Dopo il Gran Premio di Turchia, piuttosto che rimettere le vecchie piste in calendario, si dovrebbero bagnare tutte prima della partenza. Una proposta fatta nemmeno troppo scherzosamente da Bernie Ecclestone ex patron della F1.
Ancora una volta quando le condizioni sono difficili, quando è complicato interpretare le situazione di gara per non parlare della durata e la prestazione delle gomme, l’esperienza ha avuto la meglio sul talento puro. Sul podio di Istanbul c’erano piloti che di esperienza ne avevano da vendere e non mi riferisco solo ai mondiali di Hamilton e Vettel ben 11 in due, ma dell’esperienza di Perez che rischia di essere messo alla porta dal giovanotto talentuoso di turno.
Questa Formula 1 deve andare alla ricerca del talento. Ben vengano giovani promettenti come Verstappen, Leclerc, Norris, ma i team non possono prescindere da veterani che fanno la differenza in pista anche quando il muretto va in confusione. Con l’affermazione sul tracciato di Istanbul se neo sette volte campione del mondo ha confezionato una vittoria alla Schumacher. Una prestazione che sugella il settimo titolo rendendo omaggio al più grande.
Il Gp di Turchia ha anche restituito al mondiale una Ferrari vagamente competitiva. Le condizioni assurde di asfalto, pioggia, gomme intermedie Pirelli e bassissima temperatura hanno favorito la Rossa. Se questa è l’unica finestra di lavoro utile per arrivare a podio con questa monoposto, potremmo aggiungere la nebbia di febbraio tipica di Fiorano e si può puntare alla vittoria. Infine Vesrtappen. Per l’olandese avere uno come Perez sulla sua stessa monoposto nel 2021 potrebbe anche essere un incubo peggiore che la pole position strappata da Stroll al Sabato.
Lewis Hamilton 10 : Nelle pagelle dopo il Gp in cui il sette volte campione del mondo pareggiava le vittorie con Michael Schumacher, avevamo titolato “Sei come Lui ma non sei Lui” Nel Gp di Turchia, Lewis, ha messo in chiaro il concetto vincendo una gara proprio come amava fare il Kaiser. Ha deciso come e quando fare la differenza anche superando le decisioni del team per vincere una gara improbabile.
Sebastian Vettel 9 : La gara migliore dell’anno. Un disastro in qualifica. In gara parte bene, si trova nelle prime posizioni e non deve fare altro che fare la sua gara, con calma senza rischiare. Resta calmo anche quando è attaccato, conscio che le gare nelle condizioni difficili finiscono all’ultima curva. Una lezione che il compagno non dimenticherà facilmente.
Carlos Sainz 9: Anche lo spagnolo confeziona una delle sue migliori prestazioni. Lontano dai guai, consistente nel passo gara. Nelle condizioni difficili dimostra di essere lungimirante nella comprensione delle situazioni e nella gestione gomme. Stravince il duello con il giovanissimo e velocissimo compagno grazie alla sua già grande esperienza.
Sergio Perez 8 : Il voto potrebbe sembrare basso, ma si deve considerare che il messicano partiva terzo. La sua gara è stata un capolavoro di concretezza. Partito bene, non commette mai un errore e sfrutta la sua esperienza da grande pilota. Ha fatto ciò che sa fare meglio, essere concreto.
Charles Leclerc 8: Una gara che poteva essere da incorniciare, ma un errore butta tutto al secchio. Resta una bella prestazione. Ancora una volta dimostra di essere velocissimo ma gli manca la calma dei forti e la capacità di comprendere al meglio le gomme.
Lando Norris 7: Il ragazzo prodigio ha fatto la cosa più sensata che si potesse fare. Non avendo il passo, ne la velocità, ha semplicemente fatto una gara tranquilla senza errori e senza lampi. Alla fine punti importanti, ma prende paga, e che paga dall’esperto Sainz.
Daniel Ricciardo 6: Parte bene evitando il testacoda del compagno. Da quel momento però la gara è in salita. Le condizioni difficili non aiutano la sua monoposto. Riesce a raggiungere comunque la zona punti. Una cosa per nulla scontata.
Kimi Raikkonen 6 : Una gran bella qualifica. Purtroppo per evidenti limiti prestazionali della sua monoposto non si concretizza in gara. Inoltre, non riesce a fare la differenza proprio quando ci si aspettava di più da uno veterano come lui.
Esteban Ocon 6: Si gira per colpa non sua alla prima curva. Da quel momento la sua gara è segnata. Non può fare altro che portare la sua monoposto il più avanti possibile a ridosso della zona punti.
Max Verstappen 5: Un disastro. Prima perde la pole accusando il colpo. In gara parte malissimo e diventa un continuo di errori uno dopo l’altro. Il peggiore quando ha provato una manovra impossibile su Perez. Un cliente scomodo, ancora di più perché potrebbe anche averlo come compagno nel 2021, ed il messicano ha dimostrato di non essere Albon.
Lance Stroll 5 : Una grandissima pole position. Poi una bella partenza, un passo incredibile. Per i primi giri dava secondi a tutti. Ma ha dimenticato che le gomme si usurano e devono essere gestite. Il team lo richiama, sapeva benissimo, il muretto, che se doveva puntare su un pilota per portare le gomme alla fine non poteva essere lui. Il resto è uno stato confusionale che lo porta nelle retrovie. Si può comprare tutto ma non l’esperienza.
Antonio Giovinazzi 5: Un madornale errore nei giri di riscaldamento fa subito capire che sarebbe stata una gara difficile. Poi il ritiro. Ma sarebbe stata comunque difficile arrivare a ridosso dei punti.
Alexander Albon 4: Poteva una volta tanto diventare il capitano con il suo compagno ancora in gara. Invece l’ennesima sequela di errori. Alla fine non gli resta che mettere un tappeto rosso per cedere la posizione a Verstappen. Non perderà solo il sedile della RedBull ma anche il futuro in F1 è segnato ormai.
Valtteri Bottas 3: Un disastro dietro l’altro. Un testacoda dietro l’altro. Il passaggio da maggiordomo a cameriere era già compiuto ma dopo la gara della Turchia si rischia di scendere al livello lavapiatti di Hamilton è un attimo. Doppiato mentre guida la macchina campione del mondo.
L’azienda asfaltatrice di Istanbul 9: Grazie per averci regalato il più bel gran premio della stagione. Consigliamo di proporsi per asfaltare tutte le piste del mondiale una settimana prima della gara.
Mattia Binotto 10: Perché è rimasto a Maranello. Non ce ne voglia il team principal, non fosse altro che per scaramanzia. Meglio che stia a casa anche nelle ultime tre gare.
La Banda Ofrana di Binotto 6: Alla fine hanno capito. O meglio, finalmente si sono verificate in una sola gara tutte le condizioni ideali per far andare la SF1000. Pista innaturalmente scivolosa, gomme intermedie che si comportano da slick morbide e temperatura ambiente da 13 gradi. Ecco finalmente abbiamo capito tutti ciò che a Maranello nessuno capiva. La finestra di utilizzo della monoposto. Il problema sta nel fatto che è assolutamente innaturale per una monoposto di F1.
Daniele Amore
