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F1: Gp Barhain Pagelle “Ritorna il fuoco!” di Giornale Motori

Ritorna il fuoco. Erano anni dal 1989 che non si vedeva più una Formula uno incendiarsi a seguito di un incidente. Non vogliamo andare a puntare il dito contro le cause di un evento che poteva finire veramente male. Ma non si può nemmeno liquidare il tutto con un tremendo evento fatale, frutto di una congiunzione di situazioni che non si verificheranno mai.

La Sicurezza non è mai una cosa certa o acquisita per definizione. Resta un parametro che non è mai assoluto. Per quanto il legislatore si impegni ci saranno sempre un insieme di situazioni che non sono mai state prese in esame in sede preventiva che potranno mettere in pericolo la vita del pilota.

Grosjean ha commesso un errore, ma come ne commette tanti. Una barriera di protezione che è sempre stata in quella posizione da quando il tracciato del Sakir è operativo, e che ora è sotto accusa. Una monoposto che si pensasse fosse indistruttibile ed invece si è spezzata in due.

Non c’è da trovare colpe o omissioni, ma c’è da fare un lavoro per aumentare la riduzione del rischio sulla base dell’esperienza. Dopo il botto di Grosjean si deve trovare un’alternativa anche alla posizione e composizione di barriere apparentemente in posizioni sicure, e si deve dare una indicazione in più ai progettisti per evitare che si spezzi una monoposto e si laceri il serbatoio di benzina.

In Barhain, il pilota francese ha dimostrato che anche l’ultimo della classe, il pilota pagante spesso denigrato da tutti, alla fine è comunque un uomo migliore di tanti altri. Uscire da quella macchina non sarebbe stato possibile per un uomo diverso da un pilota di formula 1 allentato per fare quello in condizioni estreme.

In ogni caso è suonato un campanello di allarme. L’ Halo è stato fondamentale, ma è arrivato dopo la morte di Bianchi in Giappone. Magari questa volta si può sfruttare il colpo di fortuna sul fatto che non c’è stato il morto per aumentare ancora il livello di sicurezza. Soprattutto in certi tracciati dove ci sono castelli medievali in traiettoria di curva!

Lewis Hamilton 10: Una vittoria facile facile. Senza fatica, con la sola preoccupazione di un evento che poteva essere drammatico. Meno due a quota 100.

Lando Norris 9: Sornione è tornato ad essere il pilota velocissimo che abbiamo imparato ad amare. Finalmente una gara dove ha potuto rimettere le cose apposto dimostrando il suo talento ed il suo livello di prestazione.

Carlos Sainz 8: La McLaren era a suo agio sul tracciato del Sakir. Partito dal centro gruppo, riesce a salire a ridosso elle prime posizioni fin dalle prime battute di gara. Poi non ha dovuto fare altro che sfruttare la sua qualità di avere un buon passo, costante e veloce che lo porta alle spalle del compagno. Bello il sorpasso su Leclerc. Ha messo in chiaro che non sarà un cliente facile per il monegasco.

Pierre Gasly 8: Un’altra bella prestazione del francese. Parte bene, non commette errori. Riesce a portare un passo all’altezza degli avversari. Una posizione non frutta del caso ma della qualità della guida.

Max Verstappen 7: Ci ha provato ancora una volta, ma ha dovuto gettare la spugna nonostante abbia tentato un tutte le tattiche. Non può andare oltre il secondo posto, sempre che all’altra Mercedes giri sempre male.

Alexander Albon 7 : Finalmente un week end senza errori. Questo basta per far si che la sua monoposto con la sua normale prestazione lo porti sul podio. Non gli è chiesto niente altro che stare alle spalle del suo compagno blasonato. Il problema è che doveva farlo dall’inizio stagione. Ora forse è tardi.

Sergio Perez 7: Una bella gara, un podio sacrosanto. Poi la macchina lo molla. Un altro segnale che Perez non puà rimanere a piedi per la prossima stagione. È letteralmente improponibile che ciò avvenga.

Charles Leclerc 6: Parte bene, per ben due volte. Non commette nessun errore a dispetto di quanto asserisca Vettel. Il suo unico limite è come sempre la macchina. Viene passato da tutti o quasi. Ormai è il metro di giudizio per valutare le capacità degli avversari di saper effettuare sorpassi. Una tristezza correre in queste condizioni e non è ancora finita.

Daniel Ricciardo 5: Le lamentele sulla gestione di Liberty Media sulle immagini dell’incidente di Grosjean poteva evitarle. Non sappiamo che mestiere pensa di fare Ricciardo, ma una volta che tutto era apposto non era chiaro sul perché di quello sfogo. Se non vuole far sapere in giro che corre rischi tutte le domeniche può andare a giocare a calcetto. Per il resto una gara onesta con unico lampo il sorpasso sul compagno Ocon.

Valtteri Bottas 5: Ed ecco la Jella che ormai è diventata una costante. Se si buca una gomma sicuramente è quella di Bottas. Detto questo però resta il fatto che pur avendo una Mercedes le rimonte non sono il suo pane.

Esteban Ocon 5: Una gara sottotono. Sembrava che potesse avere la prestazione fin dalle prime battute di gara per poter stare con i primi. Invece è lentamente degradato.

Danijl Kvyat 5 : L’uomo sbagliato al posto sbagliato per ben due volte.

Fia/Liberty Media 5: Forse è arrivato il momento di creare uno staff per il soccorso a bordo pista nelle zone preposte di tipo professionale che il carrozzone si porta appresso sempre. Come il pilota della Safety Car o la medical Car. Si eviterebbero rischi inutili.

Romain Grosjean 10: Per aver dimostrato che anche chi guida una Haas spesso facendo minkiate al volante di proporzioni ciclopiche alla fine è un super eroe diverso da ogni altro uomo e sportivo che esiste sulla faccia della terra.

La Banda orfana di Binotto SV: Purtroppo in Barhain non c’era l’asfalto nuovo, la pioggia che non si asciuga, le gomme intermedie Pirelli. Se ci fosse stata una tempesta di sabbia magari si poteva arrivare a podio.,..

Mattia Binotto 3: Visto che restare a Maranello non serve a nulla. Assodato che non è una questione di scaramanzia per come vanno le cos in pista, ma una domanda va posta. Da Maranello le cose si capiscono meglio o bisogna ancora capire?

Daniele Amore 

 

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