KTM ha deciso di sospendere temporaneamente lo sviluppo delle proprie moto MotoGP a seguito di una grave crisi finanziaria che sta attraversando il produttore austriaco. La decisione, rivelata da Autosport, è parte di un piano volto a salvaguardare il progetto sportivo nonostante l’azienda abbia recentemente dichiarato insolvenza.
Debito di 3 miliardi di euro
KTM, che fa parte del gruppo Pierer Mobility, ha accumulato un debito pari a circa 3 miliardi di euro, una cifra ben superiore rispetto a quanto inizialmente previsto. Durante una riunione svoltasi presso l’officina KTM in occasione dell’ultima gara della stagione a Barcellona, i dirigenti della MotoGP hanno informato il personale della delicata situazione economica.
Nonostante le difficoltà, i vertici dell’azienda hanno rassicurato i team sul fatto che il progetto sportivo continuerà a competere nel campionato mondiale.
Sospensione dello sviluppo
Tra le misure adottate, figura la sospensione dello sviluppo delle moto RC16, che nel 2024 saranno guidate da Pedro Acosta e Brad Binder per il team ufficiale, e da Maverick Viñales ed Enea Bastianini per il team Tech3. Lo stop sarà inizialmente in vigore durante l’inverno e fino ai test pre-stagionali di febbraio 2025 a Sepang.
Nel test post-stagionale di novembre a Barcellona, gli aggiornamenti sulla RC16 sono stati limitati a una nuova carenatura e a qualche componente secondario. Né Dani Pedrosa, recentemente confermato come collaudatore, né Pol Espargaró hanno partecipato alle prove.
Dubbi sul futuro
Nonostante KTM abbia assicurato ufficiosamente che sarà presente sulla griglia del 2025 con quattro moto, Dorna, il promotore del campionato MotoGP, ha espresso alcune perplessità sulla capacità del produttore di mantenere gli impegni.
Ristrutturazione e strategia
Negli ultimi mesi, KTM ha avviato una profonda ristrutturazione aziendale. Diversi rami della casa madre, tra cui KTM AG, KTM Components GmbH e KTM F&E, sono stati scorporati, mentre la divisione corse è stata trasferita sotto KTM Racing GmbH.
Inizialmente, questa riorganizzazione sembrava garantire la sicurezza del progetto sportivo, ma la portata del debito ha superato ogni previsione. Nei prossimi giorni è atteso un piano strategico che mira a isolare la divisione sportiva dal resto dell’azienda. Secondo fonti interne, mantenere attiva la sezione corse è essenziale per proteggere l’immagine del marchio e limitare l’impatto negativo sulle vendite.
Le origini della crisi
La crisi è emersa nella seconda metà del 2024, alimentata da sovrapproduzione, un calo delle vendite e il fallimento del progetto di moto elettrica. Le voci di difficoltà economiche si sono rapidamente diffuse nel paddock MotoGP.
“A settembre, dopo i test di Misano, sono stato in fabbrica e mi hanno assicurato che il programma sportivo sarà pienamente supportato, quindi possiamo stare tranquilli,” aveva dichiarato Pedro Acosta.
Tuttavia, le notizie negative si sono accumulate, fino all’annuncio della scorsa settimana sul processo di insolvenza. Con un debito che sfiora i 3 miliardi di euro, il futuro di KTM resta appeso a un delicato equilibrio.
