. Proprio i giapponesi sono un tipo di popolo pragmatico, non importa quando spendono per un obiettivo, se il perseguimento dello stesso può minare la stabilità dell’azienda, vanno via. E’ già successo con Honda e dopo anche con Toyota.

Luca De Meo 9: Avere un podio dopo che ti sei insediato da pochi mesi a dirigere la Renault è bello, avere una strategia consolidata per il futuro è meglio ancora, ma aspettare Marko che torna ad elemosinare un tuo motore non ha prezzo.

Daniele Amore

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