Lewis Hamilton si prepara a un nuovo capitolo in Formula 1, ma David Coulthard lo mette in guardia: il passaggio alla Ferrari nel 2025 potrebbe non garantire il finale da sogno che il pilota britannico spera, proprio come accadde a Michael Schumacher nel suo ritorno con Mercedes.
Hamilton lascerà la Mercedes al termine del 2024 per unirsi alla Scuderia di Maranello, con l’obiettivo dichiarato di conquistare l’ottavo titolo mondiale e superare il record assoluto di Schumacher. Tuttavia, Coulthard ha sottolineato come la storia dimostri che anche i più grandi possono incontrare difficoltà in nuove avventure.
Schumacher, dopo aver dominato con Ferrari, tornò dalla pensione per un periodo di tre anni con Mercedes, senza però riuscire a ottenere altre vittorie in gara. Parlando al Daily Mirror, Coulthard ha spiegato:
“Mercedes non vive per Lewis Hamilton, e Hamilton ha chiarito di non vivere per Mercedes. Allo stesso modo, fu sorprendente vedere Schumacher firmare per Mercedes dopo aver incarnato l’anima della Ferrari. Eppure, il richiamo di tornare nella sua casa, la fiducia e il desiderio di vincere ancora lo spinsero a farlo. Nonostante il suo impegno, non fu lo stesso Schumacher del suo primo periodo in F1.”
Riflettendo sul futuro di Hamilton, Coulthard ha aggiunto:
“Lewis sta rischiando di nuovo, puntando tutto sulla Ferrari. Potrebbe portare a un rinnovamento delle sue prestazioni e a una lotta per il campionato mondiale, ma sarà dura. Dovrà affrontare un compagno di squadra velocissimo come Charles Leclerc.”
La coppia Hamilton-Leclerc promette spettacolo, almeno sulla carta. Tuttavia, le recenti difficoltà di Hamilton contro il giovane George Russell in Mercedes fanno sorgere dubbi sulla sua capacità di competere con Leclerc nel lungo termine.
“La caratteristica fondamentale dei grandi campioni è sempre stata la capacità di brillare sia in qualifica che in gara,” ha detto Coulthard. “Se Lewis, a 40 anni, avesse perso un po’ del suo smalto, potrebbe trovare difficile superare Leclerc durante un’intera stagione.
È una domanda legittima, ma la risposta spetta a lui. Non si tratta di criticarlo, ma di lasciargli la possibilità di dimostrare ciò che è ancora in grado di fare. Alla fine, il futuro di questi piloti dipende solo da loro stessi e dalle scelte che faranno.”
