Un quinto posto amaro per Lewis Hamilton nel Gran Premio di Monaco, in una gara vissuta in solitaria e condizionata da una comunicazione poco chiara con il muretto Ferrari. Dopo aver scontato una penalità in griglia che lo ha retrocesso dalla quarta alla settima posizione, il sette volte iridato è riuscito a rimontare fino alla top five, ma senza mai essere realmente in lotta con i piloti di testa.
A rendere più complicato il suo pomeriggio monegasco è stata, secondo lo stesso Hamilton, la mancanza di indicazioni chiare via radio da parte del suo ingegnere di pista Riccardo Adami. Già durante la gara, il britannico ha manifestato perplessità: “Cosa vuoi da me?”, ha chiesto al team. La risposta: “Spingi ora. Questa è la nostra gara”. Un messaggio che ha generato ancora più confusione.
“Non era molto chiaro. Non capivo cosa intendesse con ‘questa è la nostra gara’. Non sapevo se stessi lottando per la posizione davanti o no”, ha dichiarato Hamilton a fine gara ai microfoni di Sky Sports F1.
“Alla fine ho spinto e consumato le gomme, ma quando ho guardato i dati ho visto che ero troppo lontano dai primi. Non avrei comunque potuto raggiungerli.”
Emblematica anche la domanda posta a fine corsa al suo ingegnere: “Sei arrabbiato con me o qualcosa del genere?”, alla quale non è arrivata una risposta immediata da Adami, alimentando le voci di una possibile tensione interna.
Vasseur minimizza: “Con Lewis tutto ok”
A fare chiarezza è intervenuto il team principal della Ferrari, Frédéric Vasseur, che ha ridimensionato l’episodio: “Non c’è alcuna tensione. Quando un pilota chiede qualcosa tra la curva 1 e la 3, non rispondiamo subito per non distrarlo. È una prassi concordata”.
“Lewis non era arrabbiato quando abbiamo parlato dopo la gara. È normale che un pilota chieda chiarimenti in momenti di pressione. Ma la comunicazione tra noi è assolutamente tranquilla”, ha dichiarato Vasseur a Monaco.
Hamilton, che si è trovato per gran parte della gara in una sorta di “terra di nessuno”, ha spiegato: “Ero da solo, lontano dai primi, senza Safety Car che potesse rimescolare le carte. Una gara abbastanza semplice, ma frustrante”.
Nonostante il clima apparentemente sereno nel post-gara, il feeling tra Hamilton e il suo nuovo box Ferrari appare ancora in fase di rodaggio. A Maranello servirà lavorare anche su questo fronte se si vuole sfruttare appieno l’esperienza e il talento del campione britannico.
