Verstappen è stato sorpreso venerdì nella lotta per la pole dal giro di Leclerc, Norris ed Hamilton e dal suo errore nel momento decisivo. Ha fallito nel suo ultimo tentativo di qualifica, ha superato i limiti della pista e ciò lo ha relegato alla sesta posizione. Ma le poche volte in cui Max sbaglia, di solito risponde in modo deciso. Lo sapevano tutti. Era prevedibile. Anche se per un attimo, Norris sognava in grande. Ma mano a mano che passavano i giri, Max diventava sempre più imponente.
A Verstappen è possibile batterlo in una singola tornata, ma in gara continua a fare una notevole differenza al volante della migliore vettura del Campionato del Mondo. Lo ha dimostrato di nuovo ad Austin, conquistando la sua 15ª vittoria dell’anno in 18 gare, vincendo il Gran Premio di Formula 1 degli Stati Uniti ed eguagliando così il suo stesso record di vittorie in un anno stabilito nel 2022. Ora gli rimangono 4 gare per stabilire un record che sarebbe estremamente difficile da superare. Potrebbe vincere 19 gare delle 22 in programma quest’anno, oltre l’80%. Un vero e proprio record.
Verstappen aveva avvertito sabato, nel giorno della sprint race, senza dare alcuna opzione: si è imposto nella breve qualifica e nella successiva gara sprint. E questa domenica, partendo sesto, doveva rimediare al suo errore. Senza essere nervoso, con la tranquillità di un pilota che è già un tricampione del mondo e sa di avere la migliore arma possibile tra le mani, è andato alla carica per recuperare posizioni. Ha iniziato approfittando di una partenza sfortunata di Russell per guadagnarne una
Nella prima curva, ha evitato un incidente con un Hamilton che aveva esagerato. Grazie al suo ritmo, non ha impiegato molto a superare le Ferrari di Carlos Sainz e Charles Leclerc, il quale è stato costretto a uscire pista quando Verstappen lo ha passato. Il pilota olandese ha rischiato una penalizzazione con questa azione, il suo unico momento di impazienza in una gara che ha poi concluso alla perfezione.
Era terzo dietro a Norris che era in testa davanti a Hamilton. Lewis lo avrebbe superato grazie a una strategia diversa. Ha poi spezzato il sogno di Norris prima di fare il suo secondo pit stop. Ha dimostrato una notevole superiorità in frenata, cambiando traiettoria nella curva 12 per completare un sorpasso brillante su Lando, consegnandogli la leadership. Da lì in poi, la gara era virtualmente conclusa. Doveva solo completare il suo secondo pit stop e dirigersi verso il traguardo.
L’emozione si spostava sulla lotta per la seconda posizione. A otto giri dalla fine, un Hamilton che aveva tentato una strategia iniziale più audace stava compiendo una notevole rimonta. Norris ha cercato di difendersi con tutte le forze dal sette volte campione del mondo, ma non è riuscito a fermare una Mercedes che, grazie alle migliorie apportate ad Austin, ha fatto un altro passo in avanti.
FERRARI SOFFRE IL PASSO GARA
La Ferrari ha sofferto il passo gara: se nel giro secco a Maranello hanno fatto un buon lavoro, c’è da lavorare ancora sul ritmo in gara che, attualmente, è inferiore anche alle papaya McLaren. Le Rosse chiudono quarte e seste con Sainz e Leclerc che si è lamentato in modo fastidioso col muretto perchè gli hanno intimato di far passare Sainz.
GLI ALTRI PILOTI A PUNTI
Tra le due Ferrari troviamo la Red Bull di Perez, protagonista di una gara opaca se confrontata con quella del suo compagno di box. A punti anche l’altra Mercedes di Russell, in settima posizione mentre la top 10 viene completata da Gasly, Stroll e Tsunoda.
