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Toprak Razgatlioglu al lavoro sull’adattamento in MotoGP: ali posteriori e stile di guida sotto la lente

L’avventura in MotoGP di Toprak Razgatlioglu è iniziata all’insegna dell’adattamento. Il rookie della Pramac Yamaha, impegnato nei test di Sepang, sta lavorando per modificare il proprio stile di guida così da poter sfruttare le ali posteriori della Yamaha M1 nel pieno rispetto del regolamento tecnico.

Il tre volte campione del mondo Superbike ha disputato l’intero shakedown malese e la prima giornata del test ufficiale senza le winglet posteriori. Una scelta obbligata: la combinazione tra la sua statura (circa 185 cm) e l’unità sella utilizzata faceva infatti superare alla M1 il limite massimo di altezza consentito con le ali montate.

A fine giornata, però, Razgatlioglu è tornato a una unità sella più datata, compatibile con le winglet, riscontrando immediati benefici soprattutto in frenata, aspetto che da sempre rappresenta uno dei suoi punti di forza. Martedì ha chiuso la giornata con il 20° tempo assoluto, ma con sensazioni incoraggianti.

«Con le ali la moto si ferma molto meglio e questo mi aiuta tanto», ha spiegato il pilota turco. «Normalmente utilizzo una sella diversa, ma con questa configurazione mi sento più fiducioso».

Il passaggio dalla Superbike alla MotoGP impone compromessi tecnici importanti. In MotoGP, infatti, l’altezza della sella è fortemente condizionata dalla presenza del serbatoio e dai regolamenti aerodinamici.

«Ora utilizzo la sella più bassa possibile, ma non posso scendere ulteriormente. Con questa posizione non posso montare le ali, quindi devo trovare un equilibrio e adattare il mio stile», ha aggiunto Razgatlioglu, consapevole della necessità di aumentare la velocità in percorrenza di curva rispetto allo stile più “stop&go” adottato in Superbike.

Parallelamente al lavoro tecnico, Razgatlioglu sta sfruttando i test per studiare gli avversari, osservando linee e traiettorie dei piloti più esperti della categoria regina. Tra questi, un riferimento particolare è stato Marc Márquez.

Seguendo il campione del mondo in carica in più occasioni, il pilota Pramac ha potuto cogliere dettagli utili, soprattutto nella gestione di curve complesse come la cinque di Sepang. «Ho visto qualcosa di interessante osservando Marc. In alcune curve non inclina molto la moto, ed è stato sorprendente», ha raccontato.

Razgatlioglu non nasconde l’ammirazione per Márquez, sottolineando come il confronto diretto in pista rappresenti una fase fondamentale del suo percorso di crescita: «Ora è molto veloce e io sto solo cercando di capire la moto e le gomme, soprattutto la posteriore, che è molto diversa rispetto alla Superbike».

Il processo di apprendimento è appena iniziato, ma a Sepang emergono già segnali chiari: per Razgatlioglu la sfida MotoGP passa dall’equilibrio tra assetto, aerodinamica e adattamento dello stile di guida, in un percorso che richiederà tempo, ma che promette sviluppi interessanti nel corso della stagione.

Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori

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