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Partita la Dakar 2024. Il prologo premia la Audi di Mattias Ekstroem e la Honda di Tosha Schareina

Appuntamento di inizio anno imperdibile e consolidato per gli amanti dei motori è da sempre la Dakar. Nome storico di una delle corse più pazze e dure che nel 2024 festeggia le 46 candeline. La quaranteseiesima edizione è ancora ospitata nei deserti dell’Arabia Saudita per il quinto anno consecutivo. Arabia che sempre più sembra essere destinata a diventare il paradiso del motorsport a 360 gradi. La Dakar non fa eccezioni e trova il suo terreno ideale con scenari e panorami mozzafiato, oltre che a percorsi tecnici che vanno delle piste sassose alle dune più morbide.

Per il 2024 il manipolo di eroi che proveranno a concludere il massacrante rally è più ricco che mai, con oltre mille concorrenti suddivisi nelle varie categorie, tra moto, auto, camion, quad e ssv. Tutti i mezzi e gli equipaggi dovranno provare a completare i 7900 chilometri che porteranno la carovana da AlUla, luogo di partenza della 46esima edizione, a Yanbu, sulle coste del Mar Rosso. Un viaggio di andata e ritorno da Ovest verso Est che toccherà Shubaytah, ai confini con Emirati Arabi Uniti, prima di riattraversare in senso incervo il paese. In tutto i chilometri cronometrati, validi per le classifiche di categorie, saranno oltre 4700.

Come da tradizione però la Dakar si apre con il prologo, utile a stilare la prima classifica provvisoria che stabilisce l’ordine delle prima vera tappa. Prologo che prevede 27 chilometri di prova speciale che si inseriscono nei 157 km di percorso ad anello attorno a AlUla. Il primo vero stage sarà invece già qualcosa di serio, con 414 chilometri cronometrati con bivacco montato ad Al Henakiyah.

Auto: primo squillo per la Audi e prologo a Ekstroem

Tra le auto la grande favorita, o per lo meno una delle case che nutre le maggiori possibilità di vittoria, è Audi. Ed il primo squillo nella Dakar 2024 arriva proprio dalla casa tedesca. L’equipaggio tutto svedese composto da Mattias Ekstrom e dal suo navigatore Emil Bergkvist chiudono la classifica tempi completando i 27 chilometri in 16 minuti e 30 secondi. Alle loro spalle ovviamente troviamo le auto dei competitor più agguerriti a contendersi la vittoria finale, ovvero Toyota e uno dei prototipo della Prodrive affidato al Baharain Raid Xtreme Team.

L’americano Seth Quintero chiude al secondo posto con l’auto giapponese con un gap di 23 secondi, mentre un mostro sacro del calibro di Sebastien Loeb ottiene il terzo posto del prologo con 38 secondi di distacco. Gli altri favoriti partono prudenti Stéphane Peterhansel è settimo (+45”), mentre Nasser Al-Attiyah, che da quest’anno non è più in seno alla Toyota, ma alla guida di un Prodrive Hunter con i colori del Nasser Ragong Team, è 12esimo ad un minuto e un secondo.

Moto: Honda davanti a tutti con Schareina

Categoria sempre affascinante quella delle due ruote. Come ogni anno si preannuncia grande battaglia sul filo dei secondi per la vittoria finale. A spuntarla per prima è la casa alata, che porta la Honda del team ufficiale affidata allo spagnolo Tosha Schareina in cima alla classifica del prologo, chiuso in 17 minuti e 35 secondi. Alle sue spalle l’australiano Daniel Sanders con la GasGas ufficiale (+12”) e terzo Ross Branch in sella alla Hero (+19”). Van Beveren, Luciano Benavides, Sunderland e Quintanilla seguono nell’ordine. La prima KTM, casa da sempre plurititolata nel rally Dakar, è quella di Toby Prica, ottavo al traguardo del prologo.

Come sempre gli italiani si presentano numerosi al via della Dakar, nonostante la concomitante Africa Eco Race. Paolo Lucci è il primo della nostra pattuglia con il 35esimo tempo, seguono poi Montanari (36esimo), Gioele Meoni, figlio del grandissimo Fabrizio (68esimo), Zacchetti (80esimo), Interno (90esimo), Lottero (102esimo), Catanese (112esimo), Giraldi (120esimo).

Credito fotografico ©Lulop.com

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