Gara pazzesca in Moto2, con gioia strepitosa per il team Aspar, che ha visto il suo pilota Jake Dixon conquistare la sua prima vittoria iridata. 

Era da molto tempo che un pilota non veniva festeggiato con tanta euforia per una vittoria, ma l’inglese ne aveva delle ragioni, perché ogni volta che era salito sul podio lo aveva fatto come terzo ed era successo fino a otto volte. Normale che in seguito abbia pianto quando finalmente ha visto il suo sogno diventare realtà.

Fin dall’inizio, la resurrezione di Ogura, che torna sul podio molto più tardi e che ha giocato la vittoria con GASGAS fino a quando non lo ha superato ad otto giri dalla fine. Lo ha fatto con un sorpasso duro con il quale non ha lasciato spazio alla fine del rettilineo al giapponese. Alla fine, secondo a 1,3 di distanza dalla testa e con un margine di 3,1 su un Acosta che ottiene miracolosamente il terzo gradino del podio. O se vogliamo dirla tutta, regalato da una decisione degli uomini IRTA.

Acosta è stato punito con un long lap penalty che non aveva senso, dopo che aveva tagliato la chicane d’ingresso per evitare una caduta, senza alcuna intenzione di guardagnare nulla e persino perdere tempo. Una volta che la punizione è nota, presunta, e così facendo il vincitore delle due gare precedenti sbaglia per aver calpestato il green, cosa che la giuria di commissari punisce con la ripetizione. Questa volta, però, non c’è stato nessun ordine di ripetizione e nessuna penalità di tre secondi da scontare a gara finita, il che ha causato la rabbia e le rivendicazioni dei piloti che sono finiti dietro di lui e che con quella punizione avrebbero guadagnato una posizione.

La più grande vittima di quell’incomprensibile decisione della squadra capitanata da un Freddie Spencer che si comportava come i cattivi arbitri, come se volesse compensare, fu Aldeguer, che rimase ai cancelli del suo primo podio e ha dovuto accontentarsi del quarto posto, quando corrispondeva al terzo.

Anche Canet avrebbe guadagnato un posto, che è partito undicesimo ed è salito a un quinto posto che avrebbe potuto benissimo essere un quarto. Da lì, nessun altro avrebbe perso posizione a scapito di Acosta, perché López ha tagliato il traguardo sesto, ma già a 9,5 dalla testa. Gara da più a meno quella del madrileno, perché è venuto a comandare, ma ha perso il mantice. Certo, almeno poteva contenere un Arbolino che era solo settimo in questa occasione e che vede come Acosta prende un morso importante del vantaggio che lo ha portato in testa al generale.

L’italiano è arrivato ad Assen con 15 punti di vantaggio sullo spagnolo, che va in vacanza non più di otto punti e con la sensazione di sentirsi il più forte della categoria nonostante non sia ancora il primo del generale.