La Formula 1 entro qualche anno dovrà decidere quale tecnologia per i motori adottare e la discussione si è focalizzata su due scelte principali.
Da un lato c’è l’impegno di continuare con l’utilizzo di un motore ibrido, ma in forma semplificata rispetto a quello attuale, affiancato all’utilizzo di carburanti eco sostenibili. E questa pare essere la strada che la Formula 1 intenderà prendere.
Altre voci parlavano di una Formula 1 totalmente elettrificata, tanto da arrivare alla fusione con la Formula E. Ma le tecnologie per le batterie elettriche sono ancora in fase preistorica e non permetterebbero alle Formula 1 di correre ad oltre i 300 orari per due ore di gara.
Ma c’è anche una terza opzione che la Formula 1 potrebbe prendere in considerazione per il futuro prossimo della categoria. Si tratta dell’idrogeno, tecnologia ancora molto in fase primordiale nei motori delle automobili, ma che potrebbe offrire una alternativa molto green al futuro dell’automotive.
Questa settimana la Red Bull Advanced Technologies collaborerà per la realizzazione di una vettura per Le Mans alimentata ad idrogeno e questo ha riacceso l’interesse per questa tecnologia che potrebbe diventare il futuro della Formula 1 e una alternativa molto valida all’elettrico sulla mobilità di tutti i giorni.
Red Bull sta per lavorare con il costruttore francese ORECA per la creazione del concpet H24, che mira a gestire una classe di auto a idrogeno alla 24 Ore di Le Mans nel 2024.
Se i piani ambiziosi avranno successo, si aprirà un mondo di opportunità nella creazione di auto da corsa ad alte prestazioni che producono zero inquinamento da carbonio, poichè l’idrogeno viene ricavato dall’acqua.
Il concetto di auto H24 è serio e l’auto punta ad avere i livelli di prestazioni delle GT3 fin dall’inizio.
Mirerà a produrre 550kW (circa 730 cv) a 17.000 giri/min, raggiungendo una velocità massima di 300 km /h.
La sua accelerazione da 0 a 100 km/h sarà di circa 3,4 secondi, il che si confronta con i 2,3 secondi della F1 e i 2,8 secondi della FE, nonostante un peso nettamente superiore rispetto alle ruote scoperte sopra citate.
Il motore elettrico sarà a trazione diretta, il che significa nessun cambio, nessuna frizione e nessun differenziale.
E il serbatoio del carburante da 8,6 kg, dove l’idrogeno è immagazzinato a 700 bar, può essere riempito da vuoto in tre minuti. Si spera che un serbatoio pieno possa alimentare l’auto per circa 45 minuti.
In termini di prestazioni, la prima versione chiaramente non sarà al livello che la F1 richiede, ma segnerebbe un primo passo in un percorso per migliorare la tecnologia in modo che possa adattarsi alle esigenze dei Gran Premi.
Ciò significa non solo passi avanti nelle prestazioni, ma anche fino a che punto l’auto può correre. Un pitstop di tre minuti per riempire il serbatoio non è molto F1…
Trasformare l’acqua in carburante per alimentare un’auto suona qualcosa di straordinario per il motorsport sostenibile.
Ma al di là dell’idealismo, in termini pratici ci sono grandi ostacoli da superare.
Prima di tutto, la tecnologia dovrà garantire livelli di prestazioni da F1 se vuole avere una speranza realistica di diventare l’alternativa agli ibridi.
Una volta arrivate le prestazioni, saranno i costi a determinarne la promozione o la bocciatura.
Una delle realtà che la F1 deve affrontare, e che ha sbagliato con le attuali regole ibride, è stata quella di concentrarsi solo sulla tecnologia stessa piuttosto che su alcune considerazioni del mondo reale, come le risores che i produttori dovevano spendere per essere competitivi.
Questo è un fattore che il CEO di F1 Stefano Domenicali ha citato di recente quando ha parlato di potenziali normative future sui motori per attirare più produttori nel Circus.
Per ora, l’idrogeno non è la risposta per la F1, mentre il suo piano per un ibrido alimentato con carburanti “bio” è quello che serve per team, produttori e sponsor.
Ma prima che la prossima generazione di motori ibridi di F1 si sia presentata in pista all’inizio della stagione di F1 2025, Le Mans 2024 potrebbe offrirci un assaggio di come sarà il futuro a lungo termine del motorsport.
