I vertici della Formula 1 incontreranno il mese prossimo i rappresentati del Ruanda per parlare di una possibile gara nel Paese Africano.
La F1 si sta guardando attorno per ampliare ancora il già numeroso calendario, cercando di sfruttare il boom di interesse che il Campionato sta avendo in tutto il mondo ed è chiaro avere una gara nel continente africano è un obiettivo chiave.
In una intervista rilasciata ad Autosport, l’amministratore delegato della F1 Stefano Domenicali, ha riferito che è stato organizzato un incontro col Ruanda per parlare del progetto, che lo stesso Domenicali definisce promettente.
“Sono seri”, ha detto Domenicali. “Hanno presentato un buon piano e in realtà abbiamo un incontro con loro alla fine di settembre. Sarà su una pista permanente”.
Il Ruanda ha mostrato un crescente interesse per le corse automobilistiche, con i rappresentanti del Rwanda Development Board che quest’anno si sono recati al Gran Premio di Monaco per incontrare la FIA.
Il paese dell’Africa orientale ospiterà anche l’Assemblea Generale Annuale della FIA di quest’anno e la cerimonia di premiazione nella sua capitale Kigali a dicembre.
La F1 ha raggiunto il suo obiettivo di espansione negli Stati Uniti grazie alle tre gare che si disputano a Miami, Austin e Las Vegas, ora sta guardando in quale altra parte del mondo deve espandere il suo mercato.
Domenicali ha detto che l’Africa, che non ospita una gara di F1 dal Gran Premio del Sudafrica del 1993, è qualcosa che viene seriamente valutato.
“Vogliamo andare in Africa, ma abbiamo bisogno dei giusti investimenti e del giusto piano strategico”, ha detto Domenicali.
“Dobbiamo avere il momento giusto, e dobbiamo fare in modo che anche in quel Paese, in quella regione, in quel continente, ci sia la giusta accoglienza, perché, ovviamente, hanno altre priorità. Dobbiamo essere sempre molto attenti nel fare le scelte giuste”.
Domenicali ha detto che la F1 è ora in una fase in cui c’è abbastanza interesse in tutto il mondo per scegliere il miglior calendario possibile.
“Fino al 2020 eravamo in una situazione in cui il numero di posti che volevano ospitare la F1 non era così numeroso. E non siamo stati in grado di applicare quella che direi essere una pressione costruttiva per far crescere ciò che possiamo offrire ai nostri clienti e ai nostri fan. Ora siamo nella situazione opposta e abbiamo tanti Paesi che vogliono ospitare la F1.
“Con 24 gare, un numero che rimarrà stabile, possiamo davvero mettere a punto quelle di cui stiamo discutendo per vedere quale sarà il futuro a medio termine.
“Non vedo grandi cambiamenti in arrivo a breve termine, ma nei prossimi due mesi dobbiamo discutere di quelli che saranno il ’26, ’27 e ’28. Abbiamo diverse opzioni, ma siamo in una buona posizione”.
