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Max Verstappen domina un burrascoso Gran Premio del Giappone. Una gara disputata un forma ridotta a causa della pioggia battente. Dopo un primo giro partito come da programma, la gara veniva fermata per una lunga pausa. Nella seconda partenza, l’olandese approfitta delle difficoltà del tracciato per staccare tutti di netto andando a prendersi la vittoria. La conquista del titolo avviene grazie alla terza posizione di Leclerc e il secondo posto del compagno Perez troppo attardato per impedite di vincere il titolo al suo capitano. Lo spettacolo, comunque, è stato garantito proprio dal duo Lecler e Perez con il monegasco che riesce a primeggiare ma arretrato al terzo posto per una penalità.

La prima partenza vedeva Leclerc insidiare Verstappen ma l’olandese faceva la spalle larghe e riprendeva il comando resistendo all’attacco del monegasco. La gara dura appena due giri fino a che Carlos Sainz va a sbattere per il formarsi di acquaplaning. L’impatto con le barriere fa giungere in pista parte delle pubblicità delle protezioni incastrandosi all’avantreno dell’AlphaTauri di Pierre Gasly. La bandiera rossa che ne consegue porta ad una pausa di due ore in attesa della fine della pioggia.

Da segnalare come la Fia, tanto attenta alla sicurezza introducendo il sistema Halo per proteggere il pilota dopo la morte di Jules Bianchi, proprio nel Gp del Giappone, teatro del dramma del pilota francese commette lo stesso errore lasciando un trattore in pista mentre le monoposto passano in condizioni difficili di visibilità. Più di tutti, per essere stato il miglior amico di Bianchi, Gasly si è fatto sentire con la direzione gara per la manovra consentita al trattore mentre passavano le macchine. Fu proprio questa la condizione che si verificò al momento dell’incidente del giovane pilota francese. Una situazione che si pensava non dovesse ripetersi mai più; invece, è accaduto ancora una volta in Giappone.

La Red Bull vince il titolo sul tracciato di proprietà della Honda in tributo all’impegno che comunque il costruttore giapponese ha impegnato nel far conquistare il titolo piloti per la seconda volta in carriera inserendo ancora una volta la sponsorizzazione Honda sulle monoposto.

Molto bella è stata la gara di Esteban Ocon che porta la sua Alpine al quarto posto davanti alla Mercedes di Lewis Hamilton. Sesta posizione per Sebastian Vettel che ha sfruttato l’ottima intuizione di montare per primo le gomme intermedie ribaltando le sorti di una gara rovinata dall’incidente del primo giro della prima partenza. Alle spalle del tedesco l’altra Alpine di Fernando Alonso. Ancora una prestazione negativa per George Russell con problemi ai freni che hanno limitato le prestazioni in gara. Chiude la top ten la Williams con la spettacolare prestazione di Nicholas Latifi, che con questa gara si scrolla di dosso un po delle critiche e delle prese in giro per le sue prestazioni in pista durante il campionato. Decima la McLaren di Lando Norris.

Il campionato piloti è finito, il campione del mondo ancora una volta è Max Verstappen. A Leclerc resta l’amaro in bocca di una stagione dove è partito tante volte dal palo dimostrando di essere il più veloce in pista ma ancora manca qualcosa al suo talento per essere sempre vincente. Trasformare la partenza dal palo in una vittoria, significa prendere per mano il team e impedire che si commettano errori di giudizio al muretto box, indicare lo sviluppo della monoposto senza che questa subisca i recupero della concorrenza, ma soprattutto non si commettono gli errori fatti in questa stagione almeno tre molto gravi.

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