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GP Giappone: pole di prepotenza di Verstappen a Suzuka

Di tutte le prestazioni e le esibizioni che Verstappen ha eseguito in questa stagione, le qualifiche del GP del Giappone sono forse l’esempio più violento e dominante. L’olandese ha conquistato la pole a Suzuka senza il minimo accenno di opposizione, senza nemmeno utilizzare un nuovo treno di gomme morbide per passare alla Q2. Ogni giro di Max e della Red Bull sul circuito più spettacolare del calendario è stato un piacere, sul percorso che esige il massimo delle qualità dalle monoposto. A Monza o Singapore le pole si decidevano per millesimi, ma qui le differenze con chi gli ha tenuto testa ad un certo punto della stagione si moltiplicano.

Solo nel primo settore del suo tentativo decisivo ha già guadagnato quattro decimi su Leclerc e cinque su Sainz. Un paio di settimane fa, quei tre piloti hanno tracciato i loro tempi. “È stato davvero divertente”, ha detto Max riguardo alle cadute nel primo settore dopo aver conquistato la prima posizione in griglia questa domenica. E lui si è divertito, ma nessun altro. Alla fine su questo asfalto si è piazzato secondo un degno Piastri davanti a Norris con una potente MCL60. Non c’è da stupirsi, erano già veloci a Silverstone, dello stesso tipo, e hanno portato importanti evoluzioni anche nelle ultime gare. A prima vista hanno già l’auto più simile alla RB19. Piastri, tra l’altro, è molto più che un buon ‘rookie’, motivo per cui la McLaren lo ha rinnovato fino al 2026 (più a lungo di Lando).

Qui la Ferrari non ha morso come a Monza o a Singapore. Le curve brevi di quegli scenari vengono sostituite da veri e propri viaggi di andata e ritorno in cui il carico aerodinamico della Red Bull fa esplodere ogni confronto. Leclerc è quarto (0.665) e Sainz, sesto (0.973), separati da Pérez. E’ un peccato che il messicano non sia sulla stessa macchina del suo compagno, perché domenica ci sarà un solo candidato alla vittoria. Il solito.

Alonso partirà decimo dopo aver superato di poco sia la Q1 che la Q2. Non c’era altro nell’Aston Martin, Stroll fu estremamente eliminato nel primo taglio (l’incidente di Sargeant con la Williams fu la cosa più eclatante allora). Manca ancora molto da correre, forse a due soste, e l’asturiano guarderà alla top-7 che ora occupano le Mercedes, può anche darsi che l’Aston possa spaventare la Ferrari in gara. La McLaren sembra irraggiungibile. Nessuna sorpresa, questo doveva essere uno dei circuiti più deboli per l’AMR23. Non è nemmeno una novità che sia Fernando a mantenerlo in una top-10 che qui non è reale.

Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori

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