Fernando Alonso ha vissuto una Sprint Qualifying da dimenticare al Gran Premio d’Olanda. Il pilota dell’Aston Martin scatterà infatti dal fondo della griglia nella Sprint di Zandvoort, dopo una sessione condizionata da diversi problemi tecnici legati al comportamento della nuova power unit Honda.
Aston Martin aveva portato a Zandvoort un importante aggiornamento della power unit Honda, atteso da tempo e introdotto per la prima volta proprio in occasione del weekend olandese. Il nuovo motore avrebbe dovuto rappresentare un ulteriore passo avanti dopo gli aggiornamenti al telaio introdotti dalla squadra in Ungheria.
Durante le prove libere, Alonso aveva effettivamente percepito segnali incoraggianti, ma la situazione è peggiorata drasticamente nella Sprint Qualifying.
Il pilota spagnolo ha spiegato di aver avuto soprattutto problemi di guidabilità del motore in frenata, con la power unit che continuava a spingere anche nella fase di decelerazione. Questo rendeva particolarmente difficile rallentare la vettura e impostare correttamente le curve.
“Durante le prove libere era andata più o meno bene, ma in qualifica abbiamo avuto problemi con la guidabilità del motore”, ha spiegato Alonso. “Spingeva in frenata, quindi a volte era difficile fermare la macchina perché il motore erogava più potenza del previsto”.
A complicare ulteriormente la situazione è stato un problema al sistema che consente l’apertura dell’ala posteriore sui rettilinei. Secondo Alonso, la modalità SLM non ha funzionato correttamente, impedendogli di aprire il DRS e facendogli perdere ulteriore velocità sui lunghi tratti del circuito.
“La combinazione delle due cose ha reso i giri molto difficili”, ha aggiunto il due volte campione del mondo.
Alonso aveva inoltre già compromesso il suo primo tentativo in SQ1, bloccando l’anteriore e finendo nella ghiaia alla curva 1. Un errore che lo ha costretto a disputare il resto della sessione con pochissimo margine per recuperare.
Il risultato finale è stato il 22° posto, con Alonso relegato in fondo alla griglia della Sprint. Anche il compagno di squadra Lance Stroll non è riuscito a superare la prima fase della qualificazione, confermando le difficoltà incontrate dall’Aston Martin.
Nonostante il risultato negativo, Alonso ha evitato di puntare apertamente il dito contro Honda. Il pilota spagnolo ha sottolineato che l’aggiornamento è ancora nelle prime fasi del suo sviluppo e che il team deve raccogliere dati per comprendere pienamente il funzionamento della nuova power unit.
“È ancora molto presto e probabilmente la power unit è un po’ acerba per quanto riguarda tutti i controlli”, ha spiegato Alonso.
Il problema, inoltre, è stato accentuato dal formato Sprint del weekend. Con una sola sessione di prove libere a disposizione, Aston Martin non ha avuto il normale margine di lavoro offerto da un fine settimana tradizionale.
“Su un weekend normale abbiamo tre sessioni di prove per mettere a punto il pacchetto. Qui, invece, dobbiamo affrontare la situazione direttamente nelle qualifiche e nella Sprint”, ha osservato Alonso.
La Sprint di Zandvoort rappresenterà quindi un’importante occasione per Aston Martin e Honda per comprendere meglio il comportamento della nuova power unit. L’obiettivo sarà raccogliere dati preziosi e verificare se i problemi emersi in qualifica potranno essere risolti in vista del resto del Gran Premio d’Olanda.
Dopo gli incoraggianti segnali mostrati in precedenza e il corposo programma di sviluppo portato avanti dalla squadra, Aston Martin è ora chiamata a trasformare gli aggiornamenti tecnici in prestazioni concrete in pista.

