Il primo test ufficiale della stagione MotoGP 2026 a Sepang ha fornito indicazioni iniziali significative sullo stato di forma dei costruttori nell’ultimo anno dei regolamenti tecnici da 1000 cc. Al termine dei tre giorni di attività in Malesia, Ducati emerge ancora come riferimento tecnico, mentre Aprilia sembra aver consolidato i progressi mostrati nella seconda metà del 2025. KTM continua il proprio percorso di crescita, Honda procede con costanza, mentre Yamaha affronta un avvio estremamente complesso della propria nuova era V4.
Ducati ancora davanti: la GP26 convince su passo e guidabilità
Ducati ha lasciato Sepang con segnali incoraggianti sia sul giro secco sia, soprattutto, nelle simulazioni di gara sprint. Alex Marquez ha chiuso il test al comando con un tempo di 1’56.402, vicino al record assoluto del circuito, confermando una tradizionale efficacia sulla pista malese. Alle sue spalle, Fabio Di Giannantonio e Marc Marquez hanno completato un quadro complessivamente positivo per la nuova GP26.
Pur non rappresentando una rottura tecnica rispetto alla GP25, la moto 2026 ha mostrato miglioramenti concreti, in particolare grazie a un nuovo sistema di ride height device e a una maggiore docilità complessiva del pacchetto. Un aspetto sottolineato anche da osservatori esterni come Jorge Lorenzo, che ha evidenziato la fluidità della Ducati nelle fasi di massima piega e in uscita di curva, a differenza della maggiore nervosità mostrata dai rivali.
Significativi anche i riscontri sul passo gara. Alex Marquez ha fatto segnare una media di 1’58.028 nella simulazione sprint, precedendo Pecco Bagnaia (1’58.166) e Marc Marquez. Dati che rafforzano l’idea di una Ducati ancora un riferimento, nonostante le limitazioni imposte dal sistema di concessioni.
Resta aperta la questione aerodinamica: durante il test sono state provate carene anteriori 2024, 2025 e 2026, con preferenze differenziate all’interno del box. Bagnaia e Alex Marquez sembrano orientati verso la specifica 2024, mentre Marc Marquez appare più a suo agio con il pacchetto 2025. Una decisione definitiva è attesa nei prossimi test.
Marc Marquez: condizione fisica non ottimale, ma gestione gara intatta
Il test di Sepang ha segnato il ritorno in pista di Marc Marquez dopo oltre quattro mesi di stop a causa del grave infortunio alla spalla rimediato nel GP d’Indonesia 2025. Nonostante una condizione fisica non ancora ottimale, lo spagnolo ha impressionato fin dal primo giorno, chiudendo davanti a tutti nella sessione inaugurale.
Con il passare delle giornate, il calo fisico è emerso, spiegando il leggero divario rispetto ai compagni di squadra. Tuttavia, Marquez ha confermato una delle sue qualità storiche: la gestione del passo nelle fasi finali di gara. Nella simulazione sprint di giovedì, i suoi ultimi giri sono stati allineati a quelli di Bagnaia e Alex Marquez, segnale di una competitività destinata a crescere con il recupero completo della forma fisica.
Aprilia in evoluzione: passo avanti confermato, ma non ancora sufficiente
Aprilia ha affrontato il test con un approccio prudente, concentrandosi più sulla raccolta dati che sulla prestazione assoluta. La RS-GP 2026 rappresenta un’evoluzione diretta del progetto 2025, con aggiornamenti aerodinamici mirati, soprattutto nella zona posteriore.
Marco Bezzecchi, impegnato nel ruolo di riferimento tecnico in assenza di Jorge Martin, ha fatto segnare un 1’56.526 nell’ultima giornata, inserendosi tra le Ducati. Un risultato incoraggiante, soprattutto considerando le difficoltà incontrate dal marchio di Noale nel GP di Malesia 2025.
Il passo nella simulazione sprint (1’58.937 di media) appare meno brillante, ma va contestualizzato: Bezzecchi ha utilizzato una gomma posteriore usurata, a differenza dei piloti Ducati. Secondo le stime, la scelta potrebbe aver inciso per circa mezzo secondo, ridimensionando il gap reale. Resta comunque un distacco di alcuni decimi dal livello necessario per sfidare stabilmente Ducati per la vittoria.
Yamaha: avvio critico dell’era V4
Il test di Sepang è stato dominato, in chiave negativa, dai problemi tecnici di Yamaha. L’esordio del nuovo motore V4 si è rivelato più complesso del previsto, con guasti di natura motoristica che hanno costretto il team a fermare completamente l’attività nella seconda giornata per motivi di sicurezza.
La casa giapponese non ha fornito dettagli precisi sulle cause, limitandosi a parlare di un problema “inaspettato”, mai riscontrato prima. È probabile che l’incremento del regime di utilizzo rispetto ai test precedenti abbia portato alla luce criticità strutturali.
Nel terzo giorno Yamaha è tornata in pista con limitazioni di regime e indicazioni di guida conservative. Alex Rins ha chiuso come miglior pilota del marchio in 14ª posizione, ma il quadro complessivo resta preoccupante, anche in ottica di continuità futura con Fabio Quartararo, costretto allo stop dopo una caduta con frattura a un dito.
Razgatlioglu e l’impatto con la MotoGP
Il debutto in MotoGP di Toprak Razgatlioglu rappresenta una delle principali novità del 2026, ma il test di Sepang ha evidenziato la difficoltà della transizione dalla Superbike alla classe regina. Il turco, tre volte campione del mondo SBK, ha chiuso 19°, risultando comunque il miglior rookie.
Le difficoltà riguardano soprattutto l’adattamento dello stile di guida a una MotoGP che richiede maggiore scorrevolezza e meno aggressività in frenata. Anche aspetti ergonomici e regolamentari, come la configurazione della sella e l’uso delle ali posteriori, stanno rallentando il processo di adattamento.
Le dichiarazioni di fine test restituiscono l’immagine di un pilota consapevole della portata della sfida, pronto ad affrontare una prima parte di stagione complessa, con l’obiettivo di costruire basi solide in vista del futuro.
