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“Gigi Dall’Igna ha una mentalità da pilota: quando non vince, si arrabbia”

Il ruolo di Gigi Dall’Igna si conferma centrale per il successo della Ducati, come sottolineato da numerose figure chiave all’interno del team.

Negli ultimi tre anni, il produttore italiano ha dominato la scena MotoGP, concludendo il 2024 occupando le prime quattro posizioni in classifica generale. Anche per quest’anno, Ducati è considerata la favorita, soprattutto grazie all’arrivo di Marc Marquez, che ha lasciato il team Gresini per unirsi al box ufficiale.

Tuttavia, il vero protagonista potrebbe essere proprio Gigi Dall’Igna, direttore generale e maestro nell’aerodinamica.

“Per me, il punto di svolta per Ducati è stato l’arrivo di Gigi Dall’Igna,” ha dichiarato Marquez a DAZN. “Definirei Dall’Igna come un pilota. Ha una mentalità da pilota al 100%. Quando non vince, si arrabbia. Ha quell’ambizione fondamentale nel mondo della competizione. Se fosse più giovane e fosse un pilota, sarebbe uno di quelli che temi in pista.”

Loris Capirossi ha aggiunto: “Ora tutti i piloti vogliono correre con Ducati.”

Alvaro Bautista, due volte campione del mondo Superbike, ha elogiato Dall’Igna: “Questo è il segreto. Un ingegnere che ascolta i piloti e sa lavorare non solo sui dati, ma anche interpretandoli insieme ai loro feedback. Ha trasformato Ducati da una moto difficile, che nessuno voleva, a quella più desiderata negli ultimi anni.”

Anche Jorge Martin, campione MotoGP 2024 con il team Pramac, ora passato a Yamaha, ha sottolineato il contributo di Dall’Igna: “Tutto è iniziato con Gigi. È stato lui a rendere la moto così competitiva. Ha portato in pista tante moto con piloti giovani e talentuosi, e il risultato è stato incredibile.”

Dal canto suo, Dall’Igna ha spiegato: “Ho sempre pensato che l’aerodinamica fosse troppo trascurata nelle gare motociclistiche. Qui ho trovato le persone giuste per affrontare le sfide dell’aerodinamica, che sulle moto sono molto più complesse rispetto alle auto.”

Per il 2025, Ducati dovrà affrontare alcune sfide significative: la riduzione delle moto in griglia da otto a sei e il passaggio da quattro a tre moto ufficiali, affidate a Marc Marquez, Pecco Bagnaia e Fabio Di Giannantonio del team VR46. Con l’addio di Pramac come team satellite, il VR46 diventa il punto di riferimento per la collaborazione con Ducati, che manterrà comunque il team Gresini.

Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori

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