Pierre Wache, direttore tecnico della Red Bull, ha spiegato le ragioni che hanno portato la squadra a perdere il titolo costruttori di Formula 1 nel 2024, nonostante Max Verstappen abbia conquistato il suo quarto campionato piloti consecutivo.
La stagione era iniziata con grandi risultati per Red Bull: Verstappen aveva vinto quattro dei primi cinque Gran Premi, portando a tre doppiette grazie anche al contributo di Sergio Perez. Tuttavia, con il progredire del campionato, la RB20 ha perso competitività, permettendo a McLaren, Ferrari e Mercedes di alternarsi al vertice in una stagione piena di colpi di scena.
Il calo di Perez e la perdita del titolo costruttori
Mentre Verstappen è riuscito a mantenere una certa costanza, fondamentale per il suo successo, il rendimento di Sergio Perez è drasticamente calato. Il pilota messicano non è riuscito a concludere nessuno degli ultimi 18 Gran Premi tra i primi cinque, un fattore determinante nella perdita del titolo costruttori. Questo ha portato la Red Bull a sostituirlo con Liam Lawson per il 2025.
Una stagione più difficile del previsto
Pierre Wache ha sottolineato che la Red Bull non si aspettava un dominio iniziale così marcato, né un calo così evidente nel corso della stagione.
“La stagione è stata impegnativa come ci aspettavamo,” ha dichiarato Wache ad Autosport. “Siamo rimasti sorpresi dal vantaggio iniziale, ma credevamo che l’intero campionato sarebbe stato una lotta serrata, come alla fine della stagione. Non ci aspettavamo però un calo così significativo a metà anno.”
I problemi della RB20: correlazione e bilanciamento
Secondo Wache, il problema principale della RB20 è stato la mancata correlazione tra i dati del simulatore e le prestazioni effettive in pista.
“La vettura aveva caratteristiche diverse da quelle previste in termini di aerodinamica,” ha spiegato. “Non ci aspettavamo che alcuni elementi avessero un impatto così negativo sulle prestazioni. Questi problemi erano presenti già all’inizio della stagione e non sono stati risolti in tempo.”
Un altro fattore critico è stato il bilanciamento della vettura, che ha reso difficile affrontare i cordoli e mantenere un rendimento costante. Questi problemi non sono stati affrontati immediatamente, poiché il dominio iniziale della RB20 non aveva reso necessario intervenire drasticamente.
“Ce ne eravamo accorti, ma la macchina era veloce e non volevamo modificarla troppo,” ha ammesso Wache. “Quando siamo tornati in Europa e McLaren ha iniziato a sfidarci di più, il problema è diventato evidente.”
Un potenziale inespresso
Nonostante le difficoltà, Wache ha ribadito che tornare a specifiche precedenti non sarebbe stato vantaggioso.
“Abbiamo visto che in Qatar la macchina aveva le stesse caratteristiche, ma siamo riusciti comunque a vincere e a essere i più veloci su quella pista,” ha sottolineato. “Le prestazioni dipendono sempre dal confronto con gli altri.”
La Red Bull si prepara ora alla stagione 2025, con l’obiettivo di risolvere i problemi di correlazione e bilanciamento della RB20 e tornare a dominare il campionato costruttori.
