Dopo settimane di opinioni e lamentele da parte dei piloti della massima categoria, la MotoGP dà loro la ragione e cambia il formato del weekend di gara. Dopo un accordo unanime tra le squadre della MotoGP, le prove libere subiranno una modifica immediata. La FIM e Dorna hanno ascoltato i piloti e, dopo diverse conversazioni durante questo mese di luglio (approfittando delle cinque settimane di pausa senza competizione) hanno firmato un accordo in base al quale, già dal prossimo Gran Premio di Gran Bretagna, conterà solo una delle sessioni di prove libere per determinare chi sono i dieci piloti più veloci che potranno accedere direttamente alla Q2. La sessione cronometrata, che sarà conosciuta genericamente come Prove, corrisponderà a quella del venerdì pomeriggio, che continuerà a durare un’ora, come è consuetudine dall’inizio della stagione con l’introduzione della sprint del sabato.

Il resto rimarrà sotto quello che ci si aspettava. Il primo allenamento del venerdì mattina diventerà completamente libero. Durerà 45 minuti, anche se sarà ribattezzato Free Practice 1 (FP1), come era noto fino allo scorso anno. Già sabato, le prove libere prima delle qualifiche (ora prove libere 2 o il suo acronimo, FP2) dureranno 30 minuti prima di lasciare il posto alla Q1 (15 minuti) e alla Q2 (altri 15 minuti). La gara sprint rimarrà alle ore 15.00 e domenica, prima della gara lunga, solo i piloti della MotoGP manterranno un Warm Up di 10 minuti in pista.

Foto copertina: Mazzocco Alessio