Ultimi articoli

MotoGP, sviluppo senza scorciatoie: Marquez spiega l’arte del compromesso

In MotoGP non esistono pasti gratis, soprattutto quando si parla di sviluppo tecnico. Ogni miglioramento porta con sé un compromesso: guadagnare prestazioni in un’area significa quasi sempre perderne in un’altra. La vera sfida per i costruttori è trovare il punto di equilibrio ideale, facendo in modo che i benefici superino gli svantaggi, non su una singola pista ma sull’intero calendario.

A complicare ulteriormente il quadro c’è il fattore pilota. Una modifica può trasmettere sensazioni migliori in sella, ma allo stesso tempo ridurre la prestazione assoluta sul giro. Un tema su cui si è soffermato Marc Márquez, chiamato a commentare il lavoro di sviluppo portato avanti da Ducati in vista della Desmosedici 2026, in particolare la ricerca di un miglior feeling sull’anteriore da parte di Francesco Bagnaia e Fabio Di Giannantonio del team VR46.

“È normale cercare sempre di migliorare – ha spiegato Márquez – e quando hai più feeling all’anteriore, questo aiuta molto, perché la gomma davanti è sempre la più critica per un pilota. Ma di solito, quando migliori l’anteriore, perdi qualcosa al posteriore. Bisogna trovare il giusto compromesso”.

Secondo il campione spagnolo, Ducati parte comunque da una base tecnica molto solida. “La Ducati sa di avere un’ottima base – ha aggiunto – e come già fatto negli ultimi anni, l’obiettivo è introdurre piccoli miglioramenti. Non possiamo aspettarci un grande passo avanti in una sola area, perché il rischio è prendere la direzione sbagliata”.

Le difficoltà di questa scelta sono emerse chiaramente durante i test pre-stagionali, quando Ducati ha deciso di accantonare il motore previsto per la GP25, tornando a una specifica molto vicina a quella della GP24. Nonostante ciò, Bagnaia e Di Giannantonio hanno faticato a trovare continuità con la moto 2025, mentre Márquez ha dominato al suo primo anno nel team ufficiale.

Lo spagnolo ha di fatto messo al sicuro il titolo grazie a una striscia impressionante di risultati a metà stagione, conquistando 14 vittorie consecutive tra Sprint e Gran Premi, da Aragon all’Ungheria. Proprio il test post-gara di Aragon è stato, secondo Márquez, il momento chiave dal punto di vista tecnico.

“Da Aragon abbiamo fatto uno step – ha confermato – sia nel setup della moto sia nell’aerodinamica. Mi sentivo sempre meglio, soprattutto grazie al lavoro sull’assetto”. Un cambiamento che ha avvicinato la sua Ducati a quelle degli altri piloti della Casa di Borgo Panigale. “Abbiamo adottato la stessa geometria, le stesse dimensioni. Nella prima parte della stagione guidavo una moto più nervosa, mentre dopo Aragon è diventata molto più facile da portare al limite”.

Dopo l’infortunio rimediato una settimana dopo la conquista del suo nono titolo mondiale a Motegi, Márquez è ora pronto a tornare in pista. Il suo rientro è previsto per i test ufficiali di Sepang, in programma a inizio febbraio, dove inizierà ufficialmente il percorso di avvicinamento alla nuova stagione MotoGP.

Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.