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Toprak Razgatlioglu amaro dopo i test di Sepang: “In MotoGP farò fatica all’inizio”

L’impatto con la MotoGP non è stato dei più semplici per Toprak Razgatlioglu. Il tre volte campione del mondo Superbike ha chiuso il primo test pre-stagionale 2026 a Sepang con sensazioni tutt’altro che positive, ammettendo apertamente che l’inizio della sua avventura nella classe regina sarà in salita.

Il rookie Yamaha, al debutto assoluto in MotoGP, ha lavorato sul tracciato malese prima nello shakedown della scorsa settimana e poi nel test ufficiale iniziato martedì. Un programma condizionato anche da problemi tecnici: nella giornata di mercoledì Yamaha è stata costretta a fermare tutti i piloti per ragioni di sicurezza legate al motore, riprendendo l’attività solo giovedì con maggiore cautela.

Al termine del test, Razgatlioglu ha chiuso 19° con un miglior tempo di 1’58”326, oltre un secondo e mezzo più lento dell’1’56”402 fatto segnare dal più veloce, Alex Marquez. Numeri che raccontano bene le difficoltà di adattamento del pilota turco alla MotoGP.

“Non è facile vedermi così in basso in classifica, soprattutto dopo quello che ho fatto in Superbike”, ha ammesso Razgatlioglu ai microfoni di Motorsport.es. “Ho seguito Alex Marquez e l’ho visto guidare in modo molto fluido, ma io non riesco ancora a fare lo stesso. Probabilmente farò fatica nelle prime cinque gare”.

Il nodo principale resta lo stile di guida richiesto dalla MotoGP, molto diverso da quello che lo ha portato al successo in Superbike. “Con questa moto non puoi girare usando il gas. Devi guidarla come una Moto2”, ha spiegato il turco, citando i consigli del compagno Jack Miller. “È facile a dirsi, ma non è semplice da mettere in pratica”.

Razgatlioglu ha sottolineato la necessità di intervenire sul set-up, in particolare sulle sospensioni, per migliorare l’ingresso in curva. “Guido come ho sempre fatto, ma i tempi non arrivano e questo influisce anche sulla motivazione”, ha aggiunto, riconoscendo comunque alcuni passi avanti in frenata.

Restano invece da chiarire le dinamiche legate al consumo delle gomme, altro aspetto cruciale nella MotoGP. A complicare il lavoro anche le prove aerodinamiche: per gran parte del test Razgatlioglu ha girato senza l’ala posteriore, a causa dei limiti di altezza imposti dal regolamento con la sella utilizzata. Solo martedì ha potuto provare una configurazione diversa, con sensazioni migliori soprattutto in staccata.

Nell’ultima giornata di test, il pilota Yamaha è stato visto alternare giri con e senza ala posteriore, alla ricerca del miglior compromesso. Il percorso di adattamento è appena iniziato, ma Sepang ha già chiarito che per Razgatlioglu la MotoGP rappresenterà una sfida lunga e complessa, almeno nella prima parte della stagione.

Alessio Mazzocco
Alessio Mazzoccohttps://www.giornalemotori.com
Appassionato di fotografia e di motori

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