Come nelle classi precedenti, anche la MotoGP affronterà il Gran Premio di Germania col gran caldo, ma che non ha scoraggiato il pubblico tedesco a riempire gli spalti del Sachsenring.

Vedere le tribune piene di pubblico è sempre una bella immagine e segno che il tifo in Germania dipende dalla passione verso il motomondiale e non verso un pilota come in Italia.

Allo spegnimento dei semafori, Quartararo parte a razzo e si porta al comando ai danni di Bagnaia che deve accordarsi al pilota Yamaha.

Dietro al duo di testa si porta Espargaro su Aprilia ma deve fare i conti con la Ducati di Zarco che, nel corso del primo passaggio, avrà la meglio sullo spagnolo.

La lotta per la vittoria è un affare riservato solamente tra Quartararo e Bagnaia e l’italiano tenta di superare il collega francese già alla fine del primo giro alla prima curva, ma il ducatista arriva troppo lungo e Quartararo si riprende la posizione.

Quartararo e Bagnaia iniziano a scavare un discreto margine su Zarco in terza posizione ma il ritmo di Quartararo, in questa fase della gara, è migliore della Ducati n°65.

A 27 giri dalla fine, colpo di scena: Pecco forza troppo il ritmo e cade alla prima curva: la sua Ducati perde aderenza al posteriore e l’italiano finisce la gara nella ghiaia. Qualche istante dopo, stesso punto, scivola anche Mir sull’unica Suzuki in gara.

Quartararo ora ha strada libera e Zarco si trova ad oltre 1 secondo. Ma mancano ancora 26 giri.

Un paio di giri più tardi e cade nuovamente Nakagami, ma questa volta senza tirare giù altri avversari come nella gara precedente.

Nelle retrovie la lotta per l’ottava posizione si fa serrata tra Luca Marini e Binder con l’italiano che tenta in più di qualche occasione di avere la meglio sul rivale, ma invanamente.

Quartararo è al comando, in solitaria, e la sua gara non viene disturbata da nessuno. Intanto Vinales si riporta su ed arriva negli scarichi del compagno Espargaro.

Siamo a metà gara: Zarco rosicchia qualche decimo su Quartararo mentre continua la sfida in casa Aprilia con Miller che sta raggiungendo il tandem di Noale.

Nelle retrovie si innesca un’altra battaglia tra Martin, Diggianantonio e Marini, col Diggia che si prende la sesta posizione a danni del ducatista Pramac.

Altro colpo di scena a 10 giri dalla fine: Vinales si ritira dopo aver accusato dei problemi di inserimento e stabilità all’anteriore. Le immagini mostrano la moto di Noale molto bassa nella parte posteriore e dai box confermano la rottura dell’abbassatore.

Peccato, perchè Maverick stava facendo una ottima gara e lascia la lotta per il terzo posto a Miller ed Espargaro.

Il ducatista tenta di mettersi davanti all’Aprilia quando mancano otto giri dalla fine, ma arriva troppo lungo alla curva uno e deve riaccodarsi agli scarichi della moto di Noale.

Dietro al duo Espargaro-Miller si porta Luca Marini, che supera un dolorante Jorge Martin, e inizia a recuperare decimi importanti ad ogni settore.

Miller riprova a superare Espargaro a cinque giri dalla fine, ma finisce nuovamente lungo alla prima curva. E intanto Marini ringrazia, avvicindandosi sempre di più per la lotta del terzo posto.

A tre giri dalla fine sbaglia Espargaro e finisce lungo alla prima curva, spalancando la porta del terzo a Miller e deve anche guardarsi alla spalle da un feroce Luca Marini.

Quartararo trionfa in solitaria il Gran Premio di Germania al Sachsenring, dietro di lui, in seconda posizione, giunge Zarco su Ducati Pramac ma staccato di oltre 5 secondi. Il podio viene completato da Miller che vince la sfida su Espargaro.

Ottima prestazione per Luca Marini, quinto al traguardo, davanti a Martin, Binder, Diggianantonio, Oliveria e Bastianini che completa la top10.

Gara impressionante per Quartararo, un vero e proprio martello per tutta la durata della corsa: mai un errore, mai un calo di concentrazione, mai una minima sbavatura. Un binomio Quartararo-Yamaha che mette paura a tutti i rivali.

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